La lettera di Pietro: il racconto distopico dell’Italia che verrà

“Al compimento del suo ventesimo anno di vita, Elia Cannin decise di essere un rivoluzionario”.

In una realtà distopica situata in un tempo a noi non troppo lontano, assistiamo alla vicenda del giovane Elia Cannin, figlio di don Pietro Cannin, primo dirigente della Confederazione di Ro. L’Italia, così come la conosciamo, non esiste più. Le lingue sono diventate dialetti e sono state sostituite dal ruinci, un nuovo linguaggio elaborato dal sofisticato computer Grammatico e adottato da tutte le Confederazioni. E i libri, quelli di carta, sono soltanto una reliquia segregata in antiche e proibite biblioteche. Elia ha appena conseguito il pandottorato e ha la possibilità di diventare il nuovo segretario personale del ministro delle Raccomandazioni Statali, ma invece di obbedire a un sistema che di umano non ha più nulla, decide di ribellarsi.

La lettera di Pietro è un racconto in cui abbiamo ritrovato paesaggi estremi che ricordano quelli di José Saramago, scritto con la finezza della letteratura fantastica di Dino Buzzati, e capace di trasformare un luogo surreale a cui siamo ormai assuefatti in un non-luogo regolato da leggi affatto improbabili, anzi, a noi piuttosto familiari.

LA LETTERA DI PIETRO
Aldo Amabile
Copertina flessibile:
 35 pagine
Editore: Articoli Liberi (17 dicembre 2019)
Lingua: Italiano
ISBN: 978-2491229030
DIFFUSIONE GRATUITA NELLE SCUOLE

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