AAA Autore in cerca di editore, trova il marito di sua moglie

di Elisa Averna

Oggi un aspirante autore ha diverse possibilità di pubblicare la propria opera. Esistono tre realtà editoriali principali:
1. Editoria No Eap (autori selezionati, royalties e accesso ai concorsi)
2. Editoria Eap (autori non selezionati, paganti e senza accesso ai concorsi)
3) Self publishing (autopubblicazione)
In questo articolo approfondiremo le prime due.

Iniziamo con il dire che l’editoria No Eap è l’unica che dovrebbe esistere, perché per sua stessa natura l’editoria dovrebbe essere No Eap. No Eap è l’acronimo di “No Editoria a pagamento”, che si contrappone a EAP, “editoria a pagamento”. Quale più urticante ossimoro! Esistono forse aziende che chiedono contributi ai loro lavoratori? No! Per la stessa ragione non dovrebbero esistere case editrici-azienda che chiedono contributi ai propri lavoratori-autori. Eppure esistono.

Se le tipografie con servizi aggiuntivi smettessero di qualificarsi come “case editrici”, usando una definizione impropria, non ci sarebbe bisogno del pleonasmo “No Eap”, che è come dire “marito di sua moglie”. Purtroppo, al momento non è possibile evitare questa qualifica, ormai necessaria per distinguere la vera editoria da ciò che editoria non è.

L’inclusione della “non editoria” determina la sfiducia da parte dei lettori anche nei confronti dell’editoria seria, che meriterebbe di essere riconosciuta per la sua eccellenza. Gran parte dei lettori, tende a generalizzare e avere un’immagine in blocco negativa della microeditoria. E come dar loro torto?  Le “case editrici” a pagamento intasano il mercato editoriale spesso con ciarpame, in coerenza con la logica “se mi paghi, ti pubblico”, quindi non praticano nessuna selezione e chiunque, ma davvero chiunque, può pubblicare con loro.

Ad aggravare la situazione è il fatto che la sigla No Eap non è un marchio riconosciuto dal Ministero della Cultura, ma una semplice sigla utilizzata dagli editori, purtroppo non sempre in modo onesto. Il Far West editoriale italiano, senza regole e senza certezze sulla fonte dei libri, confonde l’utenza, a cominciare dagli stessi autori, che possono incappare finanche in false case editrici No Eap.

Le false case editrici No Eap sono le più pericolose, perché molto abili nel mimetizzarsi. Si autodichiarano No Eap con squilli di trombe, ma poi non si rivelano tali. Pur di rientrare forzosamente nella categoria delle case editrici non a pagamento, millantano risorse e mezzi che non hanno. S’impegnano contrattualmente a fornire i servizi tipici delle case editrici No Eap, ma in realtà non onorano l’impegno. Per esempio garantiscono l’editing, ma di fatto non lo eseguono. L’autore vedrà così pubblicata la sua opera tale e quale a come l’ha consegnata all’editore, quindi con inevitabili refusi ed errori, compresi anche i più macroscopici, segno che l’opera non solo non è stata corretta, ma non è stata neanche letta, forse è stata solo “annusata”. L’autore in buona fede darà il suo “visto si stampi” a occhi chiusi (mai farlo) tanta è la fiducia nel suo editore che certamente gli avrà scritto “Abbiamo letto il romanzo e per noi non presenta errori ed è ben scritto”. Perché dubitare, se un team di esperti (redattore, editor e revisore) ha ritenuto “ben scritto” il libro? E invece… Prima di firmare un contratto, è bene accertarsi che l’editing sia compreso. L’editor non è un fantasma, quindi deve essere un professionista qualificato con nome e cognome. L’unica cosa che un autore in questo caso può fare, prima di firmare il contratto, è chiedere all’editore il nome e il cognome dell’editor e controllare le sue competenze. Diffidare delle figure “tuttofare” è la prima regola: il grafico deve fare il grafico; il redattore, il redattore; l’editor, l’editor e via dicendo.

Le false case editrici No Eap possono usare mille astuzie per far leva sull’ingenuità di aspiranti autori. Questi, attratti nelle loro spire in modo ingannevole, potrebbero da una parte trovarsi a visionare contratti immacolati  e dall’altra ricevere le peggiori proposte tramite telefono. Un modus operandi di questi “editori” è difatti quello di proporre contratti allettanti (per essere inseriti fra gli editori No Eap), per poi proporre agli autori l’acquisto “non obbligatorio” di copie (furbescamente non presente nel contratto).  Gli autori che non pagheranno saranno considerati autori di serie B, quindi non saranno aiutati nella promozione e saranno trasformati in autori piazzisti “porta a porta” dei loro libri, perché i loro editori non si cureranno minimamente di introdurli nel mercato editoriale con un’adeguata campagna promozionale, la quale comunque prevede un’attiva collaborazione dell’autore. È necessario quindi prestare attenzione a questa insidiosa categoria di sedicenti editori No Eap,  che, spesso, mancano anche dei servizi basilari.  Alcuni di questi non garantiscono neppure il codice ISBN.

Altra cosa importante è non avere fretta di pubblicare. Un’opera valida, prima o poi, avrà la sua occasione per essere degnamente pubblicata. La vanità di stampa (vanity press), che spesso induce un autore a cedere all’editoria a pagamento, è un pessimo biglietto da visita. Chi è dell’ambiente (librai, editori, critici letterari, recensionisti attenti ecc.) sa riconoscere la vera editoria.

E ora passiamo  alle caratteristiche della migliore microeditoria, capace di raggiunge l’eccellenza:

1)100% No Eap (editing compreso, nessun obbligo di acquisto copie, nessuna richiesta di contributi in fase di pre-order, no doppio binario, no crowdfunding o altra formula di co-investimento)
2)Distribuzione nazionale (consona alla microeditoria: libri almeno ordinabili nelle piccole librerie di quartiere)
3) Libri acquistabili in tutti i book-store online
4)Team competente (redattore, editor e grafico)
5) Cura degli autori anche dopo la pubblicazione
6) Royalties annuali calcolate dal primo libro venduto
7) Libri in entrambi i formati (cartaceo e digitale)
8) Sconto su copie autore
9)Attività di promozione e di vendita libri oltre l’entourage dell’autore (presenza alle fiere e presenza attiva sui social)
10) Invio manoscritto per posta elettronica
11) Sito accessibile e veloce
12) Contatti con i media (proporzionati all’essere micro)
13) Riconoscibilità del suo brand
14) Segnalazioni agli autori dei concorsi free
15) Rintracciabilità (mail e telefono)

A tutti gli autori, i miei migliori auguri per una carriera lineare e senza inciampi! Occhio ai lestofanti…

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