Cristalda mi fa visita la sera
Sono una bambina che gioca
con il suo pupazzo preferito
Sono il canarino, che fugge via dalla gabbietta
Sono il verme, che diventa farfalla
Le tenebre nella mia mente, vedo
Affollano il mio petto scarafaggi e cavallette
arrivano negli angoli più bui e remoti
La notte mi calma. Urla squarciano le mie orecchie
Mi affanno a navigare verso terra
Ma qualcosa mi sospinge sempre più a largo
Sono quello che sono
I compromessi, le bugie
mi spappolano in pezzettini
da fare arrosto
È più facile scrivere del dolore o dell’amore?
Fiori caldi
Fiori caldi in cui annegare
Passano in fretta e diventano così freddi
da far raggelare persino lo stomaco
Vento infernale spazza via la sporcizia
E purifica anche gli spigoli più nascosti
Le poesie vengono a trovarmi di notte
perché è il momento in cui posso
spogliarmi senza occhi irrispettosi
Notti di giugno
Il vento mi bacia forte le braccia
Sono le labbra di persone mai incontrate
Il Dio dei sogni mi parla all’orecchio
Io resisto e scrivo ancora versi
Voglio assaporare qualche goccia di bellezza rimasta dentro di me
Mi preparo per la notte di un’estate
che mi ha sorpresa all’improvviso
La speranza di nuovi sogni
mi rasserena
certa che domani ci sarà un’altra battaglia
È questa la vita di una donna in cerca di libertà?
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