Trappole concettuali del web: un campo minato

di Fabio Folla

Come un campo minato.
Siamo abituati a pensare che le idee e le convinzioni siano oggetti astratti ma nella nostra attuale situazione, quella in cui l’informazione e la iperconduttività della rete hanno amplificato e accelerato le cose, le astrazioni diventano azioni.

Quel che sembrava una chiacchiera da bar diventa in un attimo una movimento di opinione capace di convincere migliaia di persone ad assaltare il parlamento americano. La paura di pochi diventa la fobia di molti e una vaccinazione che un tempo sarebbe passata senza intoppi diventa argomento per le barricate di piazza. Dobbiamo abituarci, se vogliamo vivere in questo nuovo mondo, ad avere a che fare con delle armi invisibili. Armi di manipolazione di massa.

Cosa vuol dire vivere in un mondo disseminato di trappole concettuali?
Potremmo cercare un parallelismo con un’altra evoluzione tecnologica del passato che ha sconvolto il quotidiano. La velocità delle automobili e degli aerei che hanno prodotto slanci futuristi e incidenti raccapriccianti di un tipo mai visto prima. Nuovi punti di vista e armi ambulanti, poesie e pirati della strada. Come l’abbiamo digerita quella sbornia? Patente a punti, rotonde e reato di omicidio stradale. Stiamo ancora vivendo nell’epoca delle pubblicità che esaltano la virilità dei suv, ma diciamo che siamo sopravvissuti al peggio. Allo stesso modo dovremmo capire che è necessaria una ristrutturazione del pensiero. Buffo che queste necessità evolutive derivino dalla tecnè piuttosto che da una approfondita umanità ma tant’è.

L’informazione amplificata come la velocità amplificata.
È quindi un sottoprodotto di questa amplificazione il disagio che ci troviamo a subire. Basterà regolamentare? Moderare le chat, filtrare le parole d’odio, scovare i BOT, sbufalare le Fake? Lo sapremo solo quando sarà tardi per rimediare.

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