Il complicato processo di selezione e valutazione dei manoscritti

La prestigiosa sede nella casa al mare dell’editore M è piena di plichi appena arrivati da tutto il mondo. Ne arrivano in media dieci al giorno, più le proposte via posta elettronica, passate direttamente al vaglio del direttore editoriale, che ha appena compiuto dodici anni, e tra una partita e l’altra ai videogames è in grado di estrapolare un solo prescelto al mese (il suo criterio si basa sulle parole chiave, se sono contenute nel corpo dell’email è meglio. Tra queste parole troviamo: nomi di politici di destra, nomi di politici di sinistra, nomi di politici dell’opposizione, nomi di politici al governo, sono esclusi i nomi dei politici morti o in stato di arresto). Il resto dei manoscritti, quelli cartacei, passano sotto un rullo compressore che li riduce di volume e di numero di pagine, scartando così i più impegnativi o quelli che puzzano di pesce perché attirano le vespe e le vespe hanno fatto inceppare tre volte questo mese i costosissimi macchinari di produzione tedesca. I libri superstiti vengono disposti su un tappeto di gomma da masticare al gusto fragola, o ciliegia, a seconda delle collane a cui sono destinati, e vengono inondati dall’alto da una pioggia di fotografie di soubrette seminude a cui sarà assegnata la maternità dei vari titoli (titoli riformulati secondo un algoritmo basato su adwords di Google). Una volta terminato il processo di attribuzione

degli autori, si passa all’impaginazione per la creazione del romanzo o della raccolta destinati alla pubblicazione. A questo punto una squadra di quindici lillipuziani russi armati di asce e forbici enormi si scaglia contro la massa di carta informe che viene così espropriata della sua natura gommosa e prende a mano a mano la forma rettangolare desiderata (il formato preferito dai lillipuziani è un 1m x 60cm, con la copertina rigida e soffice al tatto). Il rullo continua a girare 24/48 ore al giorno e in questo lasso di tempo vengono estrapolati almeno dieci testi da destinare alla pubblicazione finale, a firma delle dive preferite dell’editore M. Dopo la selezione e l’impaginazione, le pagine residue e i pezzi di chewing gum vengono raccolti e rimescolati insieme ai nuovi arrivi dalla collaboratrice domestica srilankese di novantadue anni assunta in nero in qualità di art director. Maria Concetta, la cameriera srilankese, si occupa anche della creazione delle copertine attingendo a un data base di 72.000 fotografie gratuite e di pubblico dominio, e riuscendo così a rientrare nel budget medio di produzione, che si aggira intorno ai 0,00009 euro per ogni edizione. L’indomani mattina alle sei in punto, tutto è pronto per un nuovo processo di selezione. I libri creati oggi saranno già in vetrina e il loro profumo fruttato attirerà i lettori più esigenti.

Franco Malanima

5 pensieri riguardo “Il complicato processo di selezione e valutazione dei manoscritti

  1. Aiuuuutoooooo! Ho inviato delle belle proposte di traduzione oggi. .. Mi sa che non ho badato alle parole-chiave delle email però! 😂

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