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Forse non saremmo una famiglia come tante, ma siamo una famiglia

Dammi una possibilità, lasciami entrare. Scivolo spalle al muro finché sento il pavimento sotto di me. A terra, più giù di così non posso. Resto lì immobile, aspetto che si schiuda la porta, sono mesi che resto fuori, fuori dalla sua vita. “Non puoi, non ci pensare, niente in questo … Continua a leggere Forse non saremmo una famiglia come tante, ma siamo una famiglia

Le persone sole muoiono in fretta. Sulla fame d’amore di Carson McCullers

Da un mese Carson giaceva in un letto di ospedale. Si era sentita male in casa e ora pareva addormentata come uno dei personaggi di quelle fiabe cupe che tanto amava da bambina. I rari fedeli amici si alternavano affranti al suo capezzale, nessuno di loro però poteva vedere la … Continua a leggere Le persone sole muoiono in fretta. Sulla fame d’amore di Carson McCullers

Nell’archivio ∙ Il podcast diretto da Alex Marcolla

Alfredo Zitarrosa, Chamarrita de los milicos Episodio 20. Lo sai tenere un segreto?In cui Stefania Castella legge un suo racconto intitolato Il segreto Episodio 19. Nell’archivioIn cui Alex Marcolla racconta Adam Mars-Jones Episodio 18. Fine pena maiIn cui Iago legge la verità dell’uomo, per chi la vuol sentire Episodio 17. … Continua a leggere Nell’archivio ∙ Il podcast diretto da Alex Marcolla

Il Rimbaud di Brooklyn, o di questi geroglifici, l’unica prova di essere stato al mondo

Sarton mi racconta di come la gentrificazione è iniziata alla grande a New York dopo l’attacco alle torri gemelle. L’orrore, frenesia e solidarietà intense di quel giorno fecero di lui un newyorkese. È una domenica calda e ventilata a Wagner Park North. Da qui si gode una splendida vista del … Continua a leggere Il Rimbaud di Brooklyn, o di questi geroglifici, l’unica prova di essere stato al mondo

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I turbamenti della giovane Beryl Bainbridge, sfiorata da derive atroci

Chissà cosa avrebbe detto Beryl se avesse saputo di quella canzone. Ne avrebbe sorriso compiaciuta, sicuro. Quando però Mark Knopfler gliela dedicò nel 2015, Beryl non c’era già più da cinque anni. Una vita laboriosa, la sua. Emozionata e laboriosa. Negli ultimi anni Beryl era tornata a occuparsi di teatro. … Continua a leggere I turbamenti della giovane Beryl Bainbridge, sfiorata da derive atroci

Il teatro è invenzione, è relazioni, è una continua scoperta di sé

Qualche settimana fa, nella bacheca degli eventi di un teatro che frequento, lo sguardo mi è caduto sull’immagine della locandina di uno spettacolo in cartellone, che nel titolo poneva una domanda: Chi è di scena? Mi sono interrogato su quella domanda e sulla sua relazione con l’immagine, sulla quale poi … Continua a leggere Il teatro è invenzione, è relazioni, è una continua scoperta di sé

Adam Mars-Jones, o di quando il creatore dona e toglie parti di sé alla sua creatura

Cromer non poteva ricordare i pochi anni in cui i suoi arti si muovevano ancora. Lo ricordava sua madre perché non lo aveva abbandonato un solo istante da quando era nato. Lei se lo ricordava, eccome. Ma evitava di parlarne, soprattutto con suo figlio. Fu solo dopo il compimento dei … Continua a leggere Adam Mars-Jones, o di quando il creatore dona e toglie parti di sé alla sua creatura

Massimo Bontempelli, “L’ideale supremo di tutti gli artisti dovrebbe essere: diventare anonimi”

Quando si parla di letteratura, e di giornalismo, capita spesso di porsi domande basilari, di metodo. Un po’ come accade ai filosofi che, fin dai tempi antichi, si sono chiesti: “Da dove veniamo?” “Qual è la ragione dell’esistenza dell’uomo?”, anche chi ambisce a scrivere si chiede spesso cosa significhi essere … Continua a leggere Massimo Bontempelli, “L’ideale supremo di tutti gli artisti dovrebbe essere: diventare anonimi”

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Chi siamo

Non siamo qui per gioco e neanche per disperazione. Siamo qui per andare dritti alla coscienza di chi legge, attingendo a quanto resta di umano nelle nostre società a dir poco distopiche. Per farlo, usiamo testi unici, con tagli del tutto personali. Prediligiamo la diversità come vera fonte di unicità.
Il nostro obiettivo è buttarvi giù dalla sedia e poi aiutarvi a rimettervi seduti. Perché per noi scrivere non vuol dire accomodare ma scomodare, e poi amare con tutta la forza umanamente possibile. Non si può amare a metà e non si può scrivere a metà.
Siamo qui come se fossimo a una festa in maschera, e mentre balliamo con il volto scoperto, osserviamo il vero, o quelle inspiegabili menzogne di cui è fatto, e questo ci basta. >>

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