di Antonio Melchionda

Cava de’ Tirreni giace nella Valle Metelliana circondata dal Monte Castello, dal Monte Finestra e dal monte San Liberatore, che Goethe trovò meraviglioso.
Le colline circostanti vennero amate da Filippo Palazzi e dai pittori della Scuola di Posillipo.
Lo scrittore francese Valery le diede il nome di “Piccola Svizzera” che ancora oggi la contraddistingue.
Tutto questo per dire come la cultura sia connaturata a Cava.
Se passeggiate sotto ai portici del centro o vi sedete sul bordo della fontana in Piazza Duomo potreste addirittura incontrare Voltaire.
A prima vista, per il cranio ossuto, la barba a pizzetto, potreste scambiarlo per il compagno Lenin che, checché si pensi delle sue idee, era comunque un uomo di cultura.
Invece, anche se non ha la parrucca settecentesca e l’accento francese, è il Voltaire di Cava, Aldo Amabile, l’autore di questo libretto, racconto filosofico moderno.
È un racconto amaro, divertente, paradossale eppure vicino alla realtà, che un illuminista francese avrebbe potuto scrivere se avesse conosciuto i computer e il retaggio democristiano dell’arte della raccomandazione.

La lettera di Pietro
Aldo Amabile
Copertina flessibile:
 35 pagine
Editore: Articoli Liberi (17 dicembre 2019)
Lingua: Italiano
ISBN: 978-2491229030
DIFFUSIONE GRATUITA NELLE SCUOLE
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