Il congiuntivo nuoce gravemente alla letteratura commerciale

di Elisa Averna

Premessa
Questa volta non parlerò di argomenti spinosi relativi al mondo editoriale, ce ne sarebbero troppi e per la gran parte purtroppo indigesti (tipologie di editori, modus operandi di agenzie letterarie extra rappresentanza, recensioni fake a pagamento, concorsi, concorsetti e concorsoni con sistemi di votazione grotteschi e dove il talento è l’ultimo requisito che serve, corsi di scrittura ecc.), quindi no, non scoperchierò nessun vaso di Pandora, non svelerò alcun segreto di Pulcinella, ma tratterò egualmente un argomento ostico.

Signore e signori, ecco a voi l’ospite di questo articolo: diamo il benvenuto al Signor Congiuntivo. Oh cielo! E chi è questo Carneade? È un modo verbale che vuol dire letteralmente “che congiunge”, perché usato sovente nelle proposizioni subordinate. In realtà è anche un modo verbale che divide, sì, che divide chi lo vorrebbe in vita e chi lo vorrebbe morto. Ecco la ragione per cui il Signor Congiuntivo conduce una vita sempre più ritirata. Tuttavia, per stanarlo non servono i servizi segreti, ma è sufficiente conoscere le sue cinque caratteristiche principali (alias “regole”, fuori moda in tempi di anarchia grammaticale, dove il linguaggio social mette a dura prova la lingua italiana). Grazie dunque alle sue caratteristiche principali, è possibile fornire un identikit preciso del Signor Congiuntivo e quindi individuarlo con la massima facilità. Il Signor Congiuntivo riacquisterà fiducia negli scrittori italiani e si mostrerà fiero in ogni frase in cui sarà richiesto.

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Prima caratteristica
Esprime dubbio (Chi ha dimenticato l’uso del congiuntivo? Che sia stata una buona parte degli italiani?), ipotesi (Se tornassimo a usare il congiuntivo correttamente, sarebbe un giusto riconoscimento alla nostra meravigliosa lingua), augurio (Ci auguriamo che il congiuntivo torni a essere utilizzato) e cortesia, ad esempio, quando si dà del lei a una persona (Professore, gradirei che lei mi insegnasse l’uso del congiuntivo).

Seconda caratteristica
Ha solo quattro tempi: il presente (che io impari), l’imperfetto (che io imparassi); il passato (che io abbia imparato), il trapassato (che io avessi imparato).

Terza caratteristica
Si usa solo con espressioni fisse, ossia con aggettivi o pronomi indefiniti (qualunque, chiunque, qualsiasi, ovunque, dovunque), espressioni impersonali (è necessario che, bisogna che, è probabile che, è bene che), congiunzioni subordinanti (sebbene, qualora, affinché, benché, a meno che, nel caso che, prima che, senza che) e verbi fissi, verbi che esprimono un ordine, una preghiera, un permesso, un desiderio, un’aspettativa, un dubbio, una domanda (pensare che, ritenere che, sperare che, suppore che, auspicare che: “Spero che io possa imparare l’uso corretto del congiuntivo).

Quarta caratteristica
L’imperfetto, che è un modo verbale che esprime certezza, non va usato al posto del congiuntivo, che esprime dubbio. Eh già, spesso il povero congiuntivo è ignorato e al suo posto è indebitamente utilizzato l’imperfetto (Non si dice: “Non sapevo che oggi c’era un articolo sul congiuntivo, ma si dice “Non sapevo che oggi ci fosse un articolo sul congiuntivo).

Quinta caratteristica
Ha tre diatesi (attiva, quando il soggetto compie l’azione: “che io ami il congiuntivo”; passiva, quando il soggetto subisce l’azione: “che io sia amato dal congiuntivo”; riflessiva, quando l’azione ricade sul soggetto stesso: “che io mi pavoneggi con belle parole”).

Una volta che impareremo a conoscere il Signor Congiuntivo, egli non fuggirà mai più da noi e sarà un solerte compagno, che ci aiuterà nella comunicazione con i nostri simili. Tuttavia, se noi ci ostineremo a ignorarlo, a non prestargli la giusta attenzione, lui si vendicherà e ci farà diventare tutti “Se io avrei”, homo insapiens scarsamente alfabetizzato, in lotta perenne con la lingua italiana.
Mantenere almeno un uso corretto dei modi verbali è un buon sistema per lenire le ferite estetiche inferte dagli svarioni involontari, in un’epoca in cui subiamo le peggiori beffe dal t9 e dal touchscreen.

E ora diamo una sbirciatina ad alcune cose che si dicono in rete sul congiuntivo.

Allarme congiuntivo. La situazione è grammatica.
(egyzia, Twitter)

E come darle torto?

Cari uomini: invece di depilarvi, lustrarvi e lampadarvi, imparate a scoprire quanto potere abbia su una donna un congiuntivo corretto.
(UnoFRAtanti, Twitter)

E anche qui, come dargli torto?

Tra le buone maniere e il congiuntivo, è una bella gara a chi si estingue prima.
(istintomaximo, Twitter)

Una standing ovation per Istintomaximo!

Tutti che si tatuano l’infinito. Tatuatevi il congiuntivo che fate più bella figura.
(PerculoPio, Twitter)

PerculoPio ha proprio ragione!

-Se condurrei una Maserati, sicuramente non mi farei vedere in giro con du’ befane come loro.
-Conducessi.
-Esatto, con du’ cessi come loro.
(pupitto, Twitter)

Pupitto ha vinto!

E dopo le cinque caratteristiche passiamo ai dieci comandamenti per far sì che il Signor Congiuntivo ci resti sempre amico:

1) Non avrai altro modo verbale al di fuori del congiuntivo, come da regole sopra indicate
2) Non nominare il congiuntivo invano, ma usalo in modo appropriato
3) Ricorda di rendergli onore nelle feste come nei giorni feriali
4) Onora i suoi quattro tempi
5) Non ucciderlo
6) Non formulare frasi impure, che mettano a repentaglio il suo uso corretto
7) Non rubare al congiuntivo ciò che è del congiuntivo
8) Non dire falsa testimonianza su di lui: il Signor Congiuntivo è sempre innocente e non nuoce alla salute, tutt’al più nuoce alla letteratura commerciale
9) Desidera il congiuntivo d’altri, se il tuo ancora non è soddisfacente
10)Non desiderare il congiuntivo d’altri, laddove sia usato in modo scorretto.

E adesso, che andassimo tutti in pace!

Un pensiero riguardo “Il congiuntivo nuoce gravemente alla letteratura commerciale

  1. Grandiosa Elisa Averna!!! da distribuire dappertutto. Soprattutto nelle scuole, dalle elementari all’università! Con l’obbligo di impararlo a memoria!

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