Nell’archivio. Letture, interviste, discorsi intorno ai libri
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Con l’acquisto di 2 libri, riceverete in omaggio la Tote Bag di Articoli Liberi. 🎁 Con l’acquisto di 3 libri, oltre alla Tote Bag riceverete anche la Mug di Articoli Liberi. Continua a leggere Nuove offerte nel nostro store online
Episodio 87. Perché è così difficile capire. In cui Stefania Castella si pone le domande che tormentano la maggior parte di noi Continua a leggere Nell’archivio. Episodio 87
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Sei una pallina del flipper, e chi lo manovra cristona perché non ubbidisci sull’extraball, oppure fili giù dritta nel buco del game over. Sei un mistero che tutti vorrebbero svelare, per il tuo bene. Già. Continua a leggere I poeti dei conigli morti: postfazione di Giorgio Genetelli
Le jardin d’acclimatation è un romanzo sugli addii, un testo geometrico, straziante, meraviglioso, apparso per la prima volta nel 1980, anno in cui gli fu assegnato il Goncourt. Continua a leggere Perché ho tradotto Le jardin d’acclimatation di Yves Navarre
Episodio 86. In cui Stefania Castella legge un suo breve racconto su tutto ciò che sa, o non sa, sull’amore Continua a leggere Nell’archivio. Episodio 86
Ci siamo scagionati alla conquista della grandezza. Salpando sulle stelle, abbiamo appreso le arti senza padrone. Quante volte, coricati sui granelli di sabbia, ci siamo rivelati sostenitori delle marmoree statue greche. Continua a leggere L’anima del mondo
Capita spesso, dopo aver letto certe storie, che rimanga nel nostro cervello un’eco singolare. È come sentire il mare in una conchiglia: il mare non c’è veramente, ma trasmette a noi l’illusione di un correlativo oggettivo che ci fa sentire come se camminassimo pacifici sulla battigia colpita dalle onde. Continua a leggere Una postfazione a L’età dei figuranti
Non sono mai riuscita a scindere l’amore dalle donne. Perché a eccezione del mio papà, l’amore che mi ha cresciuta, scelta, celebrata ha avuto sempre mani femminili. Quindi, ode a Santa Valentina e all’amore sororale. Continua a leggere Virginia Woolf o dell’amore sororale
C’è un chicco di riso che non mi va proprio di raccattare da terra. Lo osservo da giorni e penso che, se dovessi raccoglierlo, significherebbe che il tempo è finito e questa non è un’osservazione che mi lusinga. Continua a leggere Una cosa bella tra le dita
Crescere in una città violenta come Napoli, con la consapevolezza che la violenza non è soltanto nelle mani, ma è soprattutto nelle parole, mi ha insegnato a riconoscere la bellezza e a inseguirla in tutto ciò che scrivo, oppure, come in questo caso, in ciò che leggo. Continua a leggere Perché ho tradotto La Vergine dei sicari, di Fernando Vallejo
Sante o Puttane, questo il dualismo che per secoli ha accompagnato la figura femminile e che a oggi, nonostante tutto, ancora permea la di lei narrazione. Continua a leggere Sante o puttane
Riproposto l’anno scorso da Flammarion in una nuovissima edizione, per la forte convinzione del suo messaggio di amore divorante per la vita, noi oggi lo proponiamo a voi, nella nuova traduzione di Franco Malanima con il sostegno del CNL, della Fondation Cyril Collard e di Anna Banfi. Continua a leggere Notti selvagge: da oggi in tutte le librerie
Episodio 85. Una donna di Chiesa. In cui Matteo Beltrami legge un racconto molto poco accomodante. Continua a leggere Nell’archivio. Episodio 85
Venire è un atto politico. Dove per tanto tempo il piacere femminile è stato disconosciuto e stigmatizzato, oggi diventa un vero e proprio atto di liberazione Continua a leggere Venire è un atto politico
Eugenio Montale scrive una delle sue liriche più sorprendenti e sottili, Incespicare. Il poeta osserva il mondo con un misto di disincanto e ironia, affronta la crisi della parola e del dialogo. Continua a leggere L’incespicare nella lingua: Montale, il mezzo parlare e la balbuzie del mondo
Cari lettori liberi, da quattro anni ci fate compagnia in ogni numero, ci date importanti feedback e ci guidate verso l’orizzonte della conoscenza e del sapere, sempre lontano, per fortuna Continua a leggere Buon Natale da Articoli Liberi
Episodio 84. Treni silenziosi. In cui Matteo Beltrami legge una sua poesia felicemente diacronica Continua a leggere Nell’archivio. Episodio 84
La sua risposta, da vera editor, mi ha emozionato: “elimina, elimina tutto, sono descrizioni inutili che non so neanche più perché avevamo inserito; il libro deve finire con io sono nella vita, hai fatto la scelta giusta”. Continua a leggere Perché abbiamo pubblicato Notti selvagge, di Cyril Collard
L’incontro con Olivier Brun è stato un’illuminazione, la parola che ci è venuta in mente all’unisono per definire il nostro lavoro è stata “pirata”. “Tu sei un pirata, io sono un pirata, questo libro è tuo, fanne ciò che vuoi”. Continua a leggere Perché abbiamo pubblicato Sono ancora vivo, di André de Richaud
C’è da dire che io non sogno mai, o almeno voglio convincermi sia così: che io non sogno, che sono l’unica persona sulla faccia della terra che di notte cade in un buco nero, la mia mente si spegne e il nulla si realizza. Continua a leggere L’aldilà e i canguri
Cerchiamo artisti di talento per illustrare le pagine di Articoli Liberi. Potete inviarci un portfolio o il link alla vostra pagina scrivendo a contact@articoliliberi.com Continua a leggere Articoli Liberi cerca illustratori
Ti senti soffocare. Respiri e chiudi gli occhi. Speri che non se ne accorgano. Lui si avvicina, senti il cuore battere, il sangue pulsare nella gola, nella lingua, nella testa. Senti che sta per chiederti qualcosa. Hai la sensazione che dei rami stiano partendo dal centro del tuo corpo e ti stiano avvolgendo. Continua a leggere Gratifica straordinaria
Uno dei temi più forti di Medusa è la maternità, affrontato con coraggio. L’angoscia del distacco, la forza necessaria che una madre invoca per non tenere per mano il suo bambino il primo giorno di scuola e non piangere, è così tangibile da sentirla sulla tua pelle. Continua a leggere Perché abbiamo pubblicato Medusa, di Janice Galloway
Con un sintetico (e psicosintetico) romanzo, che sarebbe di sicuro piaciuto allo psichiatra Roberto Assagioli, Beltrami ci lascia intuire che quel patetico solido io non è nient’altro che un attore solitario Continua a leggere La piacevole scrittura di Matteo Beltrami, apparentemente cazzara, ma articolata e profonda
Dal cuore oscuro di Napoli, un romanzo che racconta marginalità, prostituzione e ingiustizia con lo sguardo impietoso e lucido di chi la cronaca nera, la vive e la scrive ogni giorno Continua a leggere L’invisibilità di Napoli, città tentacolare
ODETTE est dédiée exclusivement aux œuvres méritant d’être publiées, en langue française. Nous avons décidé de lancer cette collection pour plusieurs raisons. Tout d’abord, parce que notre maison d’édition est basée en France, à Annecy, bien que nous publiions principalement des textes en italien. Publier des livres en français signifie pour nous nous ouvrir au marché local. Continua a leggere Naît la nouvelle collection éditoriale ODETTE
«La letteratura è più che altro sesso e non tanto bambini; la vita è l’esatto contrario», recita la massima di David Lodge in apertura di Medusa, in uscita il 10 giugno 2026 Continua a leggere La vulnerabilità del quotidiano nella Medusa di Janice Galloway
Un editore non è solo qualcuno che sceglie un testo, per le ragioni più varie, e spesso fuori del suo controllo, gli dà la forma di un libro e ne fa stampare un gran numero di copie; quello è lo stampatore, che è un altro mestiere. Fare l’editore vuol dire scegliere un testo per delle ragioni coerenti con la visione che hai della tua casa editrice, dargli la forma che più gli si addice e che riesca a riflettere in graficamente il suo senso profondo, e infine farne stampare il numero di copie che in accordo con altre figure di cui vi parlerò tra poco pensi che possano essere vendute. Continua a leggere Sull’identità sessuale di Odette e sul mestiere dell’editore
Movimento, spazio, metamorfosi. Vibrazioni intime e dense scorrono sottopelle come simbiosi spirituali uomo-natura nella raccolta poetica di Guadalupe Eichelbaum: Bestie alate è la seconda raccolta di poesie tradotta per la prima volta in italiano da Articoli Liberi Continua a leggere Le bestie alate di Guadalupe Eichelbaum per dare consistenza al cambiamento
José “Pepe” Mujica ci ha lasciati. I suoi occhietti piccoli e neri come quelli delle rondini si sono chiusi per l’ultima volta e hanno portato via immagini di utopia possibile, immensa libertà e tanta umanità. Continua a leggere Con la morte di José Pepe Mujica scompare l’ultimo baluardo dell’utopia
Attendi. E loro verranno. Come fantasmi da luoghi segreti, per loro volontà, verranno malgrado sé stessi, poiché sono curiosi, incapaci di resistere. Continua a leggere Overture per principianti
Nessuna legge obbliga genitori e figli a volersi bene. Si sceglie di essere madri come di essere figli. Continua a leggere Tutte le Agata di Mara Cinquepalmi
Care autrici e cari autori, lettrici e lettori liberi, Con un po’ di ritardo, siamo felici di annunciare il tema del prossimo numero di Articoli Liberi: l’Aldilà. Continua a leggere Il tema di AL N. 10 sarà: L’Aldilà
Ho sempre avuto paura dei terremoti. Quando ero ragazzino infilavo le cose più importanti nel mio berretto da baseball e di sera lo lasciavo accanto al letto, così ero pronto a portarlo via alla prima scossa. Questa ossessione di dover mettere tutto al sicuro, credo di averla trasferita nella mia scrittura, in quello che scelgo di scrivere, sempre per urgenza e necessarietà. Continua a leggere Destinato alla perpetua insoddisfazione
Di fronte al mio ennesimo rifiuto papà sbatte il pugno sulla tavola, facendo tremare i bicchieri di cristallo finemente verniciati e il servizio di piatti in porcellana ricevuti da sua cognata quando si maritò mia madre. “Alice ci risiamo cù sta camurrìa del cibo?” mi ripete, seduta su una pungente e scomoda sedia barocca talìu, tra le nuvole di vapore esalate dal cibo che anche questa domenica a pranzo, a senso loro, dovrei inghiottire. Continua a leggere Non lasciare che la vita ti divori
Ogni mattina la chiesa davanti a casa mi butta giù dal letto alle otto e trenta in punto. Da ormai due anni ho smesso di mettere la sveglia poiché ci pensano le campane. Continua a leggere Diciotto metri quadri
Arrotolò il bigliettino in mano. Sentiva il rossore divorarle le guance e le sembrava che le vene pulsanti facessero un grande rumore. Si guardò intorno e improvvisamente non riusciva a deglutire. La bocca asciutta, il respiro corto. Nascose il bigliettino in una pagina di un libro qualunque. Continua a leggere Perdersi nelle sue pieghe
Episodio 83. Il cacciatore di aquiloni. In cui Subhaga Gaetano Failla legge una recensione di Fabiana Di Fazio del romanzo “Il cacciatore di aquiloni” di Khaled Hosseini Continua a leggere Nell’archivio. Episodio 83
L’autrice riflette sui ricordi affettivi dell’infanzia, evocando immagini di momenti trascorsi con una figura importante. La nostalgia per le esperienze passate e la difficoltà di affrontare la perdita si intrecciano con una ricerca di identità e appartenenza. La figura amata rimane una guida costante anche nella sua assenza. Continua a leggere Ho chiuso gli occhi per un momento e sono partita e sono tornata da te
L’italiano è uno strumento ineguagliabile e credo che il suo rendimento massimo sia proprio in poesia… Forse per questo, a partire da un certo momento, ho sentito il bisogno di tentare la rima, impresa non necessariamente obsoleta. Continua a leggere Isabella Horn: L’inesprimibile tentativo di amare il mondo, malgrado tutto
Lascia che l’acqua cada copiosa,/che trasformi la terra in fango/così che i piedi che la calpestano lascino un’impronta./Che disseti i campi, che inondi le dighe,/che bruci sulla pelle, inacidita dal cianuro./Lascia che penetri nelle tue scarpe di tela,/che ti accompagni alla fermata, tra una salita e una discesa,/che sfami gli ambulanti carichi di ombrelli. Continua a leggere Lascia che
La guerra è finita ma le ceneri ricoprono il campo di battaglia/Cristalda spolvera e rispolvera sotto le macerie/alla ricerca di un fiore da poter innaffiare/È così che ricomincia/Nei giorni quotidiani/Spolverando le ceneri di incendi antichi/Rinasce Fenice dalle Ali di Fuoco Continua a leggere Cristalda rinasce Fenice dalle ali di fuoco
Sabauda, la Torino del 1862. Le beghe familiari della nobile famiglia de Blanchard si mescolano al periodo politico complicato, post-unitario. Tutto il Paese coinvolto in sommosse e conflitti sociopolitici. Siamo di fronte a uno testo potente, che posa l’accento su quanto la diversità possa fare paura, soprattutto in contesti sociali in cui l’apparire è prioritario Continua a leggere Le anime sperse di Pina Ligas. L’abbandono e la salvezza per chi sa tendere la mano
“Barbie,” diretto da Greta Gerwig, è un film che esplora la vita di Barbie in Barbieland, contrapposta a una realtà complessa e imperfetta. Attraverso un viaggio nel mondo reale, Barbie affronta il patriarcato e le sue sfide. Rivolto principalmente a donne adulte, il film affronta temi di identità, generi e imperfezioni. Continua a leggere Barbie, straordinariamente belle e colpevoli
Il romanzo di Franco Malanima è talmente realistico da sembrare un’allucinazione. Siamo nel territorio della realtà, dell’indicibile dunque, e parlarne è inevitabilmente paradossale e metaforico. Queste pagine ci conducono, sin dall’epigrafe di Joseph Roth, sin dalle primissime parole dell’incipit, in un dolce inferno Continua a leggere La pietà delle cose nel dolce inferno del Ninù di Franco Malanima
Il testo di Miriana Kuntz evoca ricordi d’infanzia e momenti significativi della vita, dalla spensieratezza dei giochi ai primi amori, dalle esperienze quotidiane ai legami familiari. Ogni dettaglio rappresenta una costruzione emotiva, intrecciando nostalgia e gioia, riflettendo come piccoli momenti contribuiscano a definire la felicità. Continua a leggere Anatomia della gioia
Nei vicoli che portavano al Cimitero delle Fontanelle c’era un posto in cui costringevano le ragazze a prostituirsi. Era in uno degli ultimi palazzi in cima alla salita, nelle stanze al piano terra. Tutti lo sapevano. La gente se ne fregava Continua a leggere I malimorti di Ninù. Misericordia schiacciata dall’infamia, genio sopraffatto dall’umanità
Mia madre aveva un nome duro come la roccia e veloce come il vento. Si chiamava Petra.
È morta da un mese, sulla sua isola. L’ultima volta che l’ho vista respirare aveva cinquant’anni e io venti Continua a leggere Petra
Leggendo alcune sue recensioni e pensieri si avverte tutta la sua passione Continua a leggere La passione e il coraggio di Lucia Accoto
I miei pensieri facevano una macabra escursione tra l’accanimento morboso che avevo per questo individuo e il desiderio di spogliarlo di qualsiasi capacità di agire senza di me Continua a leggere Il potere che la noia ha su di me
Episodio 82. In cui Subhaga Gaetano Failla legge estratti di Battista Trapuzzano, tratti da L’ordine lieve, in Smerilliana, Numero 26, Anno 2023 Continua a leggere Nell’archivio. Episodio 82
Non è forse smarrirsi nell’omologazione e nella ricerca di approvazione altrui, la vera perdita di sanità? Continua a leggere Volavo leggera sul mondo
Per diventare uno scrittore di successo devi anzitutto smettere di scrivere storie Continua a leggere Vademecum per il/la giovane scrittore/scrittrice
Quando Clara arrivò nella sua nuova casa sul lago, pensò di essere finalmente giunta nel posto dei suoi sogni. Lei, una pittrice sulla trentina, come tanti artisti sosteneva che non sarebbe mai riuscita a ritrovare in città l’ispirazione che aveva perduto Continua a leggere Tutti i colori di Clara
È sempre l’ora del geco. È incredibile come le giornate d’estate passino in un soffio, dopo pochi minuti è di nuovo l’ora del geco. A Cartagine c’è il mare. Mi sveglio presto, a volte faccio il bagno all’alba, quando sono praticamente sola nel golfo Continua a leggere L’ora del geco
Francisca Júlia da Silva (1871-1920) ha “osato” scrivere sonetti, ha ignorato i limiti della società maschilista, si è presa il suo spazio in un contesto letterario impegnativo, piegandosi solo ai canoni del Parnassianesimo: la bellezza e l’ipersensibilità Continua a leggere A un artista: una poesia inedita di Francisca Júlia da Silva
E il terzo giorno Emanuele risorse. Ma prima di tutto la crocifissione, com’è di rigore nel mito cristiano nel quale siamo tutti ingarbugliati nonostante le proteste e l’adozione di posture storico-materialiste, buddiste, laiche, post-moderniste, edoniste Continua a leggere Gli anni felici sono quelli sprecati
Odio l’estate, nessuna stagione ti pianta allo stesso modo, nel petto, il peso della malinconia e dell’ineluttabilità. Nessuna stagione sa essere così bella e così crudele Continua a leggere Odio l’estate
La prima volta che l’ho seguita, mi sono seduta dietro di lei. Eravamo nell’aula T3 della facoltà di Lettere. Non ero mai stata in quell’edificio. Biologia stava dall’altra parte della città Continua a leggere La prima volta che l’ho seguita
-Dove sono finiti i poeti? -I poeti? -Sì, i poeti, i poeti! Questo è il loro momento. -I poeti non esistono più. -La gente sta dando di matto e vuoi dirmi che nessuno si prenderà la briga di raccontarlo? -Certo, lo faranno. Ci faranno un film Continua a leggere Dove sono finiti i poeti?
Ci sono nel nostro panorama italiano autori, i cui testi hanno una fascinazione, una emotività, un accoramento che nessuna intelligenza artificiale potrà replicare mai Continua a leggere Antonia Del Sambro: Alcuni testi hanno un accoramento che nessuna intelligenza artificiale potrà replicare mai
L’odore dei tigli racchiude la chiave le foglie il ritmo dell’aria/una griglia di sole/attaccata alla nuvola/I piedi pesanti, la terra fresca/nel giorno che nasce/e la sete, affilata/una spiga di grano/nel campo l’odore dei tigli, la chiave Continua a leggere Parole, corrimani di speranza
Il passato, pesante macigno/viene a trovarmi quando sono/debole./Non riesco a controllarlo,/a seguirlo./Scappa via dalle mani/la biscia impazzita/abbaia il cane, per fare la guardia./È lì a dirmi di non dimenticare,/si risveglia e si riaddormenta Continua a leggere Cristalda brinda
Sara lo ha tradito. E ogni tanto ritorna in mente. In una di quelle sere in cui ti manca tutto e vorresti tornare indietro, tra parole che hai perso o braccia che hai visto, una volta soltanto, sbagliando Continua a leggere Siamo tutti qui
Ho sopito la mia bellezza/Per andare in guerra/Non c’è tempo per volare/Bisogna correre/Per avere l’illusione di non morire/Ma quando mi fermo vedo l’oblio/E non capisco più perché corro Continua a leggere Cristalda va in guerra
La sera in cui incominciò questa storia, il sarto aveva già una quarantina d’anni, era di media statura quando portava le scarpe giuste; in casa sua era un po’ più basso, ma siccome viveva da solo, nessuno poteva conoscere la sua vera taglia Continua a leggere La donna nella valigia
Lo so, me lo ripeto è così per tutti, è così per tutte. Le età si attraversano come tempeste, sempre le stesse, e mai che impariamo a tenerci a riparo. Ricordi? Continua a leggere Una madre, una figlia
“Attaccapanni per scimmie: undici lettere.” “Ehm…” “Appendicite!” “Ah, sì, è vero.” Ero finalmente giunto alla conclusione della prova, al centesimo test. Ed era andata proprio male Continua a leggere Attaccapanni per scimmie
“Alè, pe’ piacere passame ‘o schiacciapatate”. Apro il cassetto delle posate, il primo sulla sinistra, di fianco al lavandino della cucina. Lina è seduta al tavolo di fronte, già all’opera Continua a leggere Lina
E Cristalda che fa? Cristalda scrive, canta, balla/per crearsi l’illusione di un suo Paradiso/Non lo sa quando uscirà dall’Inferno/Non lo sa/Porta in tasca tutte le mattine la speranza di un futuro diverso Continua a leggere E Cristalda che fa?
Durante l’infanzia, in un villaggio a sedici chilometri dalla città, il futuro generale abitó in una casa il cui terreno era come tutti gli altri a parte una piccola differenza: era l’unico delimitato da filo spinato e protetto da mastini Continua a leggere Il futuro generale
Era una tranquilla e calda giornata di primavera; gli uccellini facevano quello che fanno normalmente gli uccellini, i postini facevano quello che fanno normalmente i postini e le vecchiette, non si può dire quello che facevano le vecchiette perché in Italia c’era ancora il Papa Continua a leggere La donna robot
L’estate della loro terra lontana gonfiava di sole i frutti sugli alberi e sfolgorava sulle acque marine, mentre la nave interstellare, dopo avere superato distanze inconcepibili, scendeva come un ragno appeso a un filo sulla superficie del pianeta da colonizzare Continua a leggere Lo sbarco
Alla fine di luglio 1978, mentre attraversava rue de Vaugirard a Parigi, Foucault venne travolto da un taxi. Lanciato in aria, stramazzó sul cofano dell’auto, schegge di vetro in testa e nel volto. Sto per morire, pensó, e si sentì sopraffatto da un sensazione piacevole di accoglimento Continua a leggere Legittima Stranezza: Omaggio a Michel Foucault
Mi commuove ancora, dopo tanti anni, assistere a una cerimonia tokudo (l’ordinazione dei monaci Zen), il cui significato letterale in giapponese è ‘abbandonare casa’. Ricevere l’ordinazione vuol dire molte cose, compreso sentirsi a casa ovunque Continua a leggere A casa ovunque
Le donne ungheresi hanno il fuoco nel sangue e possiedono tutte le qualità, o i vizi, capaci di rendere gli uomini felici come dei o ridurli come l’ultimo dei miserabili Continua a leggere Kasimira
Vitalij Šentalinskij (1939-2018) è stato uno scrittore, giornalista e poeta russo che ha dedicato buona parte della sua vita al recupero e alla pubblicazione dei manoscritti contenuti negli archivi della Lubjanka a Mosca, sede dei servizi segreti Continua a leggere I manoscritti non bruciano
Le case incolore si stagliano lungo il fiume / come piume nuotano i bambini. / La madre stanca si china con la gonna alle ginocchia / e picchia forte i panni col sapone, mattone su mattone / in cerchio ballano con l’acqua, strillano, si stringono / tengono in mano una mano a caso tra le mani del mondo / e in questo girotondo perfetto, sentono qualcosa nel petto Continua a leggere Un bagno di fine giornata
Seduta a terra, poggiata alla parete della vasca, resto qui, nel mio posto per pensare, tra le mensole con gli asciugamani, il bidet, la tazza. I panni sporchi da raccogliere, il cumulo di conti da far tornare. Il fresco sotto i piedi nudi, le fughe Continua a leggere Pubblicità ingannevole
Episodio 81. Innesti di nuova umanità. In cui Cristalda legge una poesia di Iago Continua a leggere Nell’archivio. Episodio 81
Episodio 80. Geografia di un corpo. In cui Cristalda legge una poesia di Ana Segarra Continua a leggere Nell’archivio. Episodio 80
Episodio 79. Mi sono tolta tutto, anche la voce. In cui Cristalda legge una poesia di Linda Del Sarto Continua a leggere Nell’archivio. Episodio 79
Chi non ha l’automobile l’avrà, e poi ne daremo due per famiglia, e poi una a testa, daremo anche un televisore a ciascuno, due televisori, due frigoriferi, due lavatrici automatiche, tre apparecchi radio, il rasoio elettrico, la bilancina da bagno, l’asciugacapelli, il bidet e l’acqua calda. A tutti Continua a leggere La rabbia profetica di Luciano Bianciardi, l’anarchico individualista
Noi siamo i figli delle ovaiole, incubati nello sterco / ecco la luce che meritiamo, quando usciamo dalla gabbia / la rabbia che ci ha generati non finisce coi nostri padri / i quadri in cui siamo dipinti non si vendono alle aste / sono queste le nostre storie, sono storie tutte uguali Continua a leggere I lupi verranno a mangiare i cani
Notti di giugno / Il vento mi bacia forte le braccia / Sono le labbra di persone mai incontrate / Il Dio dei sogni mi parla all’orecchio / Io resisto e scrivo ancora versi Continua a leggere Cristalda cerca la libertà
Era l’alba. La luce inondava la mia stanza. Dormivo sul materasso di crine, a terra. Il mio sonno divenne più leggero. Pensai: “Chissà che ore sono” Continua a leggere Che ore sono?
Un ronzio le riempiva le orecchie, impedendole di dormire come avrebbe voluto. O meglio, come avrebbero voluto. Lentamente il ronzio si trasformò in rombo e, senza che lei potesse avere alcun controllo su ciò che stava succedendo, il rombo si trasformò in un canto Continua a leggere Vivi
La letteratura non è un gioco. Non è sudoku, né messaggini sgrammaticati, né sfoghi su un quaderno. La letteratura è un’arte: l’arte della parola scritta Continua a leggere Il successo letterario in epoca consumistica: una chiamata alle armi
Queste persone hanno voci tristi, comprano regali e si ubriacano. Eugène era in un angolo, davanti alla banca, dove arrivava un po’ di sole; si percepiva la sua forza, la voglia di entrare nel nostro mondo. Benvenuto, disse, entra pure nelle arcate. Grazie, rispose il sole Continua a leggere Eugène che parlava con i tetti
Avevo appena visto i fiumi delle orine sotto la Gare di Nice Riquier, odoravano di vino marcio, e mi aveva chiamato qualcuno da Garibaldi, la mia piazza, una specie di ufficio Continua a leggere La verità dei poveri
La sala era talmente piccola che ogni nota entrava nella nostra testa senza preavviso, bastava distrarsi un secondo e tutto diveniva forte e rosso, assumendo i colori che dovevano essere nella sua testa Continua a leggere Absinthe
L’usignolo impaurito si sbatte nel nido di rovi / piange, cerca la linguetta veloce della madre / ma la madre non verrà / è caduta nel grosso cespuglio delle rose / poi è riuscita a liberarsi, era ferita / e il gabbiano affamato l’ha afferrata / ed è sparito dietro i tetti Continua a leggere L’usignolo impaurito si sbatte nel nido di rovi
Sulle tempie sono comparsi dei solchi. Dritti, che puntano alle orecchie e tengono memoria di tutte le risate. Gli occhi paiono assottigliati, il blu delle pupille è ridotto a una striscia. I capelli sono ancora neri, qualche peletto argentato sui lati manco si nota Continua a leggere Fujetenne
Che ci siamo voluti bene posso dirlo? In un’era sommersa. E vieni ancora a trovarmi in sogno. Camminiamo in una zona pedonale di Charleville dove siamo cresciuti. Mi parli in latino, esponendoti al ludibrio slabbrato dei nativi che fiutano la tua natura d’esule e temono la nobiltà e il rigore del tuo pensiero Continua a leggere Posso dirlo?
Perché non bisogna dimenticare che gli scrittori sono pericolosi. Quando la realtà li ferisce, la raccolgono a piene mani, la lavorano come fosse pasta per il pane, e la restituiscono trasformata. È la loro sottile vendetta e in questo modo sopravvivono alla realtà Continua a leggere Gli scrittori sono pericolosi
Nei suoi Saggi Eretici Jan Patočka dice che i filosofi trionfano sulla morte perché non fuggono da essa ma la guardano negli occhi. Melete thanatou, esercitarsi a morire, pratica inseparabile dall’amore per la vita Continua a leggere Né paura né speranza
Questo martedì ci incontriamo prima. Mattina d’ottobre, caldo abnorme da fine del mondo, splendore promiscuo d’autunno e il verso remoto di quella canzone, C’est un chanson qui nous ressemble. Toi tu m’aimais, et je t’aimais Continua a leggere Una parte di me che non conosco
Non c’è al mondo, scrittrice più bruciante di Flannery O’ Connor. La O’ Connor spiazza, affila la parola come un coltello su una superficie e sviscera le interiora con tagli pratici, aguzzi, netti, profondissimi. Continua a leggere Il fervore religioso e la scrittura incendiaria di Flannery O’ Connor, la santa intelligente
C’era un prete che conoscevo, iniziatore di giovani menti piatte all’amore per la lettura, che una volta mi ha detto di non perdere tempo a scavare nei bidoni pieni di merda per scoprire le perle della letteratura contemporanea… Continua a leggere In culo oggi no. Jana Cerná contro l’ipocrisia del politically correct
Se volessimo parafrasare Lev Tolstoj, potremmo dire che tutte le epoche felici sono uguali, mentre ogni epoca infelice è infelice a modo suo. Quale epoca è stata mai felice, vi chiederete. Continua a leggere Soddisfare la nostra sete di libertà bevendo alla coppa dell’odio
Da dove fosse arrivato quel nomignolo, lei non lo aveva mai capito e nemmeno le importava. Si chiamava Dorothy, ma per tutti era Cookie da che aveva memoria. Continua a leggere Cookie Mueller alla ricerca del senso più autentico della scrittura: la testimonianza
Sono qui. Solo. Al riparo da qualsiasi frastuono eppure in tua compagnia. Hai tanti, forse, troppi volti e in certi giorni proprio non riesco a starti dietro. Come due cani randagi digrigniamo i denti per paura di scoprire le nostre vulnerabilità. Continua a leggere La dedizione del dolore
La storia di Napoli. Una storia eterna, un susseguirsi di dominazioni di ogni sorta, era nelle pietre di quell’edificio che cadevano ad una ad una. Un centinaio di famiglie vivevano ancora nella parte rimasta in piedi, nonostante il degrado, il freddo, le pareti mancanti. Continua a leggere È tanto bella Napule ca pure ll’odio te fa scurdà…
Episodio 78. La libertà di essere donne, le formule matematiche, la filosofia. In cui Stefania Castella legge un suo importante articolo Continua a leggere Nell’archivio. Episodio 78
Episodio 77. La scimmia nel sacco.
In cui Matteo Beltrami legge un suo racconto sull’amicizia Continua a leggere Nell’archivio. Episodio 77
Episodio 76. Mister Gilè di merda.
In cui Matteo Beltrami legge un suo racconto sulle feste sbagliate Continua a leggere Nell’archivio. Episodio 76
Episodio 75. Coerente, astemia e snella.
In cui Matteo Beltrami legge un suo racconto sulla coerenza Continua a leggere Nell’archivio. Episodio 75
El Chicha mi salvò la giornata, che grazie a quel pezzo divenne incantata di bellezza. Alla fine dell’ultima strofa chiuse gli occhi e cacciò un altro urlo da pantera ferita, acuto, penetrante, ubriachissimo, sporco, totalmente intonato, perfetto insomma. Continua a leggere El Chicha
Il dottor Evan Langstrom – un uomo di mezza età, rigido nel carattere così come nel modo di esprimersi – entrò nella camera d’albergo, poggiò a terra la valigia pesante e si guardò attorno. Notò con fastidio le lenzuola, che non erano perfettamente tirate sul letto. Continua a leggere L’esattezza del dottor Langstrom
Episodio 74. I doni che aspetti. In cui Stefania Castella legge un testo dedicato a tutti coloro che aspettano sempre qualcosa Continua a leggere Nell’archivio. Episodio 74
Episodio 73. Caro Pier Paolo. In cui Subhaga Gaetano Failla legge la commovente lettera di Dacia Maraini a Pier Paolo Pasolini Continua a leggere Nell’archivio. Episodio 73
Episodio 72. Un augurio di Buon Natale da Articoli Liberi. In cui Stefania Castella vi dedica le sue parole e la sua voce Continua a leggere Nell’archivio. Episodio 72
Sede romana dell’Einaudi, siamo nella seconda metà degli anni ’40. Cesare Pavese e Bianca Garufi si conoscono, tra il consulente editoriale della casa editrice torinese e l’aristocratica siciliana, segretaria nella sede di via degli Uffici del Vicario, si stabilisce subito una particolare intesa Continua a leggere Cesare Pavese alla ricerca disperata di Euridice
Si specchiò a lungo. I segni sotto l’occhio sinistro erano viola scuro e delle escoriazioni le segnavano il collo. Poco male avrebbe potuto indossare un foulard. Continua a leggere Vincere la vergogna
Episodio 71. A l’unico amico. In cui Stefania Castella racconta una poesia di Marcello Marchesi Continua a leggere Nell’archivio. Episodio 71
Lei ricorda che al liceo vestiva all’occidentale, indossava la minigonna, andava a ballare e parlava con i ragazzi, studiava senza problema letteratura inglese all’Università di Damasco e in Inghilterra, una vita, la sua, dissonante con il sentire che la circondava Continua a leggere Le anime scalze di Maram al-Masri
Sui classici, recenti e meno recenti, pesa un grande equivoco: che leggerli equivalga a studiare, a tornare fra i banchi di scuola. Forse anche per questa bizzarra (ma non del tutto ingiustificata) associazione, i classici si riscoprono in età più matura Continua a leggere Primo Levi, autore di fantascienza
C’eri andato senza sapere, con l’animo leggero. Allora avevi sempre addosso un’allegria, un’indifferenza, sembrava che niente potesse turbare la tua tranquillità. Come potevi sapere ciò che ti aspettava e per giunta proprio lì, nel tuo giardino Continua a leggere Potevamo essere felici
Erano passati due anni dall’ultima volta che l’avevo vista e tre mesi dall’ultima volta che l’avevo sentita, eppure sembrava ieri quando è andata via. Mi aveva bloccato sul suo cellulare e anche sui social Continua a leggere Lei è andata via. Io esco
La vita è un fluire di energie. Ma ogni processo energetico è irreversibile per principio e quindi diretto in modo univoco verso una meta: e tale meta è uno stato di riposo. Continua a leggere Padre, figlio
Andava veloce con la sua bicicletta lungo il viale alberato. “Presto, presto, devo fare presto!”, stavo organizzando la mia giornata, sempre complicata ma non diversa da quella di tantissima altra gente. Continua a leggere Sono diventata la madre di mia madre
Una donna caotica, intensa e interamente fuori dalla realtà della vita. Clarice Lispector si descrive con queste parole in una rara intervista del febbraio 1977 al reporter Júlio Lerner di TV-2 Cultura. Continua a leggere Clarice Lispector, ovvero scrivi per preservare la tua libertà
Episodio 70. La grande meraviglia. In cui Stefania Castella legge la sua recensione al romanzo di Viola Ardone “Grande Meraviglia” Continua a leggere Nell’archivio. Episodio 70
Recentemente, dopo una ricerca lunga e complessa, è stata ritrovata in Scozia la tomba di Francesco D’Inverno, uno dei tanti naufraghi dell’Arandora Star. Una storia, quella che state per leggere, di emigrazione sfortunata e a lungo dimenticata. Continua a leggere Dare sepoltura ai nostri morti vuol dire rispettarne la memoria
Quando pensiamo ai grandi scrittori del passato, quelli ormai entrati nel Canone e studiati nelle scuole superiori, per intenderci, tendiamo a dimenticare che furono uomini come noi. Continua a leggere Di come Montale traduceva Shakespeare e con la cultura “ci mangiava”
Il divano diventa sempre più scomodo. Sento che non riesce più ad accogliere le mie posizioni, cosa che un tempo era in grado di fare. C’è qualcuno al quale questo divano piace davvero. Continua a leggere Dove il vuoto non è più una minaccia
Serafino non credeva nel formaggio perché non aveva mai visto le pecore dell’Apocalisse che nuotavano sulle chiese di Cassiopea, a pancia sotto, con gli occhi fuori dall’acqua, sempre all’erta, per vedere se i pescecani le inseguivano. Continua a leggere La parabola del formaggio
Davis e Lucinda Matlock nella Spoon River Anthology sono in realtà i nonni paterni dell’autore di questa celebre opera, vissuti a lungo a Petersburg con la loro numerosa famiglia, dodici figli di cui otto sopravvissuti. Continua a leggere Edgar Lee Masters e Cesare Pavese su quella collina che tutti attende
Episodio 69. Avremmo dovuto vivere meglio. In cui Subhaga Gaetano Failla legge un racconto di Maurizio Lipparini Continua a leggere Nell’archivio. Episodio 69
E mi colpisce l’ansia dell’uomo che vuole scoprire il mistero della vita e il suo sogno di sconfiggere la morte. Continua a leggere Frankenstein, il demone, l’aborto che rifiutiamo, prendiamo a calci e calpestiamo
Una volta atterrato non sapevo cosa aspettarmi, ricordo soltanto che dall’oblò dell’aereo che mi stava riportando da te, un sole splendente sembrava divertirsi con i suoi raggi e i suoi giochi di luce. Continua a leggere Il potenziale delle parole
Episodio 68. Il cuore In cui Stefania Castella legge un suo racconto commovente, e si chiede se narrare il dolore vuol dire cercarne una cura. Continua a leggere Nell’archivio. Episodio 68
Il telefono squilla. Joan accende la luce, guarda la sveglia e maledice chiunque la stia chiamando. Continua a leggere Una notte, al telefono con Joan Baez
Così, mentre Carlo era sul punto di tornare indietro, tirando calci ai sassi sparsi qua e là, dei passi si affrettavano per la via. Era l’inconfondibile rumore di tacchi che tante volte aveva udito in casa, quando la madre e la sorella rientravano da lavoro. Continua a leggere L’amore della Vecchia
La piazza a quell’ora del giorno era quasi vuota. Le panchine erano per lo più occupate dai vecchi che discutevano di quanto fosse sporca e mal ridotta quella zona, inammissibile continuare a tollerare tanta incuria nella gestione dei luoghi pubblici. Continua a leggere Abramo entra in chiesa
Episodio 67. La poesia di Giorgio Caproni. In cui Edoardo Poli legge alcune poesie di Giorgio Caproni Continua a leggere Nell’archivio. Episodio 67
Per disgrazia o per fortuna “raccatto” libri, li prendo dovunque: dalle biblioteche quando sono in omaggio, dai mercatini, online, offline, dai siti dell’usato, in prestito, in regalo… Insomma, dovrei cominciare a darmi una regolata. Continua a leggere Marina Cvetaeva: Fuori dal tempo, in ascolto…
Una pietra preziosa che si rigira tra le dita, stupefatti delle sue molteplici sfaccettature. La poesia di Emily Dickinson, “la mia lettera al mondo” come da lei stessa definita, è anche questo, versi dalla materica sonorità e dalle molteplici sfumature liriche che rivelano una natura sorprendentemente originale e una singolare creatività. Continua a leggere Emily Dickinson e l’arte del trattino
L’inquinamento acustico di treni che fischiano e persone che sbuffano – o forse era il contrario? – si mescola a odori provenienti dalle sostanze di scarto. Locomotive che sfiatano e passanti dalla vescica pesante. Continua a leggere Estetica del pendolare
Le idee migliori non vengono dalla ragione, ma da una lucida, visionaria follia. -Erasmo da Rotterdam Continua a leggere La follia delle idee rivoluzionarie
Nell’archivio. Episodio 66. A Walk on the Wild Side. In cui Subhaga Gaetano Failla legge un estratto del romanzo di Nelson Algren Continua a leggere Nell’archivio. Episodio 66
Seduto in zazen all’alba di lunedì 28 ottobre 2013, S. viene a dirmi che Lou Reed è morto. La notizia mi trafigge. Continuo a meditare. Qualcosa si frantuma. Un cuore infranto è un cuore aperto, e il vento continua a ululare. Continua a leggere Trasmissione Impossibile. Omaggio a Lou Reed
di Alex Marcolla Pascal non doveva essere a bordo di quella nave. Solo un anno prima era intento a scrivere il suo secondo romanzo. Al mattino era a scuola e raccontava le vite e il pensiero dei grandi filosofi a una classe attenta di adolescenti. Una volta preparate le lezioni per i giorni successivi, Pascal dedicava il resto del pomeriggio alla stesura del libro. Spesso … Continua a leggere Gli ultimi giorni di Pascal de Duve
di Alex Marcolla Bernice era dotata di qualità singolari fin dalla nascita. Prima di tutto c’erano i suoi occhi. Quando la stanza in cui si trovava non era bene illuminata, nessuno dei presenti riusciva a farci caso. Al contrario, quando il sole di una giornata di bella stagione colpiva con la sua luce il viso di Bernice, chi non si lasciava distrarre dai suoi tratti … Continua a leggere Gli occhi di Bernice Rubens per scovare il ridicolo del mondo
Se la Kiki di Hayao Miyazaki arriva in una città di mare a bordo della sua scopa e con la sola compagnia del gatto Jiji, la Lisa di Fausta Cialente ne Il vento sulla sabbia non ha più altra compagnia se non quella di sé stessa. Continua a leggere Le donne scisse di Fausta Cialente
Non vedi, forse, la vitrea Proserpina di Rossetti, polposa e vivida, lieve nella sua fierezza, spirituale nella sua sensualità estatica nella sua inquietudine (inconsapevolmente) erotica? Continua a leggere Un tè al gelsomino
Nemmeno quel giorno Dio avrebbe bussato alla porta di Christine. Lei lo attendeva con una certa impazienza, da quando piccolissima era stata sul punto di morire per via della prima di una lunga serie di malattie che l’avevano colpita. Continua a leggere Christine Lavant: La grammatica del silenzio per vivere l’esperienza di Dio
Ho saputo essere acqua: acqua dagli occhi per non parlare, per non saper spiegare, acqua poggiata sul tavolo della cucina nella quale, dalle quindici alle diciotto del pomeriggio, stavo seduta a riassumere il capitolo di un romanzo con la penna blu cancellabile, a guardare indefessa la grafia sul foglio, piccolo confortante mondo in cui nuotare. Continua a leggere La vergogna mi ha ridato una voce
Essere comunisti dal 1950 al 1954 è reato, il capitalismo si avvia a diventare la nuova religione della società e la famiglia medio borghese, ottimista e consumatrice, è il modello sociale vincente. I costumi sessuali sono rigidi e bisogna arrivare al 1962 perché il primo stato americano abolisca la legge contro la sodomia. Continua a leggere Quei cazzi di granito di Allen Ginsberg per distruggere questi manicomi invincibili
Una delle illustrazioni dell’album di David Bowie Heathen (pagano) è una foto in bianco e nero di tre libri impolverati su uno scaffale: La gaia scienza di Nietzsche, La teoria della relatività di Einstein L’interpretazione dei sogni di Freud. Einstein prende il posto di Marx nell’empia e feconda trinità dei “maestri del sospetto”. Continua a leggere Monsieur Bowie?
Episodio 65. Zorba il grecoIn cui Subhaga Gaetano Failla legge un estratto del celebre romanzo di Nikos Kazantzakis Continua a leggere Nell’archivio. Episodio 65
Nelle notti romane, che d’estate sanno di marciume e gelsomino, io penso a Elsa Morante. Elsa, io me la figuro che cammina per le strade del centro e i vicoli di Rione Monti, Trastevere e Testaccio, con gli occhi vigili e sospettosi. Continua a leggere Gli itinerari sognanti di Elsa Morante. La scrittura onirica nel “territorio del Diavolo”
L’ombra di Franz osservava il corpo senza vita che giaceva a pancia sotto nella stanza da letto del piccolo appartamento di un quartiere poco distante dal centro di Graz. Erano trascorsi due giorni o poco più da quando Franz si era tolto la vita. Continua a leggere L’ombra di Franz Innerhofer racconta la sua morte
Dorothy conosceva Jill fin troppo bene, la portava dentro di sé da che aveva memoria. Jill era l’altra Dorothy, quella parte di barbaro e scostante che Dorothy temeva di mostrare in pubblico. Il lato selvaggio tenuto per anni nello scantinato del proprio animo. Continua a leggere L’urgenza di scrivere di Dorothy Porter, la poetessa selvaggia
Quella che state per leggere è una fiaba in versi con protagonista Ajbolit, mitico dottore amico degli animali nato dalla penna del poeta e autore sovietico Kornej Čukovskij. mai prima d’ora tradotta in italiano. Continua a leggere Oichemale
Episodio 64. CasiIn cui Subhaga Gaetano Failla legge alcuni micro racconti di Daniil Charms Continua a leggere Nell’archivio. Episodio 64
Di tutti gli autori e le autrici che mi hanno commosso fino alle lacrime, Joan Didion merita se non il primo il secondo posto sul podio, specie il suo memoir Bei Tempi Addio. Poche pagine, ma piene di significato per chiunque si sia mai interrogato su cosa vuol dire “essere adulto”. Continua a leggere Joan Didion, o della difficoltà di essere giovani
Antonio venne a trovarmi a Londra con sua moglie e suo figlio a maggio del 2017, dopo un intervallo di trentacinque anni. Avrei voluto mostrargli la brughiera sotto casa ma la pioggia implacabile non ce lo permise. Continua a leggere Per Antonio
Non era insolito nel 1953 che gli psichiatri statunitensi consigliassero l’elettroshock per curare gravi episodi di depressione, né tantomeno sentire alla radio della condanna a morte di persone coinvolte in fatti di spionaggio. Sylvia Plath in quella calda estate del ’53 non è ammessa al corso di scrittura di Frank O’Connor. Continua a leggere Sylvia Plath: Un’esistenza concepita come corpo letterario
Com’è aleatoria la vita nel volo turbolento verso São Paulo in una notte di luna nera a tremila metri da madre terra, terra matrigna. Under the Skin nella selezione intrattenimento, la storia d’una alien allettante che s’aggira in un furgone per le strade piovose di Glasgow a caccia di uomini da scopare e divorare. Continua a leggere Com’è mai possibile la bella vita, o la vita giusta, in un oceano di bruttezza e ingiustizia?
Di Dioniso – dio dell’estasi, del teatro, e della follia, ridotto dai Romani a bietolone avvinazzato – conosciamo soltanto raffigurazioni acerbe: caotiche, informi, arrese alla disgregazione dell’identità e una caccia maldestra all’unione mistica. Continua a leggere “Pompe” funebri
Era una notte di settembre del 1883. A Palazzo Petroni, a San Cipriano Picentino, tutti dormivano, tranne uno. Un ospite in pigiama si aggirava claudicante e circospetto per le stanze del palazzo addormentato. Era un diciassettenne grassoccio e bruno, il viso quadrato, i capelli a spazzola, gli occhi da miope. Continua a leggere La notte in cui Benedetto Croce incontrò un “fanciullin cortese”
Maryia sta spiegando la legge di probabilità. Siamo allo Dzyga Art Center in Via Virmenska a Lviv. Un gruppo jazz esegue un brano astuto e tentacolare. Tengo un ritmo distratto con l’unghia dell’indice sull’orlo d’un bicchiere di rosso quasi vuoto. Una cosa è probabile, improbabile, o impossibile, dice Maryia. Continua a leggere La musica amara e dolce del ritorno
Più volte Sybille si era chiesta se la sua scrittura si fosse alimentata soltanto del suo retaggio. Era naturale che si ponesse quella domanda. La sua vita aveva attraversato un secolo e ora che si avviava al termine con naturalezza, Sybille sentiva il bisogno di capire cosa teneva insieme tutto quel cammino. Continua a leggere Sybille Bedford: Una vita in fuga
Raul non fu sorpreso quando vide la sconosciuta varcare la porta del suo camerino. Si stava truccando allo specchio, quella sera malgrado le sue condizioni sarebbe andato in scena. Continua a leggere Monsieur Copi all’appuntamento con la Morte
Morì a trentacinque anni, a causa della turbercolosi, come Simone Weil, Emily Brontë, John Keats e tanti altri. Colette Peignot ci ha lasciato una serie di opere tormentate, segnate da un peccato mortale, da un’infanzia che ruba bambini. Ciò che ha scritto va al di là di qualunque letteratura. Continua a leggere “Vi saluto! Maria, cazzo, Dio!” Colette Peignot, la pestifera, la scrittrice negativa
Finalmente era fuori. E quanto l’aveva aspettato, quel momento!
In effetti Cecilia aveva teso ogni muscolo e affinato tutti e cinque i sensi proprio con l’obiettivo di uscirne. E bene. Continua a leggere Cecilia
Episodio 63. Ti sento, Giuditta e altri raccontiIn cui Subhaga Gaetano Failla legge un racconto di Piero Chiara Continua a leggere Nell’archivio. Episodio 63
Anche ora che il suo tempo volgeva al termine, puntando lo sguardo al passato Horst non riusciva a mettere a fuoco altro che non fosse il tradimento del suo Maestro. Più volte il suo editore lo aveva invitato a scrivere della sua giovinezza in Alta Slesia durante la guerra. Continua a leggere C’era una volta Horst Bienek
Dopo anni lontana dal suo paese, Elizabeth vi fece ritorno consapevole che il tempo dei viaggi per lei si era concluso. Il denaro che suo padre le aveva lasciato era agli sgoccioli, per mantenersi e continuare a scrivere come desiderava avrebbe dovuto trovare un lavoro. Continua a leggere Il maledetto abbandono di Elizabeth Bishop
Nel buio prima dell’alba il tassista scorbutico accelera, alza il volume e mi devo sorbire il primo ministro che dopo trattative notturne arringa dal finestrino aperto i piccioni assiepati nella rotatoria di Marble Arch. I parlamentari si riposeranno un po’, dice il cronista, e dopo l’ottima colazione pagata dai contribuenti chineranno l’aggrondata fronte sull’articolo 50. Continua a leggere Amore a ultima vista
Episodio 62. Il Decamerone nella versione in italiano moderno di Aldo BusiIn cui Subhaga Gaetano Failla legge la storia numero 7, Sesta giornata, La donna della legge Continua a leggere Nell’archivio. Episodio 62
Le famiglie si erano slacciate nel corso degli anni come dovessero seguire una pagina già scritta. Non c’era stata indulgenza protratta per lunghissimo tempo che avesse potuto evitare il crollo, il disgregamento, la vergogna. Continua a leggere L’eredità degli altri
Vivere fino alla morte è vivere abbastanza. Lao Tzu/Ursula K. Le Guin Continua a leggere Leggere Ingeborg Bachmann per liberarsi dal puritanesimo della cultura dominante
Episodio 61. Le maestrineIn cui Edoardo Poli legge una poesia di Cesare Pavese Continua a leggere Nell’archivio. Episodio 61
Portrait de Guillaume Apollinaire è un famoso dipinto di Giorgio de Chirico datato 1914 ed oggi esposto al Centro Georges Pompidou di Parigi. La storia del dipinto è incerta, molto improbabile che il poeta abbia posato per il ritratto, infatti non ci sono tracce documentali a riguardo. Continua a leggere Le undicimila verghe di Guillaume Apollinaire
La campagna, vista dal treno, era una imponente macchia verde e gialla, che a Goffredo Parise ricordava alcuni vecchi quadri visti tanti anni prima a Parigi, in una viuzza che aveva l’odore stagnante della povertà e della malattia. Continua a leggere Fuori da tutto. Sulla figura anticonformista di Goffredo Parise
Un uomo di nome Berg, che cambiò il suo nome in Greb, arrivò in una città di mare con l’intenzione di uccidere suo padre. Continua a leggere Ritratto verticale di Ann Quin. Scrivi anche se sai che non cambierà nulla
Episodio 60. Un podcast pasqualeIn cui Stefania Castella legge un racconto sulla pastiera napoletana Continua a leggere Nell’archivio. Episodio 60
Episodio 59. Un uomo senza patriaIn cui Subhaga Gaetano Failla legge un racconto di Kurt Vonnegut Continua a leggere Nell’archivio. Episodio 59
Poco dopo la mezzanotte d’un giorno d’estate ricevo un’email. Sono in un hotel viennese che su un lato dà sul Danubio e sull’altro su un paesaggio lunare estratto da De Chirico o J.G. Ballard, futuristico senza futuro, sagome svelte d’umani adombrati, sbigottiti. Continua a leggere Egon Schiele: “Io sono umano, io amo la morte e amo la vita”
Uno dei miei mali psicofisici è l’ulcera, ho iniziato a soffrirne quando prendevo quintali di antiffiammatori per curare un altro male, quello alla spalla, dovuto al baseball. Continua a leggere L’intuizione geniale e letale di John Kennedy Toole, il suicidato dalla società
Ogni mattina Maeve sedeva davanti alla porta della sua camera da letto aspettando che qualcuno arrivasse per riportarla a casa in Irlanda. Continua a leggere Maeve Brennan: Se Holly, prima di diventare la protagonista di “Colazione da Tiffany”
Per prima, a staccarsi dal tavolo fu la teiera. A seguire, le tazze, i piattini, la zuccheriera. Qualche secondo più tardi, fu la seggiola su cui sedeva mia nonna, con le maglie del ricamo sparse sulle ginocchia, a prendere il volo. Continua a leggere La strummola
Episodio 58. PalioIn cui Edoardo Poli legge Eugenio Montale Continua a leggere Nell’archivio. Episodio 58
Episodio 57. PellegriniIn cui Subhaga Gaetano Failla legge un racconto di Natascia Ancarani Continua a leggere Nell’archivio. Episodio 57
Nella casa della mia prima infanzia avevo questa fantasia ricorrente. Immaginavo che dalla mia camera si aprisse un passaggio, conosciuto solo da me, che per ripide scale conduceva in cima a una torre, dove all’insaputa di tutti viveva, insieme alla figlia, un vecchio astronomo. Continua a leggere L’astronomo
Episodio 56. Un podcast di stradaIn cui Stefania Castella legge un testo commovente sulla vita degli invisibili Continua a leggere Nell’archivio. Episodio 56
Il bicchiere di whisky puntava James con insistenza. Lui vi aveva già sciolto i sonniferi e tergiversava nell’attesa di un diversivo. Una sorpresa qualunque che gli facesse guardare alla vita con stupore, lo stesso che gli si leggeva negli occhi al suo arrivo a Los Angeles parecchi anni prima. Continua a leggere Forse sarebbe cominciata una nuova vita, anche se James ne dubitava
Un secolo fa circa moriva María Adela Bonavita, a Montevideo, una città-patria che nasconde bene, come tutte le metropoli sudamericane, che sa inghiottire, tagliare teste e braccia, che sa amare di un amore malato, ossessivo, visionario, da alcuni definito magico, ma che di magico non ha nulla Continua a leggere María Adela Bonavita, o della poesia come espiazione del male
Episodio 55. La strada che non scelsiIn cui Luisa Campedelli legge la poesia di Robert Frost e ci racconta la storia che c’è dietro Continua a leggere Nell’archivio. Episodio 55
Episodio 54. Nona elegiaIn cui Edoardo Poli legge Rainer Maria Rilke Continua a leggere Nell’archivio. Episodio 54
Solitamente la fine di una serie tv, di un film o di un romanzo produce in me una strana apatia che segna quel momento proprio di ciascuno che termina una storia: Continua a leggere La fantascienza come desiderio di un altrove o etichetta di genere?
Ora che era prossimo alla fine, Detlev si chiedeva spesso a che punto della sua vita si fosse allontanato dal Sole. Chiuso in casa aspettando un nuovo ricovero in ospedale rimuginava sul passato tentando di capire quando quello stato di grazia che nella fanciullezza lo aveva fatto sentire libero come mai più dopo, fosse svanito nel nulla. Continua a leggere Detlev Meyer, il bambino che volò troppo vicino al sole
Episodio 53. Un cuore aridoIn cui Edoardo Poli legge Carlo Cassola Continua a leggere Nell’archivio. Episodio 53
Da ragazzo scrissi una poesia per Pasolini, intitolata Morte di un poeta il giorno dopo il suo assassinio. L’appiccicai sul muro della mia stanza con una sua minuscola foto ritagliata da un giornale. Continua a leggere Io è un altro
Da quando Jane aveva avuto l’ictus, la sola vista di Paul la infastidiva più di prima. Ora mi tiene in pugno, rimuginava a fatica. Lo stregone dai begli occhi azzurri l’aveva avuta vinta, ripeteva a se stessa cercando disperata di afferrare i pensieri sparsi nella sua testa ridotta a una stanza investita da una tempesta di sabbia. Continua a leggere Jane Bowles: whisky e libri per vincere l’amore e l’odio
Episodio 52. Scrivere per Articoli LiberiIn cui Alex Marcolla racconta la sua storia e quella della rivista Continua a leggere Nell’archivio. Episodio 52
A diciott’anni il mio romanzo preferito era Teorema. Ricordo d’averne letto diverse pagine in una stanza d’ospedale durante le visite a mia madre. Sarà stato gennaio o febbraio. Diffidavo del sole tiepido dalla finestra chiusa. Continua a leggere Giunta da sempre, tu che andrai ovunque
Ho terminato di leggere L’edera di Grazia Deledda nella Cattedrale di San Marco, a Latina. Era una giornata grigia e l’idea di leggere le ultime trenta pagine in completo silenzio mi affascinava perché sentivo che il tema ben si accordava con l’atmosfera che sempre mi dona un luogo spirituale. Continua a leggere Il problema di Dio
Oggi abbiamo il piacere e l’onore di dialogare con il famoso scrittore Giovanni Cialtroni, autore del bestseller L’onesta, che sta spopolando nelle librerie e che ha accettato di raccontarci come gestisce il successo, e come ci è arrivato… quale è stato il suo percorso. Continua a leggere Intervista a Giovanni Cialtroni, lo scrittore intellettualmente confuso
Episodio 51. Al mare che ingoia. In cui Stefania Castella legge e ama Continua a leggere Nell’archivio. Episodio 51
Episodio 50. Preghiera del veilleur de nuit. In cui Franco Malanima legge una sua poesia notturna Continua a leggere Nell’archivio. Episodio 50
di Chad Norman Donna seduta su una sedia con un papavero biancoper la poeta siriana, Nour Nasra Sulla frontiera di ciò che non soero pronto, ero sempre pronto,a confessarlo, ciò che non so,dalla frontiera su cui attendevoguardavo come sedeva su una sedia,guardavo la sua pelle, i capelli, le mani,la sua postura, trasformavano i miei occhiin un pittore,un Picasso in un istante,i miei occhi erano lui,era … Continua a leggere Donna seduta su una sedia con un papavero bianco
Un fresco mattino di primavera Ana smise di scrivere all’improvviso. Sul momento sembrò non farci molto caso. Alzandosi dal letto si era sentita più stanca di quando si era messa a dormire e una volta in piedi, Ana non aveva fatto nulla di diverso rispetto ai giorni precedenti. Continua a leggere Ana Maria Matute, la scrittrice degli ultimi
Episodio 49. Che strani gli amoriIn cui Stefania Castella legge il suo resoconto sull’umanità Continua a leggere Nell’archivio. Episodio 49
Il mondo, lo conosceva soprattutto per le sue disgrazie, le sue strane fobie nevrotiche e i suoi insoliti gusti poetici; per il suo essere un ometto piccolo, insignificante, con il petto concavo e il passo svelto, i capelli sempre al vento e gli occhi grandi quanto basta, tanto quanto gli era permesso averli. Continua a leggere Necrologio funebre di Mimì, nevrotico poeta e marito
Episodio speciale. Alle donne, il sesso deboleIn cui Stefania Castella ci ricorda che siamo donne tutto l’anno e non solo l’otto marzo Continua a leggere Nell’archivio. Episodio speciale
Normale, anormale, idiota, minorato, stupido. Grassa, bavosa, mostro. Negli ultimi tempi si parla molto di politicamente scorretto, di certi linguaggi che è meglio risparmiarsi per non offendere, per non escludere, a ogni costo. Continua a leggere Aurora Venturini: L’arte punk di una outsider politicamente scorretta
In Empirismo Eretico, Pasolini definisce il cinema come linguaggio dell’azione, come una forma d’arte che, per l’uso dell’immagine, è profondamente ancorata alla realtà. E del resto la parola cinema deriva dal greco kìnema, che significa, appunto, movimento. Continua a leggere Pasolini e il cinema di poesia
Io lavoro di notte in un hotel, vedo passare gente allegra e triste, clienti storditi dal fuso orario, sorridenti coi denti addosso, il cane insegue l’osso, loro inseguono un sogno molto caro, lo strano disegno ricamato sugli accappatoi, le nottate che passo qui dietro ad aspettare, mi offrono accappatoi, mi parlano: vuoi anche tu qualcosa di dolce da succhiare? Continua a leggere Preghiera del veilleur de nuit
Il buio fitto calò improvviso e al risveglio in ospedale sul bel volto di Jean una coltre di bende le rese difficile capire cosa fosse successo. Riemergendo a fatica dalle quinte pesanti che le erano piombate addosso, Jean tentò di afferrare il frammento di un ricordo di prima che si spegnesse la luce. Continua a leggere Jean Stafford e la verità allo specchio
Ho visto la luce, come quel matto dei Blues Brothersin chiesa con James Brown.Ho visto la luce e forse pure l’incanto dell’oscurità,senza origine e senza fine, queste parole insensate.Ho visto questo danzando con Rangreliin una stanza piena di valigie di sera. Viandanti spaventati e increduli,e tutta questa bellezza,e il nulla che non si può dire,svanire, ah, svanire. Il canto e il silenzio, ondeggiaresu una mattonella … Continua a leggere Ho visto la luce, come quel matto dei Blues Brothers
Quel pomeriggio Bernard vagava per le stradine di Nanterre senza avere una meta precisa in testa. Ancora poche ore e lo spettacolo sarebbe andato in scena. Non era la prima volta per Bernard. Da circa un decennio era la stella più luminosa del teatro francese e i suoi testi facevano il tutto esaurito, malgrado le polemiche che continuavano a suscitare per la crudezza delle loro … Continua a leggere Scrivere quando stai per morire. La visione di Bernard-Marie Koltès
Nel Monastero del Corpus Domini di Ferrara, la casa delle Clarisse Francescane, nel mese di maggio del 1622, Camilla Faà Gonzaga decise di prendere i voti. La sua storia, però, non ebbe inizio nel 1622, ma qualche anno prima, quando il suo nome era Camilla Faà di Bruno, figlia del consigliere di corte Arduino Faà, ed era una damigella alla Corte di Mantova. “Ho sacrificato … Continua a leggere Camilla Faà Gonzaga, la prima donna che ha denunciato la società degli uomini
Leggere due delle ultime raccolte di Umberto Saba – Uccelli del 1948 e Quasi un racconto del 1951– fa male. Spesso ce lo raffiguriamo con la coppola e la pipa, proprio come dovrebbe essere un poeta. Ma su Youtube c’è un video che risale al 1956, in cui l’autore triestino legge il proprio Canzoniere. Potrebbe essere una persona qualsiasi: vecchio, stanco e malato. Potrebbe essere … Continua a leggere La visione ornitocentrica di Umberto Saba
C’è gente che attraversa vite intere senza curarsi troppo di polvere e macerie.Sguardi che non s’appoggiano più a niente di chi sorvola gli altri indifferente.Ci sono frasi dette a mezza voce che possono inchiodarti ad una croce, quella per cui vacilli sulle gambe per non pesare troppo su altre spalle. Scrivere non sempre viene facile, essere solidi o schematici, metodici. Stare sul pezzo, quando i … Continua a leggere Cristi, Chiese, Cenere e Supereroi
Episodio 48. Cristi, Chiese, Cenere e SupereroiIn cui Stefania Castella legge una sua lucida visione per Articoli Liberi Continua a leggere Nell’archivio. Episodio 48
Quando gli abitanti dell’isola si riferivano a loro due, Grace e Marguerite erano semplicemente le amiche di Petite Plaisance. Forte del suo retaggio europeo e della cultura classica che lo nutriva, a Marguerite non facevano alcun effetto i commenti malevoli che potevano celarsi tra le righe dei discorsi della gente del posto. Grace invece era americana e per quanto la sua cultura fosse al pari … Continua a leggere L’isola di Grace Frick
Prima massacrarono gli angeli legandogli con corde le esili gambe bianche e aprendogli la gola di seta con gelidi coltelli. Morirono battendo le ali come polli e il loro sangue immortale bagnò la terra in fiamme, noi guardavamo dal sottosuolo dalle lapidi, le cripte mordendoci le dita ossute e rabbrividendo nei nostri sudari macchiati di piscio. Continua a leggere Lenore Kandel, o del fallimento di una storia
Correva voce che Tom avesse un amante. Benché nemmeno i suoi amici più intimi lo avessero ancora incontrato, Tom non faceva altro che parlare di Patrick. Quando le giornate trascorse sul set lo rendevano più cupo del solito, i particolari con cui Tom raccontava Patrick erano così precisi che a chi gli stava intorno in quel momento pareva di vederlo o addirittura di conoscerlo da … Continua a leggere Correva voce che Tom avesse un amante
di Glenda Dollo Siamo abituati ad associare il carnevale alla maschera, che nella modernità richiama soprattutto il problema filosofico e borghese del dualismo tra essenza e apparenza o, tutt’al più, il mondo teatrale con il suo potere catartico.Ma il carnevale, nel medioevo, era una festa che si protraeva per parecchi mesi l’anno, con la funzione liberatoria di sovvertire l’ordine costituito. Il potere esercitato dalla Chiesa … Continua a leggere Il carnevale secondo Bachtin. Il riso come opposizione al potere
Episodio 47. PazziIn cui Stefania Castella legge un suo toccante racconto sulla realtà manicomiale Continua a leggere Nell’archivio. Episodio 47
Era sotto ogni aspetto un robot umanizzato.Un androide…Edmund Cooper, Uomini e androidi L’animale uomo ha possibilità di giungere all’estinzione dell’intera specie, in vari modi. Molto rapidamente attraverso le armi atomiche. Come riconoscere l’urgenza? Come riconoscere la necessità urgente del risveglio umano? Come abbandonare coraggiosamente il nostro stato di dormienti, le nostre parvenze di androidi? Franco Malanima sente profondamente questa urgenza e la esprime, parlando di … Continua a leggere L’urgenza di vivere e lavorare di Massimo Troisi
In un mite ottobre di qualche anno fa, un professore di filosofia disse che i filosofi non dovrebbero scrivere romanzi, perché i risultati potrebbero essere davvero pessimi. Pronunciò queste parole con fare beffardo e ironico, compiaciuto della propria battuta.Quel professore si guardò intorno cercando consenso tra gli stimati colleghi, i quali, in nome di una pacifica convivenza, decisero di sorridere e annuire. Chi sa cosa … Continua a leggere Superare i limiti della filosofia grazie alla letteratura
Di Janet Hobhouse, del sacrificio per la scrittura e di Philip Roth Continua a leggere Di Janet Hobhouse, del sacrificio per la scrittura e di Philip Roth
È di questi giorni la programmazione in Rai Uno di Fiori sopra l’Inferno tratta dall’omonimo romanzo thriller di Ilaria Tuti e ambientata in un piccolo paesino delle Dolomiti friulane con protagonista Elena Sofia Ricci nei panni di una profiler che deve smascherare un serial killer. L’occasione per rivedere in azione il regista Carlo Carlei Continua a leggere “Di sogni, noi che facciamo questo lavoro, ne abbiamo tanti”. Intervista a Carlo Carlei
Perdonami se non sarò un buon padre, /se fallirò come un fallito fallisce./Cresce, mentre tu cresci, la mia paura./Pura la guancia nella guancia, puro il mio naso che ti respira/pura la lira dei puttini che ti suonano la mia canzone/le buone mani che ti accolsero, inerme, mentre nascevi Continua a leggere Poesia per Matilda
A volte la vita oppone personaggi e, con loro, visioni del mondo. Raccontare Francesca Serio significa parlare non solo e non tanto di mafia e lotte contadine nella Sicilia del secondo dopoguerra, quanto di un modo di intendere la giustizia e la società: come privilegio e sfruttamento o come diritto di civiltà. A rappresentare tali opposti, due figure che occuperanno la più alta carica istituzionale … Continua a leggere Francesca Serio, donna siciliana, ribelle per amore
Episodio 46. Di una e di tante In cui Stefania Castella legge un racconto incentrato sul rapporto madre figlia Continua a leggere Nell’archivio. Episodio 46
Quando Susan mise piede su quella spiaggia, ancora non le era chiaro cosa l’avesse condotta fino a quel luogo desolato. Vi era arrivata camminando immersa nei suoi pensieri come era solita fare. Camminava e camminava tentando di stancarsi tutte le volte che le risultava difficile mettere a fuoco quel che le faceva male. Era arrivata a East Hampton ai primi di novembre per trascorrere qualche … Continua a leggere Susan Taubes piangeva
Episodio 45. La divina forestaIn cui Subhaga Gaetano Failla ci fa riscoprire Giuseppe Bonaviri Continua a leggere Nell’archivio. Episodio 45
Quando John entrò in quella scuola per la prima volta, tale era la sua curiosità per il mondo fuori dai ristretti confini della sua casa che non aveva granché badato al cipiglio severo delle suore che lo stavano accogliendo. Era il primogenito di una numerosa famiglia cattolica di origini irlandesi e come tale gli toccava sperimentare per primo sulla propria pelle la rigorosa educazione che … Continua a leggere L’inestinguibile foga di vita di John Horne Burns
Carta per il pesce I rimproveri cambiano voce, padri ai padri, becchini ai becchini.I primi ti hanno accolto, gli ultimi ti saluterannoschiacceranno il meno tre. Nel mare di ratti migliori di te, sulla stradaun’altra giornata puzza di alito biancolo stanco vecchio prova a spiegarti l’amoreil priore, dopo la messa, scuote il capoin un grappolo di dita appese al ramolontano, dietro ai campi, il lampo ti … Continua a leggere Sull’altare dell’arte sono morti i più grandi farabutti della storia
Episodio 44. Una piccola storia bestialeIn cui Stefania Castella presta la sua voce a un cane Continua a leggere Nell’archivio. Episodio 44
Senza che se ne fosse resa conto, Barbara lasciava sempre più raramente il suo appartamento. Suo marito aveva tentato in tutti i modi di aiutarla, la stanchezza però aveva avuto il sopravvento su di lui. Ora, ogni volta che usciva di casa perché aveva un servizio fotografico da consegnare, non si chiedeva più se l’avrebbe trovata o meno al suo ritorno. Si vergognava a pensare … Continua a leggere Le prigioni di carta di Barbara Molinard
Seggo la notte è un frammento tratto da La ginestra di Leopardi. È il mio verso preferito in assoluto non solo del componimento, né di Leopardi, ma della letteratura in generale.Un verso stringato, di una potenza inaudita che trasporta in una dimensione di attesa e solitudine, di isolamento cosmico. Il poeta sta sulla mesta landa del flutto indurato del Vesuvio e descrive il fiammeggiare delle … Continua a leggere La musica scandalosa e rivoluzionaria del cosmo
Quella sera Joe avrebbe dovuto presenziare a una ennesima inaugurazione. Una mostra dei suoi nuovi lavori era attesa da tempo e Joe immaginava già che tutto si sarebbe svolto come sempre. Le stesse facce, per cominciare. Quelle che da un decennio gli ronzavano intorno meravigliate per l’originalità delle opere sparse nella galleria di New York che lo rappresentava. Gli stessi commenti, quelli di chi non … Continua a leggere Joe Brainard era stufo di dipingere, era stufo di apparire, e iniziò a scrivere…
Mi piace il ronzio che fa il frigorifero di notte, mi tiene compagniaè stato il mio migliore compagno di vita. Mi piace la luce, di seraquando la cera dei vetri si scioglie e riesco a leggere ancora per un po’non so se c’è una luce più bella e più onesta di quella. Nella mia vita ho amato tanto e non mi sono mai amato tantoil … Continua a leggere Ciò che ho amato
Episodio 43. Notturno di Chopin. In cui Subhaga Gaetano Failla legge un estratto di Musa al pianoforte, di Franco Malanima Continua a leggere Nell’archivio. Episodio 43
Le poesie non appartengono a chi le scrive, ma “a chi gli servono” Continua a leggere Le poesie non appartengono a chi le scrive, ma “a chi gli servono”
Episodio 42. I bambini di Auschwitz. In cui Stefania Castella legge la storia del piccolo Sergio De Simone Continua a leggere Nell’archivio. Episodio 42
Oggi parlerò di una storia d’amore: quella tra Pasolini e Ninetto Davoli; parlerò soprattutto di come terminò negli anni tra il 1971 e il 1973 e lo farò a partire dal canzoniere dedicato da Pasolini a Ninetto e scritto proprio in quel periodo disperato.L’hobby del sonetto è un libro poco noto, un libro in cui il poeta consegna al metro a lui più caro l’angoscia … Continua a leggere L’hobby del sonetto e il disperato tentativo di opporre l’ordine al caos
Quando gli agenti si avvicinarono al fagotto di stracci che giaceva in un angolo della 42esima, sulle prime non compresero che si trattava di una persona. Se ne resero conto solo quando quel mucchietto di ossa tremolanti si lasciò scappare un flebile sospiro. Sarà un moccioso, pensò uno dei poliziotti. L’ennesimo vecchio ubriacone, si lasciò sfuggire un altro uomo in divisa. Solo quando lo aiutarono … Continua a leggere Storia di un pugile e un poeta
Esattamente cinquant’anni fa appariva in libreria il romanzo di Brian Garfield, noto in Italia con il titolo Il giustiziere della notte. A breve giro sarebbe apparsa la versione cinematografica con Charles Bronson. Da allora sono stati versati fiumi di inchiostro… Appena si cita Death Wish la maggior parte delle persone pensa al film del 1974 con Charles Bronson nei panni di Paul Kersey, un architetto … Continua a leggere Desiderio di morte. Il caso Death Wish
“Gli occhiali, dove sono gli occhiali? Come faccio senza i miei occhiali”.“Per favore torniamo, il mare si è ingrossato, pioverà, rientriamo dai”.“Ho bisogno dei miei occhiali, io devo sistemare i miei appunti, non vado da nessuna parte senza i miei occhiali”.Da nessuna parte. Ecco dove andiamo da nessuna parte.Mi rassegno, siedo sulla sabbia che mi accoglie dura mentre sbuffo, mi tuffo nel ristoro di una … Continua a leggere Ricordi come il primo giorno
Episodio 41. Io non sono come te.
In cui Stefania Castella legge un racconto in sospeso tra il ricordo e la visione onirica Continua a leggere Nell’archivio. Episodio 41
Episodio 40. Poiché ero carne.
In cui Subhaga Gaetano Failla legge un racconto di Edward Dahlberg Continua a leggere Nell’archivio. Episodio 40
Negli ultimi tempi, Eléonore sostava sempre più spesso davanti allo specchio. Con un occhio ispezionava il suo viso, l’altro lo puntava sull’immagine riflessa di Sébastien che immancabile poltriva sul divanetto alle sue spalle. Sono vecchia, rimuginava tra sé. Anche Sébastien ormai ha perso la sua freschezza, continuava a ripetersi a fil di voce, certa che il fratello non la stesse ascoltando. E adesso, come faremo? … Continua a leggere Vita e morte di Mademoiselle Sagan
Sono i primi mesi del 1980, la scrittrice Marguerite Yourcenar si prepara per una crociera nei Caraibi in compagnia del giornalista Jerry Wilson, conosciuto durante una trasmissione televisiva a lei dedicata. Mentre fervono i preparativi, dalla Francia arriva una notizia dirompente, l’Académie Francaise ha eletto la scrittrice franco-belga come suo membro. Si tratta della prima donna in assoluto, in quanto fin dall’epoca della sua fondazione … Continua a leggere Marguerite Yourcenar, la creatura insuperabile, la donna libera che ha attraversato la vita a occhi aperti
La sera del debutto, Ronald tremava all’idea di salire su quel palco. Tremare, io? Ronald se lo ripeteva come una cantilena alla quale aveva dato il ritmo di un pezzo di Bowie. Non poteva avere paura, Ronald. Non aveva mai temuto niente e nessuno, lui. Sarebbe salito sul palco e si sarebbe esibito, un po’ Sally Bowles e un po’ Ziggy Stardust! Quello era il … Continua a leggere Ronald M. Schernikau, lo scrittore morto troppo presto al di là del muro
Una pioggia fredda di gennaio Il crescendo del tin-tap-tin annuncia la sua venutae invita ad alzare gli occhida una pagina scrittaverso il film fuori della finestra. Nei colori sottili della tela d’invernoun’ombra argentea discendee puntella il soffice lagodi innumerevoli ambasciatorisu una precisa traiettoria dall’alto. Non esiste qui una bellezza facilecon dolci cieli azzurrie soli estivi appaganti. Ma in questa scena di pochicolori sbiaditiuno si sente … Continua a leggere Una pioggia fredda di gennaio
Esiste un tribunale i cui atti sono noti e strutturati, ma poco frequentati; le cui deliberazioni talmente ghiotte da poter essere il pane quotidiano di cui ogni scrittore e tutti i lettori dovrebbero nutrirsi. Parlo del tribunale della letteratura. Non esiste nella società umana intesa nella sua accezione più ampia, transnazionale e transculturale, una esposizione e presa di coscienza più lucida e precisa dell’idea di … Continua a leggere Il tribunale della letteratura. Il luogo dell’utopia
Episodio 39. U’ Boss.
In cui Stefania Castella fa ciò per cui è nata Continua a leggere Nell’archivio. Episodio 39
Quando Elizabeth aveva incontrato John per la prima volta, non aveva realizzato che sposandolo e acquisendo il suo cognome avrebbe dato origine a un bizzarro incidente del destino. Da giorni giaceva spossata nel letto della camera che divideva con John da quattro lunghi decenni e osservando la campagna inglese dalla sua finestra, ancora non le pareva possibile che di lì a breve avrebbe dovuto dire … Continua a leggere Elizabeth Taylor, la scrittrice che visse e morì al secondo posto
Un istante prima di crepare, accasciato sulla tazza del cesso della lussuosa stanza di un albergo di Parigi, George la rivide davanti ai suoi occhi appannati, quell’ombra dal ghigno insolente che lo accompagnava da che era un bambino. Sentiva freddo, George. Le sue membra nude scosse dai tremori della febbre, i suoi vestiti gettati chissà dove in quel posto estraneo. George sorrideva senza accorgersene al … Continua a leggere Il demone e la musa. Vita breve e infelice di George Dyer e della sua ombra
Nel settembre del 2005 mi trovavo in giro per Corte, nel cuore della Corsica. Notai una scritta su un muro fatta con spray nero che recitava più o meno così: Morta a lenga, mortu u populu. Sveglia!Una delle firme dell’ FNLC, il Fronte Nazionale di Liberazione Corso. Non è inconsueto trovare fori di proiettile sui cartelli stradali nel deserto delle Agriate o presso i siti … Continua a leggere Logocrazia. La fine di una lingua, la morte di un popolo
Episodio 38. Notturno indiano.
In cui Subhaga Gaetano Failla legge un racconto di Antonio Tabucchi Continua a leggere Nell’archivio. Episodio 38
Episodio 37. Nocciolina e la favola della befana.
In cui Stefania Castella ci fa ritornare bambini Continua a leggere Nell’archivio. Episodio 37
Poche figure del mito appaiono più benigne dei Re Magi. Guidati da un prodigio nel firmamento, portano doni al pargolo divino. Ma per quale specifico portento hanno intrapreso il lungo viaggio? La versione dominante, tutta sbalordimento e giubilo, presenta la nascita stessa come l’evento meraviglioso. In una poesia del 1914, I Magi, il poeta anglo-irlandese W.B. Yeats esprime il suo dissenso: Nei loro freddi abiti … Continua a leggere Elogio del tran tran
Episodio 36. Intervista col vampiro.
In cui Alex Marcolla parla di Anne Rice e del suo celebre romanzo Continua a leggere Nell’archivio. Episodio 36
Quando Augustin poggiò il piede sul suolo spagnolo per la prima volta dopo più di due decenni, si accorse che era a corto di parole. Strano, pensò quasi sorridendo tra sé, dopotutto sono uno scrittore. Tuttavia, la lingua nella quale aveva ottenuto i massimi riconoscimenti non era quella che aveva acquisito alla nascita. E quando la dittatura che lo aveva obbligato a recidere i legami … Continua a leggere La visione allegra e funerea della vita di Augustin Gomez Arcos
Mia madre mi ha chiamata Margherita perché le margherite sono fiori diffusi, invasivi, resistenti anche quando ti fanno a pezzi, quando pensano che i petali abbiano una risposta ad una domanda. Mia madre scriveva sceneggiature e io mi divertivo a leggerle, interpretarle, mi truccavo, mi vestivo e mi immaginavo un giorno su un palcoscenico. Le ero sempre accanto, anche quando parlavano tra grandi.Cosa vuoi che ne … Continua a leggere Margherita, la ragazza fragile, la ribelle, la pugile che non si piega
Episodio 35. Il nostro brindisi di fine anno con i lettori.
In cui Stefania Castella legge un racconto intitolato Ci salverà il ricordo Continua a leggere Nell’archivio. Episodio 35
La marcia forzata durava ormai da tre giorni. Da quando i soldati tedeschi avevano sgomberato il carcere in cui era rinchiuso, Maurice non aveva fatto altro che marciare senza sosta e tacere. Questa volta non la scampo, questa volta crepo qui in mezzo a questo dannato nulla. Non faceva che ripetere questa litania, Maurice. Il frullo dei suoi pensieri tornava come un ossesso sopra a … Continua a leggere La disperata strafottenza di Maurice Sachs
Episodio 34. La passione di Jeanette Winterson.
In cui Alex Marcolla parla di un romanzo ingiustamente dimenticato Continua a leggere Nell’archivio. Episodio 34
Preferisco gli alberi con i rami storti Preferisco il vento in faccia Preferisco aspettare i treni Preferisco regalare libri Preferisco la paura alle gabbie Preferisco non fermarmi alla copertina Preferisco squarciare il velo Preferisco uscire senza ombrello Preferisco essere presente Preferisco l’ultimo momento Preferisco i romanzi ai quotidiani Preferisco chiudere gli occhi Preferisco le sciarpe avvolgenti Preferisco non dire sempre la verità Preferisco insegnare a … Continua a leggere Impossibilità. Un omaggio a Wislawa Szymborska
Da giorni Ingrid osservava le foto di Sarah. Non si era sentita bene di recente e aveva avvertito, come mai prima, il bisogno di tornare al suo passato. E a quello della voce che aveva creato per comprendere il tempo in cui le era toccato vivere. Rivedeva la canonica di Limlingerode in Turingia e respirava a fondo il ricordo dei profumi della campagna carica di … Continua a leggere La ribellione silenziosa di Sarah Kirsch
Il Colibrì è il nome di un bistrot che conoscevo, a Parigi, ed è anche il titolo di un racconto pubblicato sotto pseudonimo ad agosto del 2018, all’interno de La meccanica dei sentimenti Continua a leggere Il Colibrì
“La sua cifra stilistica si muove attorno al bisogno di un’arte esperienziale e performativa; la ricerca dell’artista viene espressa attraverso un’indagine multisensoriale dello spazio, con l’intervento attivo dello spettatore, che diviene spettatore per un coinvolgimento totale sul territorio. L’investigazione su corpo e corpo-luogo, l’abito-corpo, l’abito-ambiente…Mi ascolti? Ti sta piacendo? Va bene quello che ho scritto?”“Sì, ma non credo di voler partecipare a questa mostra…”“La ricerca … Continua a leggere Manuela che era sempre stata un po’ fuori posto
Episodio 33. Una notte di Natale.
In cui Stefania Castella interpreta un racconto tra il sogno e la realtà Continua a leggere Nell’archivio. Episodio 33
Episodio 32. Nottetempo, casa per casa.
In cui Subhaga Gaetano Failla legge un racconto di Vincenzo Consolo Continua a leggere Nell’archivio. Episodio 32
La botta giunse fulminea alle prime luci del mattino e lo scaraventò così lontano che non ebbe modo di capire cosa fosse accaduto. Ora Frank si trovava in un posto a lui ignoto. Non era sveglio, questo lo comprendeva. Udiva voci concitate muoversi attorno a lui, gli odori si fermavano a un passo dalle sue narici e un immobile fulgore ceruleo pareva aver preso il … Continua a leggere L’amore sconfinato di Frank O’Hara
Episodio 31. Un curioso caso di omonimia.
In cui Alex Marcolla racconta la storia di Elizabeth Taylor, scrittrice inglese Continua a leggere Nell’archivio. Episodio 31
Per te che vai, non esistono strade, solo scie di vento sul mareAntonio Machado Ogni uomo che si innamora cade, scivola, affonda, subisce il masochismo affermativo di un innamoramento avulso dalla morsa del narcisismo. Diventa femminizzato perché innamorato. Non più speculatore accorto, hipster reazionario affamato di credenziali ecologiche che gioca con il veganismo e la diversità rimanendo tuttavia truffatore in tutto e per tutto, confondendo … Continua a leggere Tutti vogliono essere manager
Prigioniera in quel letto di ospedale, Violette provava nostalgia per la campagna che circondava Faucon. Curioso, pensava Violette. Non era Parigi a mancarle, non era Madame ora a invadere i suoi pensieri tenendola desta notte dopo notte. Stava morendo e avvertiva i morsi della paura. Stava morendo come era vissuta, in modo straziante. Eppure, un piccolo lucido frammento di sé ancora fremeva all’idea che Madame … Continua a leggere Violette Leduc, la donna brutta, la bastarda, il deserto che monologa
Sentì suonare. Nessuno aveva quell’indirizzo. Quando sbarcava era un fuggiasco, evitava di dire dove alloggiava, non aveva un recapito fisso. Amici e parenti ci erano abituati. Continua a leggere Il panno rosso è caduto ai piedi della donna zoppa e dell’uomo con la gobba
Corpi distesi, ammassati, rannicchiati, infreddoliti, arrossati, sporchi, coperti, scoperti, bagnati, malati, persi. Cammino lentamente, tra un corpo e l’altro cercando di non far loro troppo male. Cercando di non farmi troppo male. Guardo una bambina che ha fame, che piange, che ha poche forze per reclamare ancora il suo cibo. Un uomo che prega, si alza, si inginocchia, si alza di nuovo. E sussurra le … Continua a leggere Camminare tra i corpi dei migranti, l’esercito degli invisibili
Episodio 30. L’ammore può fa’ male peccere’. In cui Stefania Castella legge un suo racconto su gentile concessione della RAI Continua a leggere Nell’archivio. Episodio 30
Episodio 29. Gli orecchini d’argento di Lena Amodio. In cui Subhaga Gaetano Failla legge un passo da La città del cordoglio Continua a leggere Nell’archivio. Episodio 29
Non mi è mai piaciuto fare critica letteraria, l’ho sempre trovata un’attività per passare il tempo in giardino a primavera quando non hai i piedi per andare in giro, e l’ho sempre tenuta a distanza con la convinzione che la si faccia con due scopi molto bassi: esaltare o distruggere Continua a leggere Salvator Rosa, il genio briccone, maestro ribelle di sprezzatura
Episodio 28. Violette Leduc e Maurice Sachs. In cui Alex Marcolla racconta una delle più romanzesche relazioni tra scrittori Continua a leggere Nell’archivio. Episodio 28
Jaime aveva desiderato essere un poema. Se ne ricordò all’improvviso quel mattino mentre il medico gli stava spiegando la natura del suo male. Sorrideva, Jaime. Sapeva con esattezza ciò che ormai da mesi fiaccava il suo corpo, conosceva il nome di quella malattia che tutti temevano. La morte sarebbe arrivata in fretta e non la temeva. In fondo, l’aveva corteggiata spesso senza successo. La morte … Continua a leggere Jaime Gil de Biedma, che aveva desiderato essere un poema
Episodio 27. La leggenda del santo bevitore.
In cui Subhaga Gaetano Failla legge l’incipit del racconto di Joseph Roth Continua a leggere Nell’archivio. Episodio 27
Episodio 26. Il sole dei morenti.
In cui Subhaga Gaetano Failla legge il prologo di uno dei libri più commoventi di Jean Claude Izzo Continua a leggere Nell’archivio. Episodio 26
Malgrado cercasse di non dare nell’occhio, Bethesda sentiva gli sguardi dei suoi compaesani sfiorarla con insistenza. Non si chiedeva mai perché la tenessero d’occhio, lo sapeva e basta. Si alzava molto presto al mattino. C’era la casa da governare, poi sua madre a cui prestare attenzione. Da tempo la madre di Bethesda non era più in grado di badare a se stessa, così la figlia … Continua a leggere Su Josephine Hart. Nella ricerca del buio ritrovare la luce
Episodio 25. I ragazzi del Violet Quill Club.
In cui Alex Marcolla racconta la storia di un gruppo di scrittori liberi Continua a leggere Nell’archivio. Episodio 25
Dal momento in cui Frank era morto, Thomas non aveva più aperto bocca. Che l’uomo con cui aveva condiviso gli ultimi sedici anni fosse condannato, Thomas lo sapeva dal giorno in cui il medico al quale si erano rivolti aveva detto loro i risultati degli esami. La diagnosi era inappellabile. Battevano ancora incessanti quelle frasi smozzicate sulle tempie di Thomas: forma aggressiva, pochi mesi, forse … Continua a leggere Tennessee Williams, l’obbrobrio, lo scherzo della natura, il lato amaro del declino
Parliamo di amore per il bisogno di essere amati e parliamo di arte perché vogliamo persino essere compresi Continua a leggere Parliamo di amore per il bisogno di essere amati e parliamo di arte perché vogliamo persino essere compresi
Blu abbacinante e le stelle sbiadite in quest’alba d’autunno. Poche persone per strada. Rispettare vuol dire guardare di nuovo. La bellezza degli altri – pendolari all’uscita della stazione, fruttivendoli che scaricano il camion all’angolo; l’uomo barbuto che porta a spasso il cane all’angolo di Park Hill Road; la ciclista che anticipa il traffico a Fleet Road. Potrei disporre l’orologio alla regolarità di tali apparizioni. L’albero … Continua a leggere Londra, la mia antica sposa e amante, vestita a festa, ma la festa è finita
Episodio 24. Rosso scarlatto.
In cui Stefania Castella legge un racconto dalle tinte noir Continua a leggere Nell’archivio. Episodio 24
Episodio 23. Sennin. In cui Subhaga Gaetano Failla legge un racconto di Akutagawa Ryūnosuke Continua a leggere Nell’archivio. Episodio 23
Quell’anno l’inverno sembrava più rigido del solito a New York. Non che a Caroline importasse granché. Quasi sempre a letto spossata osservava il panorama di vetro e acciaio che le arrivava dal finestrone del suo appartamento di Park Avenue e stupita si ritrovava a pensare alla sua giovinezza. Non lo aveva mai fatto prima. Ora però era diverso. Le restava poco tempo e lo sapeva … Continua a leggere Caroline Blackwood, “Non sono una sirena che mangia sulle ossa dei suoi amanti”
Episodio 22. Le persone sole muoiono in fretta. In cui Alex Marcolla racconta Carson McCullers Continua a leggere Nell’archivio. Episodio 22
La notte in cui sua madre sarebbe morta, Juan non se la sentiva di leggere. Da mesi la sua famiglia aveva lasciato Barcellona per un paesino di montagna poco distante dalla città in cui Juan e i suoi fratelli erano nati. Eppure, per quanto lontani fossero era impossibile non udire gli aerei che sorvolavano quei luoghi desolati per recarsi a sganciare bombe su persone inermi. … Continua a leggere Juan Goytisolo, o del libro che non ha fatto sconti a nessuno
L’universitaria camminò fino a rue des Écoles. Passando vicino alla cappella della Sorbonne, la fissò come aveva fatto lui il giorno in cui si erano incontrati. Per la prima volta vi soffermò lo sguardo e comprese che da quando si era iscritta all’università non l’aveva mai fatto. Guardò il cielo che iniziava a schiarire dietro la punta nera, come avrebbe fatto Malbec ispirandosi per un … Continua a leggere Ritratto di donna tra le lenzuola bianche
Episodio 21. Una pallottola nel cervello.
In cui Subhaga Gaetano Failla legge un racconto di Tobias Wolff Continua a leggere Nell’archivio. Episodio 21
Episodio 20. Lo sai tenere un segreto? In cui Stefania Castella legge un suo racconto intitolato Il segreto Continua a leggere Nell’archivio. Episodio 20
Dammi una possibilità, lasciami entrare. Scivolo spalle al muro finché sento il pavimento sotto di me. A terra, più giù di così non posso. Resto lì immobile, aspetto che si schiuda la porta, sono mesi che resto fuori, fuori dalla sua vita. “Non puoi, non ci pensare, niente in questo momento mi potrebbe sollevare. Nemmeno tu”. Mia figlia è cresciuta di colpo, passata dal sorriso … Continua a leggere Forse non saremmo una famiglia come tante, ma siamo una famiglia
Da un mese Carson giaceva in un letto di ospedale. Si era sentita male in casa e ora pareva addormentata come uno dei personaggi di quelle fiabe cupe che tanto amava da bambina. I rari fedeli amici si alternavano affranti al suo capezzale, nessuno di loro però poteva vedere la presenza esile che se ne stava seduta in raccoglimento accanto a Carson. Lula puntava gli … Continua a leggere Le persone sole muoiono in fretta. Sulla fame d’amore di Carson McCullers
Episodio 19. Box Hill.
In cui Alex Marcolla racconta Adam Mars-Jones Continua a leggere Nell’archivio. Episodio 19
Sarton mi racconta di come la gentrificazione è iniziata alla grande a New York dopo l’attacco alle torri gemelle. L’orrore, frenesia e solidarietà intense di quel giorno fecero di lui un newyorkese. È una domenica calda e ventilata a Wagner Park North. Da qui si gode una splendida vista del porto. Condivido una pizza con Sarton, organizzatore del congresso di psicologia, che ora si corregge. … Continua a leggere Il Rimbaud di Brooklyn, o di questi geroglifici, l’unica prova di essere stato al mondo
Chissà cosa avrebbe detto Beryl se avesse saputo di quella canzone. Ne avrebbe sorriso compiaciuta, sicuro. Quando però Mark Knopfler gliela dedicò nel 2015, Beryl non c’era già più da cinque anni. Una vita laboriosa, la sua. Emozionata e laboriosa. Negli ultimi anni Beryl era tornata a occuparsi di teatro. Di romanzi ne aveva scritti molti, così come numerosi erano stati i premi vinti. E … Continua a leggere I turbamenti della giovane Beryl Bainbridge, sfiorata da derive atroci
Qualche settimana fa, nella bacheca degli eventi di un teatro che frequento, lo sguardo mi è caduto sull’immagine della locandina di uno spettacolo in cartellone, che nel titolo poneva una domanda: Chi è di scena? Mi sono interrogato su quella domanda e sulla sua relazione con l’immagine, sulla quale poi mi sono largamente documentato.La locandina mostrava, di schiena, un distinto uomo con il cappello che … Continua a leggere Il teatro è invenzione, è relazioni, è una continua scoperta di sé
di Alex Marcolla Cromer non poteva ricordare i pochi anni in cui i suoi arti si muovevano ancora. Lo ricordava sua madre perché non lo aveva abbandonato un solo istante da quando era nato. Lei se lo ricordava, eccome. Ma evitava di parlarne, soprattutto con suo figlio. Fu solo dopo il compimento dei tre anni che Cromer cominciò a manifestare i primi segnali che qualcosa … Continua a leggere Adam Mars-Jones, o di quando il creatore dona e toglie parti di sé alla sua creatura
Quando si parla di letteratura, e di giornalismo, capita spesso di porsi domande basilari, di metodo. Un po’ come accade ai filosofi che, fin dai tempi antichi, si sono chiesti: “Da dove veniamo?” “Qual è la ragione dell’esistenza dell’uomo?”, anche chi ambisce a scrivere si chiede spesso cosa significhi essere uno scrittore. Si impara a scrivere semplicemente con l’esercizio o si possono frequentare scuole di … Continua a leggere Massimo Bontempelli, “L’ideale supremo di tutti gli artisti dovrebbe essere: diventare anonimi”
Nei giorni in cui non era impegnata nel volontariato per conto della parrocchia, la signorina Pym amava occuparsi del suo giardino. Più o meno da un decennio lei e la sorella più piccola avevano scelto di abbandonare la metropoli per ritirarsi in un piccolo cottage a Finstock, nell’Oxfordshire. Hilary, la sorella della signorina Pym, era contenta per quel trasferimento. Pensava che avrebbe giovato a entrambe … Continua a leggere Le lacrime amare della signorina Pym, dimenticata dalla critica e riscoperta da un poeta
C’era una dittatura che da tempo opprimeva l’intero paese. Questo Richard lo sapeva bene, in fondo era nato in Argentina. Tuttavia, se anche avesse abbandonato l’attitudine a osservare come quasi tutti quelli che lo circondavano, compresa sua madre, Richard avrebbe notato che quello in cui viveva non era un paese libero per via di quei rumorosi silenzi notturni che rendevano Buenos Aires una città spettrale. … Continua a leggere Le tre esistenze di Colm Tóibín e quelle interminabili notti alla ricerca della verità
Jorge Luis Borges nel 1977 tenne una conferenza a Buenos Aires dal titolo La cecità. Lo scrittore fin da giovane sapeva che prima o poi il buio lo avrebbe raggiunto, la stessa malattia rara che aveva colpito il padre, la nonna e un bisnonno, per cui la retina di entrambi gli occhi subiva progressivamente una degenerazione e nel tempo portava alla cecità. Neanche lui sarebbe … Continua a leggere Jorge Luis Borges, che cercava di svelare il mistero del mondo reale
In un momento è diventatoun giorno di spine.Osservavo, a crepapelle,voci di ragazzeche sistemavano i quaderni con mani agili,camminavano con fianchi snelli,sollevavano la sabbia con passi lenti. Era un bel mattino,dietro le palpebre c’erano paroledi orizzonti immaginati, carriere sognate, amori sussurrati. Poi sono rimasta immobile, con la mia ciocca di capellidavanti agli occhi. Intorno, da ogni parteil cielo capovolto e davanti solo polvere.E ho visto le … Continua a leggere Sono donna, sono sbagliata, sono cancellata
Non credo in Dio, non sono ateo. Nutro per fondamentalisti e atei una autentica allergia, li considero privi di immaginazione. Ho fede nel Mistero, quel sentimento sfuggente e quotidiano che mi spinge a gioire per la bellezza della vita altrui e a percorrere la mia alla ricerca cocciuta di domande, evitando con accortezza le risposte. Non è stato sempre così. È esistito un tempo nel … Continua a leggere Vita breve di Denton Welch, abbandonato sulla soglia della casa del Padre
“Hai prenotato l’albergo?”“Perché, lo vuoi fare subito, così?”“E come dovremmo farlo? Ci siamo presentati, no?”“Sì, ma non ho neanche finito il caffè…”“Sei tu che l’hai chiesto lungo.”Una domenica pomeriggio di cielo coperto, la maggioranza dei bar chiusi, Mirna in visita a sua madre. Avrebbe dovuto starci tutto il giorno, non ha resistito due ore. La vecchia, che ha lasciato le Canarie dopo la morte del … Continua a leggere Hai prenotato l’albergo? Perché, lo vuoi fare subito, così?
Parigi è il luogo natio da ricordare per biografi attenti, è il 18 marzo 1842, mi trovo in rue de Laferrière. Magari fosse tutto facile, venire al mondo, piangendo o non piangendo poco importa, trovare intorno un po’ di felicità, attenzione, un briciolo d’amore, questo conta. Mia madre muore che ho appena cinque anni, per tutta la vita rincorro la sua immagine nei versi, nei … Continua a leggere Il sogno incompiuto di Stéphane Mallarmé, “Perché si torna sempre quel che siamo stati, in fondo”
Uno dei più ostinati ritornelli degli ultimi anni è quello che vorrebbe venderci la salvezza per mezzo dell’assunzione di massicce dosi di bellezza. Credo sia tipico delle epoche caratterizzate da profondi rivolgimenti e persistente instabilità rivolgersi a concetti usurati per infondere sicurezze laddove queste latitano. Sulla buonafede di questo atteggiamento volto a tener salda la fiducia si possono nutrire dubbi. Non sappiamo mai quali siano … Continua a leggere La discesa agli inferi di Alan Hollinghurst
Innanzitutto, posso darti del tu, vero? Diamoci del tu, certo, ci conosciamo da cinquantadue anni. Sebbene io sia molto attento alle forme, alla forma, anche alle forme…Come vivi il tuo rapporto con l’universo femminile?Le donne… che meravigliosa invenzione… (Si osserva allo specchio tirando dentro la pancia). Io voglio molto bene alle donne. Ma, soprattutto, loro vogliono molto bene a me. In questo le facilito molto. … Continua a leggere Corpo vivente. Intervista a Narciso Cafòn, famoso saggista, critico d’arte e scultore
Esistono personaggi ai quali guardiamo con affetto spontaneo, al punto che l’immediata naturalezza con cui ci affezioniamo a loro ci coglie di sorpresa. Per quel che riguarda i miei colpi di fulmine più inaspettati, penso alle creature malinconiche che popolano il cinema di Tim Burton o a quelle sofferenti e senza pace che escono dalle pagine di Anne Rice e mi domando quali motivazioni spingono … Continua a leggere Geek Love: Nella vendetta vertiginosa di Arty Binewsky il preludio delle creature di Tim Burton
Simone de Beauvoir era intimidita dalle emozioni. Mentre nei suoi numerosi saggi e romanzi queste appaiono stentate, le lettere al suo amante di Chicago Nelson Algren rivelano ben altro. Parigi m’annoia, è buia e monotona – scrive il 18 maggio del 1947, dopo la loro prima separazione – forse è il mio cuore ad essersi bloccato. Il mio cuore è ancora a New York, all’angolo … Continua a leggere Il poeta di Perdido Street e la sua relazione con Simone De Beauvoir
Sono Agatha. La terza figlia, ultima figlia. Eccomi, sono felice, sono piccola in mezzo alle donne che mi circondano, immense inarrestabili, tenaci. Donne determinate dal capo mai chino anche quando la vita le ha messe alla prova. Nella campagna scaldata dal sole e poi incendiata dalla guerra ho visto scorrere la vita, l’ho vista oltrepassare il corpo degli uomini. Io invece ho attraversato la mia … Continua a leggere Agatha che voleva sparire
I. Rispetta i protagonisti delle tue storie. II. Non giudicare né i tuoi personaggi né il mondo in cui si muovono. III. Vivi quello di cui scrivi. Se non puoi viverlo, scrivi d’altro. IV. Non dire bugie, sarebbe troppo facile. Ma neanche la verità, che è sempre superflua. V. Tieni sempre a mente chi sa cosa. VI. Abbi l’umiltà di imparare dai grandi scrittori ma anche l’insolenza … Continua a leggere I dieci comandamenti di uno scrittore
A Marco, mio padre Un giorno molto lontano da ora i miei occhi si posarono su queste parole: Illness is the night-side of life. Fu prima che la notte piombasse su mio padre, vale a dire prima che una malattia rarissima per la quale ancora oggi non esiste cura troncasse una vita fatta di dedizione, impegno, amore e curiosità. Strano, ma nei quattro anni difficili … Continua a leggere I miei passi nel lato oscuro della vita. Un omaggio a Robert Dessaix e alla sua divina vocazione di affabulatore
I tessuti fioriti, i jeans a campana, le campiture pop di Andy Wahrol, il femminismo, le minigonne, la giacca di pelle, occhiali giganteschi, borse a tracolla, accessori coloratissimi. Se penso agli anni ‘70 penso al coloratissimo mondo degli hippies. Ma questi anni caratterizzati da creatività e voglia di progresso in realtà si intrecciano a una politicizzazione del quotidiano che porta con sé ferite che sembrano … Continua a leggere Il mio dovere è dire ai miei alunni: siate gli imperativi rivoluzionari di John Lennon
Non possiedo neppure un briciolo di memoria visiva. Al contrario, fin dalla più tenera età, la mente mi si è presentata come un registratore con annesso e capiente archivio. Che si tratti di brandelli di una qualsiasi conversazione o delle pagine di un testo letto a voce alta per studio o per semplice diletto, tutto viene registrato e poi conservato in quella che ho immaginato … Continua a leggere La tentazione di abbandonarsi al vuoto nella vita romanzesca di Janice Galloway
Sono venuto al mondo in una terra di confine. Per secoli il Tirolo storico, questo il nome del luogo in cui hanno vissuto intere generazioni della mia famiglia, è stato parte di un complesso e articolato territorio statale sul quale ha inciso in profondità l’opera della potente famiglia degli Asburgo. E in piccola parte, questo lembo del loro impero ha risentito della mitologia culturale che … Continua a leggere I due ragazzi di Jamie O’Neill sulla cima dello strapiombo
Esistono libri che giungono fino a noi per vie che solo in apparenza ci possono sembrare impervie. Sono cresciuto con l’amore per il cinema, soprattutto da quando ho ricordi mi hanno affascinato tutte quelle storie capaci di cucire insieme un vivido ritratto dei tempi e una complessa figura femminile. Gli sguardi frastagliati che si posavano intensi su complessi passaggi epocali mi si imprimevano nella testa … Continua a leggere Una forsennata fame amorosa per il romanzo postumo di Brigitte Reimann
Dunque, da dove cominciare? Il mare è infinito. E questa nostra storia, si chiede Jackie, come è iniziata? Forse quel venerdì mattina nella galleria d’arte, a guardare i dipinti di quel tizio belga i cui genitori avevano una profumeria. Amava Fritz, questo pittore, ma non raggiunse mai le vette estatiche della gioia, dice Jackie; dipinse invece raffiche di vento su coste desolate. Sylviane invece pensa … Continua a leggere Non te l’ho detto, ma sono sposata, e non è la prima volta che mi innamoro di una donna
Non ricordo quando ho cominciato sul serio a non prestare più attenzione al giudizio degli altri. Forse è trascorso troppo tempo o forse è stato nel momento in cui il brusio che ci circonda ogni giorno è diventato un frastuono assordante, echeggiando opinioni non richieste e giudizi lapidari che si sono identificati in via definitiva con la libertà di fare il maggior male possibile al … Continua a leggere Le molte vite di Siegfried Sassoon, enigmatico poeta inglese: una benedizione senza confini
Sono trascorsi ormai dieci anni da quando ho incontrato Peter Cameron. L’umido caldo estivo che di solito ghermiva Bologna era arrivato con un mese di anticipo. Era maggio, da inizio anno ero nuovamente solo e la mia mente si concentrava sulla presentazione di un libro che mi apprestavo per la prima volta a condurre per conto della libreria in cui allora lavoravo. Si trattava di … Continua a leggere Penelope Gilliat e John Schlesinger: quelle maledette domeniche in cerca d’amore
Vi siete mai innamorati della Luna? A me è capitato undici anni fa. Continua a leggere Quando mi innamorai della luna, leggendo il visionario romanzo capolavoro di Tom Spanbauer
Un intellettuale che non finisce mai di stupire, di provocare e illuminare. Un poeta e uno scrittore, ma anche un raffinato saggista che interviene nella letteratura, nel teatro, nella semiologia cinematografica e delle arti figurative, oltre che acceso polemista e regista scandaloso, lo sconcerto è infatti d’obbligo ad ogni prima cinematografica di Pier Paolo Pasolini. L’ultimo suo film Salò o le 120 giornate di Sodoma è … Continua a leggere Pasolini consapevole pianificatore della propria fine. Il teorema Zigaina
Tra il 1851 e il 1852 John E. Millais, uno dei fondatori della Confraternita dei Preraffaelliti, portò a compimento il celebre dipinto dedicato alla morte di Ofelia, narrata nell’atto IV dell’Amleto. La scena ritratta è una delle più toccanti nella produzione drammaturgica shakespeariana: la fanciulla, impazzita per il dolore causato dal folle e inspiegabile comportamento di Amleto, giace morta nel ruscello, con in mano i … Continua a leggere Di quando Lizzie Siddal posò per la propria morte
Guardami negli occhi e vieni più vicino, non lasciarti intimorire dalla forza che immagini che io abbia, però credimi, è tutta vera, quella forza è la corazza che ho costruito un pezzo sopra l’altro e in ogni tratto dei colori che vedrai e che mi appartiene, mi vedrai. Ti parlerà di me.Lascerò che mi conoscano bene, come io conoscevo bene me, in ogni spazio di … Continua a leggere Frida Kahlo: Ho amato donne e uomini con la stessa forza
Era il 1987 quando uscì il celebre articolo di Leonardo Sciascia sui professionisti dell’antimafia, innescando una polemica talmente violenta che alcuni arrivarono a insinuare – e lo insinuano ancora – una qualche connivenza dell’autore siciliano con l’ambiente mafioso. Sciascia era un uomo libero. Era un uomo che conosceva bene la materia da lui trattata. Era un siciliano giusto.Scrivo nella speranza che molti non si accontentino … Continua a leggere La libertà è scomoda. Leonardo Sciascia e i professionisti dell’antimafia
La Ortese appare nella sua opera letteraria così come lei stessa si descrive: Sono una persona antipatica … diversa… Sono esigente col mondo, non vorrei che le cose fossero come sono… I soli che possono amarmi sono coloro che soffrono. Se uno davvero soffre sa che nei miei libri può trovarsi. Solo persone così possono amarmi. Il mondo? Il mondo è una forza ignota, tremenda, … Continua a leggere Anna Maria Ortese, o del coraggio di dire che il mare non bagna Napoli
Io sono proprio pazzo. La cosa che più detesto è guardare le cose degli altri. Ma lo faccio lo stesso perché sono vigliacco. Non avrei mai il coraggio di dire che non mi interessano, anzi, che mi fanno proprio vomitare.Tutti hanno la loro vetrina sul mondo e via dicendo. Si tratta sempre di quei social che riempi con le foto e le frasi felici per … Continua a leggere Caulfield Holden: la cosa che più detesto è guardare le cose degli altri
Per molto tempo sono stato un libraio. Benché io sia un assiduo lettore fin da ragazzino, imparare la professione del libraio non era nei miei programmi, è capitato per caso e ben presto mi sono innamorato di questo mestiere antico, assai faticoso ma – come tutto ciò che è fatto con passione – carico di soddisfazioni in grado di donare a se stessi e agli … Continua a leggere Piero Santi, o del sapore amaro e dimenticato della menta
Non tutti gli amori sono uguali. Ci sono quelli improvvisi, viscerali, passionali e quelli che si sedimentano lentamente, che crescono dentro di noi con leggerezza, quasi senza far rumore. L’amore che ho maturato per Billie Holiday fa parte della seconda specie.Il suo modo di cantare, così personale, unico, tipico di un’artista che ha introiettato stili e sentimenti, esperienze di vita e musicali, fino a raggiungere … Continua a leggere Billie Holiday, che cantava la rabbia e il dolore dei neri impiccati dai razzisti bianchi
Questo è un articolo che ho iniziato a scrivere qualche anno fa e che ho cancellato più volte, nel tentativo – un po’ disperato – di rimandare un momento inevitabile, inevitabile come la morte, ma più doloroso, perché se fossi morto sul serio, non sentirei nulla, o almeno, così sappiamo. Continua a leggere Frank Iodice è morto. Da oggi in poi sarà fatto di carta
Utopia è una giovane casa editrice, fondata a Milano nel gennaio del 2020, che si presenta con un biglietto da visita decisamente sfidante: “non propone libri che si vendono, ma vende i libri che si devono proporre”. La scelta editoriale di garantire nella stampa il valore letterario e la qualità della scrittura proposta, che può esserci tanto nel nome di un grande autore dimenticato che … Continua a leggere Grazia Deledda, scrittrice dell’utopia, ritrova una casa accogliente e universale
Il più grande successo di un autore non equivale sempre al suo risultato più compiuto. Se poi questo successo cresce all’improvviso in modo abnorme grazie a un film di cassetta che contribuisce a far scordare il libro di partenza, ciò coincide spesso con una condanna senza appello all’oblio inflitta all’autore quando ancora respira e corrisponde in seguito a una vera e propria pietra tombale critica … Continua a leggere La pietra dell’oblio su Les petits enfants di Christiane Rochefort
Il manoscritto della prima bozza di Le Premier Homme, 150 pagine autobiografiche, fu trovato in una borsa nell’auto di Albert Camus dopo l’incidente stradale che l’uccise a 46 anni, nel gennaio del 1960. Era l’inizio d’un romanzo storico sull’Algeria, dall’arrivo dei coloni francesi nel 1840 fino alla seconda guerra mondiale e oltre. Intessuto di ricordi, sulle orme dell’alter ego Jacques Cormery alla ricerca dei primi … Continua a leggere La congiura degli orfani: Albert Camus e lo stato di abbandono
Tra le immagini moderne e i graffiti del Paleolitico c’è una distanza solo apparente: tutti, in qualsiasi momento abbiamo bisogno di lasciare tracce. Le immagini però sanno essere fenomeni complicati proprio perché sono da un lato elementi sovrastorici, dall’altro qualcosa di culturalmente situato. È per questo che a partire dagli anni Venti del secolo scorso diversi studiosi cominciano a parlare di “cultura ottica”, “cultura visuale” … Continua a leggere Viaggio nel mondo invisibile delle immagini
Fino a qualche anno fa era raro che mi voltassi a riconsiderare il passato. Come per tanti mi capitava di ricordare nel silenzio della mia stanza le persone che avevo amato e che non erano più con me, ma non sentivo l’impulso di tornare con la memoria ai miei vent’anni. Credo che il motivo per questa ostinata resistenza a lasciarmi attraversare dai ricordi sia in … Continua a leggere La mia generazione perduta. Un omaggio a Douglas Coupland e a un libro cult oggi dimenticato
Incompresi, fraintesi, demonizzati e rifiutati. La Storia è ricca di esempi di personaggi, di scrittori, di filosofi che, nel corso degli anni, hanno dovuto combattere con i pregiudizi del popolo, ma anche dei cosiddetti “uomini colti”. Un classico esempio è proprio quello di Epicuro e della dottrina epicurea che è stata spesso associata alla ricerca smodata del piacere dei sensi, nell’accezione più becera e triviale, … Continua a leggere L’epicureismo di Luciano De Crescenzo: una dottrina fraintesa che può insegnarci ancora molto
Uno spazio espositivo scomponibile, un letto, un televisore, un giradischi, una cassettiera, una scala, una porta, due comodini e due lampade di lettura, di lui, di lei. Una casa in cui si varca una soglia che porta in luoghi intimi e personali pur rimanendo all’esterno. Il personaggio del racconto Perché non ballate? di Raymond Carver, dispone tutti i mobili del salotto, della cucina, della camera … Continua a leggere Raymond Carver: ritrovare noi stessi nel racconto della vita degli altri
“Forsan haec olim meminisse juvabit” (“E forse un giorno gioverà ricordare tutto questo”) furono le parole di Virgilio usate da Eleonora Pimentel Fonseca mentre si recava al patibolo in piazza Mercato, era il 20 agosto del 1799.È con molto rispetto che scrivo di lei. Antonella Orefice, ricercatrice da oltre un ventennio di quel periodo storico, sintetizzando la vita e le scelte di Eleonora ci dice che è … Continua a leggere Lenòr, poetessa e scrittrice, una delle prime giornaliste europee
La prestigiosa sede nella casa al mare dell’editore M è piena di plichi appena arrivati da tutto il mondo. Ne arrivano in media dieci al giorno, più le proposte via posta elettronica, passate direttamente al vaglio del direttore editoriale, che ha appena compiuto dodici anni, e tra una partita e l’altra ai videogames è in grado di estrapolare un solo prescelto al mese (il suo … Continua a leggere Il complicato processo di selezione e valutazione dei manoscritti
a Sara Spesso mi capita di pensare che in Francia la leggerezza sia caduta con la Bastiglia. Tralasciando il serioso Rousseau e i suoi fin troppo numerosi e intransigenti epigoni, per il lettore a caccia della profondità allusiva e laica che solo la leggerezza è in grado di dare si trovano un numero cospicuo di letture che dopo quel fatidico 14 luglio sembrano essersi ridotte … Continua a leggere L’enigma di Monique Lange e dei pesci gatto in cerca di libertà nella Nouvelle Vague parigina
In una remota regione dell’India, nelle Western Ghats Mountains, un gruppo di scienziati ha scoperto una specie di rana piccola come la punta di un dito. La ricerca è durata 5 anni ed è stata pubblicata sul Peer J Medical Sciences Journal. La Rana Notturna Indiana, che ha origini molto antiche, tra i 70 e gli 80 milioni di anni, ha misteriosamente deciso di riapparire … Continua a leggere Intervista esclusiva alla rana più piccola al mondo per parlare della nostra autoestinzione
Devo ammettere di provare un certo imbarazzo nello scrivere questo testo, perché per farlo sto utilizzando uno strumento elettronico dal momento che sono in una sala d’attesa. Intendiamoci, non userei una Olivetti nemmeno se fossi a casa seduto alla mia scrivania, ma per lo meno digiterei sui tasti di plastica del mio portatile e non su una lastrina di vetro pigiando su flussi virtuali di … Continua a leggere Il disincanto del sapere liquido
La fine della XVIII legislatura proietta l’Italia verso inattese elezioni autunnali. La bagarre suscitata da chi accusa e addossa responsabilità a destra e a manca per la fine del Governo non coinvolge il noto esponente del PPCRCUL, l’onorevole Ciccio Imbroglio, determinato a non perdere tempo in ciance, e già al lavoro per la campagna elettorale. Vediamo quali sono le proposte, le aspirazioni e gli interventi … Continua a leggere Ciccio Imbroglio, “Le interviste che aiutano a capire la politica”
Questa storia potrebbe cominciare il giorno in cui ho sentito per la prima volta il nome di Anatole Broyard. Non che ci fossero le file fuori dalle librerie, eppure venti anni fa l’uscita di un nuovo libro di Philip Roth gettava sempre un certo senso di attesa e un briciolo di premura – Come sarà? Come non sarà? Migliore o peggiore del precedente? – anche … Continua a leggere Rinnegare se stessi per essere veramente se stessi. Il caso Anatole Broyard
Una vita modellata come un’opera d’arte, fu circondato da una fama crescente e ricordato soprattutto per l’uso frequente nelle sue opere di paradossi e aforismi geniali. Oscar Wilde, esteta raffinato e brillante conversatore, nella seconda metà dell’‘800 è conteso dai salotti aristocratici londinesi, è un dandy elegante e ricercato che conosce gli altari del successo ma negli ultimi anni di vita anche la polvere del … Continua a leggere “Non ero più il capitano della mia anima e non lo sapevo”. Rileggere Oscar Wilde per capire cos’è l’indecenza
Osservando a caso una delle fotografie nelle quali compare, Helga Maria Novak ci restituisce una duplice immagine. Gli occhi vigili, una fronte fiera e degli zigomi arcaici la mostrano come avversaria temeraria e indomabile. Con maggiore attenzione si scorgono nelle profondità di quello sguardo crepacci scivolosi, slavine imminenti pronte a travolgerti e una fragilità senza scampo. La vita di Helga Maria Novak, una delle più … Continua a leggere Helga Novak, o della poesia che nasce nell’abbandono
In queste ultime settimane abbiamo assistito a un innalzamento delle temperature, che ha messo a dura prova la nostra resistenza fisica e reso un calvario anche le azioni più comuni della nostra quotidianità. Qualcuno potrebbe essere tentato dal pronunciare un rassicurante: «Ancora un mese ed è finita…», ma i lettori più consapevoli sanno che, secondo le stime, questa non è che la prima di una … Continua a leggere La Climate Change Fiction si interroga sul ruolo della letteratura nel cambiamento climatico
Come tutti, possiedo piccoli tesori. Beni materiali intrisi di un valore che io, o la vita, gli abbiamo attribuito. Tra questi, una copia di Nuovo Sud, maggio 1969. Contiene una breve storia di migrazione costruita da fotografie di Ferdinando Scianna accompagnate da un racconto strutturato in didascalie a firma di Vincenzo Consolo.Negli anni Sessanta i due siciliani si incrociarono, certamente in virtù della mediazione di … Continua a leggere Donare vuol dire donarsi ed è la massima espressione di fiducia nell’altro
Zygmunt Bauman, uno dei più grandi intellettuali che il Novecento è stato in grado di donarci. Ideatore delle nozioni di società e amore liquidi, ha spinto l’uomo a riflettere sulla necessità di guardare al passato per affrontare e analizzare con occhi diversi il futuro. Una riflessione racchiusa sotto un’unica e innovativa voce: retrotopia. Una parola stupenda che ci fa immergere in un’altra dimensione, quella della … Continua a leggere La volta in cui Bauman ci suggerì di invertire rotta e navigare a ritroso
Vorranno segnare la tua carne con catene che spezzerai, che continuerai a sentire sotto la pelle perché la libertà dovrà passare prima sotto la pelle per poi esplodere fuori prepotente e invadere ogni cosa. Più nessuna catena terrà fermo il pensiero, la voce, l’anima destinata a volare. And we’ll feeling good. La senti l’eco della mia voce che ti scuote? Canta di una nuova alba, … Continua a leggere Nina Simone: Nella voce la libertà di chi vince ogni maledizione
“La vita è un viaggio da fare a piedi”.Bruce Chatwin Da bambino, complice un capace maestro elementare, mi sono appassionato alla storia e per un breve periodo ho creduto che da grande avrei intrapreso la professione dell’archeologo. A dare sostanza a questo mio convincimento fu l’infatuazione per figure leggendarie comparse in pagine letterarie e trasposizioni cinematografiche che poco o nulla avevano a che fare con … Continua a leggere Sulle tracce di Alessandro Magno insieme a Chatwin nel libro dimenticato di Peter Levi
Camminare in un’affollata grande città. Un labirinto di strade sconosciute nelle quali confondersi tra la gente ed i passanti, muovendosi a caso e senza una meta. Alzare lo sguardo lungo le facciate dei palazzi storici e sentirne il racconto, mentre un tram scivola lentamente sui binari di un affollato centro cittadino, non un semplice tour turistico ma una fuga dalle banalità comuni, mentre l’occhio scorge … Continua a leggere Di come il flâneur ottocentesco si è trasformato in livreur uber eats
“Forse un mondo onesto non esisterà maiMa chi ci impedisce di sognareForse se ognuno di noi prova a cambiareForse ce la faremo” Ci sono storie di mafia che straziano il cuore, storie di ribelli per amore. Penso a Felicia Impastato, a Rosa Schifani, a Francesca Serio, madre di Salvatore Carnevale, sindacalista ucciso dalla mafia. Penso, soprattutto a Rita Atria. Nata e cresciuta a Partanna, nel … Continua a leggere Rita Atria, o di come ama una vera siciliana
L’abbiamo vista sui manifesti di tutto il Paese, posare nuda a favore del referendum per l’espulsione del ministro della Felicità. Durante l’intervista al Salvatore della Repubblica, è stato fatto il suo nome ed è successo un pandemonio. Il mondo vuole sapere tutto di lei, cosa mangia, cosa ama, con chi divide le notti più fredde e a cosa si dedica nel suo tempo libero. La … Continua a leggere Intervista senza veli a Eva Curvona, ispiratrice, provocatrice, senatrice
Gli algoritmi, macchine acchiappa-trend? Un mito. Non è la formula della hit che fa il suo successo, ma il suo successo che rivela la formula. La prova è la cantante americana E se l’intelligenza artificiale (IA) avesse invaso anche la musica? Dobbiamo aspettarci presto dei veri robot al posto dei cantautori? È una delle domande che lo storico israeliano Yuval Noah Harari si pone nel … Continua a leggere Britney Spears: geniale casinista più forte dell’Intelligenza Artificiale
La bellissima scrittrice nigeriana Chimamanda Ngozi Adichie autrice del piccolo fascicolo Dovremmo essere tutti femministi, ci regala una pausa di riflessione frutto della versione rivista di un suo intervento tenuto nel 2012 alla TEDxEuston Confererence. L’autrice durante l’incontro si focalizza sull’analisi degli stereotipi nella cultura africana riportando un’attenziona particolare e meticolosa sul concetto di femminismo: Avevo il sospetto che non fosse un tema molto popolare, … Continua a leggere You say power girls, I hear feminist!
Ho spesso scritto e parlato d’amore. L’ho vissuto e lo vivo, lo provo e l’ho provato. Come tutti. Ne ho letto, moltissime volte, nelle più svariate declinazioni. Gli amori cavallereschi mi hanno sempre affascinato assai più di quelli mitologici e romanzeschi; come anche i canzonieri. Ma se mi fosse dato di fare un solo nome, al di sopra di tutti i molteplici possibili, per incarnare … Continua a leggere Pablo Neruda un lucido stupratore nel suo racconto autobiografico
Un cespuglio selvatico di capelli rossastri e un prezioso miscuglio di timidezza e ribellione, è l’immagine di una giovanissima Kerry Fox che nel 1990 si diffuse di colpo nei cinema di tutto il mondo. Si trattava di An Angel at My Table, il film di Jane Campion che di lì a poco avrebbe conquistato pubblico e critica, e si ispirava alla trilogia autobiografica della massima … Continua a leggere Janet Frame e la follia creativa nelle pagine coraggiose di chi scrive la verità
Il 25 aprile è stato eletto il nuovo Salvatore della Repubblica, il dottor Angelico Salvatore, una figura segreta che avrà il ruolo di supervisionare il lavoro del Governo e garantire al popolo italiano i diritti fondamentali per lo sviluppo dell’essere umano. Salvatore mi ha rilasciato un’intervista in esclusiva, in cui ha dichiarato di avere in mente piani adeguati per la nostra salvezza in termini sociali … Continua a leggere L’intervista al dottor Angelico Salvatore getta dei dubbi sulla nostra morale
Tzvetan Todorov fu uno dei fondatori del formalismo russo, un movimento di analisi del testo letterario che nacque negli anni Venti del secolo scorso come reazione alla pervasività dell’approccio storico e dell’ideologia marxista-leninista.Nato e cresciuto in Bulgaria, allora parte del blocco comunista, Todorov, da letterato, dovette porsi la seguente domanda: “Come parlare di letteratura senza doversi piegare alle esigenze dell’ideologia dominante?” Trovò la risposta, come … Continua a leggere Tzvetan Todorov: “Riconoscere l’umanità dell’altro è un atto di civiltà”
Sulla porta c’è un cartello piccolo come quelli dei musei, con una scritta che dice: riunione straordinaria dei ministri alle 15:30. Diamo inizio alla prima riunione straordinaria dei nostri signori ministri, urla il segretario.A prendere la parola è il ministro della difesa, che ha appena presieduto un’altra riunione (infatti usa gli stessi appunti) presso il comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza interni, esprimendosi in … Continua a leggere Indetta una riunione straordinaria per espellere il ministro della felicità
Colui che non ha mai provato un malessere per la sua vita digitale scagli il primo smartphone! Siamo tutti combattuti, a livelli diversi, tra la dipendenza da click e il fantasma dell’offline. E come se non bastasse, siamo tutti dilaniati tra i discorsi utopistici del “technological fix” (giusto per riprendere il termine coniato da Evgeny Morozov) a dire di coloro secondo i quali Internet è … Continua a leggere Ecco come Marcel Proust può salvare la nostra vita digitale
Un canarino che si poggia sulla spalla, era un ragazzino e nella Villa Comunale di Napoli questo fatto gli fece battere forte il cuore. Raffaele La Capria corse a casa, voleva raccontare lo straordinario evento alla madre, ma non seppe dire altro che “Un canarino si è posato sulla mia spalla”. Queste semplici parole però non esprimevano le emozioni provate, fu l’occasione, invece, per il … Continua a leggere La vita e la scrittura in un tuffo. Omaggio a Raffaele La Capria
Non molto tempo fa, in uno di quei rari ma cruciali momenti di passaggio che incontriamo sul nostro percorso, mi sono imbattuto in un testo teatrale che mi ha riportato in modo brusco alla giovinezza. Nel 2018 un cineasta talentuoso nonché magnifico scrittore come Christophe Honoré, nella sua commedia-tributo Les Idoles immaginava una sorta di purgatorio, nel quale si radunava un composito gruppo di artisti … Continua a leggere Le notti ferine di Cyril Collard, angelo selvaggio sotto il cielo di Parigi
Il viaggio è un topos letterario di origini antichissime. Da Omero in poi, passando per il viaggio dantesco e le peripezie del Don Chisciotte, da Robinson Crusoe a Cuore di tenebra, dai trovatori a Marco Polo, il viaggio, diversamente declinato, includendo il viaggio interiore di tanti personaggi dei romanzi ottocenteschi e non solo, ha sempre caratterizzato non soltanto la letteratura, ma la stessa natura umana, … Continua a leggere Il viaggio come fuga e approdo. Uomini sotto il sole di Ghassan Kanafani
Se ti fermi per un momento ti racconto cosa eravamo e cosa siamo diventati. Solo lunghe impercorribili scie, due, legati dal comune senso dell’ardore. Il tuo per me, il mio non so, non potevo saperlo finché non ti avrei perso. Adesso posso sapere cosa siamo stati.Tu ben messo, io figlia di una maestrina e di un istitutore. Campavo per fortuna e spesso non avevo da … Continua a leggere Ti fermi ed esci lentamente, mentre la neve ti copre le spalle. Una visione dedicata a Elsa Morante
Tanti bambini nell’opera della scrittrice. E un bimbo ha sempre bisogno d’amore, ne è sempre assetato: l’archetipo era Elsa stessa. Le gatte, feline, sinuose, misteriose, capaci di vedere al buio e di captare la luce nell’ombra. Le gatte sono un riflesso dell’anima di Elsa. Quante volte abbiamo bisogno di ripercorrere, attraversare, i nostri ricordi per poter comprendere e accettare il nostro vissuto? Con un percorso … Continua a leggere Elsa Morante: “Ed io continuavo a vivere come se fossi viva”
“I had a farm in Africa, at the foot of the Ngong Hills.” Quando ho ascoltato per la prima volta queste parole avevo quindici anni. A pronunciarle era la voce suadente di Maria Pia Di Meo che doppiava una intensa Meryl Streep protagonista nel ruolo di Karen Blixen del film La mia Africa di Sidney Pollack. Nulla sapevo allora della Blixen e della sua … Continua a leggere Karen Blixen, nel nome del padre. Condannata alla letteratura divorante degli eteronimi
Scriveva Walter Benjamin che non esiste documento di cultura che non sia anche documento di barbarie. La storia è stata scritta dai vincitori, lasciando i più nella condizione di subirla. Il documento storico non si discosta troppo dal mondo fittizio creato dalla letteratura, con la differenza che la letteratura, essendo arte che discende dal bisogno innato nell’uomo di raccontare storie, far vivere miti, può essere paradossalmente più documentale di ogni storiografia, più vera della realtà costruita dagli storici. Continua a leggere La responsabilità dell’intellettuale nella società dell’opinione
À l’âge de dix-neuf ans, je me suis rendu de moi-même en maison de repos pour bègues.« B-bonjour, fis-je, j-je cherche Madeline. Mmoi, c’c’c’est Georges Ppp… le b-bègue.– Entre, entre, mon grand, bienvenue dans notre maison de repos, tu te trouveras bien ici. Moi, je suis l’infirmière qui a le plus d’ancienneté ici. Je travaille à ce poste depuis dix longues années, et j’en ai vu … Continua a leggere Mes amies immobiles
Nelle Tesi di filosofia della storia, Walter Benjamin descrive Angelus Novus, un quadro di Paul Klee da cui trae spunto non solo per il titolo della sua opera, ma per significare l’importanza della memoria e il sentimento del tempo. C’è un quadro di Klee che s’intitola Angelus Novus. Vi si trova un angelo che sembra in atto di allontanarsi da qualcosa su cui fissa lo … Continua a leggere Il narratore e la memoria. La sfida di somigliare a se stessi nella trilogia di Tahar Ben Jelloun
(Le quinze mai du 1891 un homme d’origine scandinave, installé rue de Foresta, dans l’ancien Palais du Couvent du port de Nice, devint fou. Il fut arrêté après avoir détruit deux murs maitres et presque toutes les portes des dortoirs, aujourd’hui convertis en modernes studios pour les étudiantes d’une renommée école de commerce. Juste avant son exécution, en présence des membres du conseil médical et … Continua a leggere Les petites amies de Gaston Twssokk
Devo al crocevia di spinte composite la rivelazione di alcuni dei libri più inattesi nel mio cammino di lettore. Soprattutto devo all’inusitato incrocio tra le mie predilezioni per la Commedia all’italiana e i saggi ancora troppo poco frequentati di una scrittrice senza precedenti l’apprezzamento di una autentica gemma del nostro ‘900 letterario. In definitiva è grazie al mio trasporto per il cinema di Mario Monicelli … Continua a leggere Le pulsioni e le incertezze del Gesuita perfetto per narrare la lancinante natura umana
Storia d’amore, di tradimenti, di morte e di fantasmi lungo la costa di Posillipo, lambita dal mare di Mergellina Continua a leggere Donn’Anna Carafa: la più ricca, la più rispettata, la più temuta
Neal è l’inizio (di tutto) – e anche la fine (di tutto) – in mezzo la lettera di 16000 parole scritta a Jack Kerouac nel 1950 senza pensare, senza correggere, così di getto. “Quella lettera” senza la quale nè Kerouac nè Ginsberg sarebbero esistiti come scrittori, perché Jack non avrebbe imparato a scrivere da Neal e Ginsberg non lo avrebbe imparato da Kerouac. Continua a leggere La lettera di Neal Cassady che diede a Kerouac l’impulso a scrivere come avrebbe scritto
à la mémoire de Monsieur Duval, gardien de Roblot Durant une courte période de ma vie, à l’époque où je n’étais pas encore devenu fou, je me suis retrouvé chez Nathalie Duval, une vieille dame qui vivait au dernier étage d’un énorme édifice, où on ne pouvait entrer sans connaître les trois codes qui ouvraient respectivement la grille du jardin, la porte d’entrée blindée de … Continua a leggere Tous fous, morts ou vivants
Nun sugnu pueta Nun pozzu chiancirica l’occhi mei su sicchie lu me coricomu un balatuni. La vita m’arriddussiasciuttu e mazziatucomu na carrittata di pirciali. Non sugnu pueta;odiu lu rusignolu e li cicali,lu vinticeddu chi accarizza l’erbie li fogghi chi cadinu cu l’ali;amu li furturati,li venti chi strammíanu li negghied annèttanu l’aria e lu celu. Non sugnu pueta;e mancu un pisci greviud’acqua duci;sugnu un pisci mistinuabituatu … Continua a leggere L’ultimo cantastorie di una cultura millenaria: Ignazio Buttitta e l’emigrazione meridionale
Ero di nuovo in quella città degli opposti, solo per ritirare un pezzo di carta del quale io avrei fatto anche a meno. Avevano registrato il saggio in spagnolo presso il registro nazionale e mi era costato 544 pesos – circa 35.000 lire – insieme al mio nome, che nell’elenco degli autori uruguaiani sembrava un po’ fuori posto. Non sapevano neanche scriverlo il mio nome, … Continua a leggere Note di viaggio dall’Uruguay
“Guardare la vita in faccia sempre, guardare la vita in faccia e conoscerla per quel che è. Al fine conoscerla, amarla per quel che è, e poi metterla da parte.” Parole al vento parole che pesano come sassolini che infili nelle tasche, ti spingono affondandoti in un gorgo a metà strada tra realtà e costruzione. Tra ciò che resta e ciò che si perde, lasciamo … Continua a leggere Virginia Woolf, o di come il dolore si diluisce nell’acqua
Turni di lavoro pesanti e senza tutele, una paga misera che garantisce solo la sopravvivenza, la filanda nei primi anni del ‘900 sostituisce troppe volte la scuola e anche Tina Modotti per lo stato di bisogno della famiglia è costretta ad abbandonare lo studio per la fabbrica. Ha solo dodici anni, il padre è emigrato a San Francisco con la figlia maggiore, in cerca di … Continua a leggere Il fuoco liberatore nella vita coraggiosa di Tina Modotti
Dobbiamo aspettare fino a giovedì? Impazzirò al pensiero di non averti stasera, qui, dentro di me. Ferdinando…Oggi mi hanno fatto un massaggio, fuori c’era la musica, la gente urlava, ma nella mia stanza sentivo soltanto il lento strofinio delle mani che scorrevano sulla pelle, l’olio era caldo e mi faceva il solletico all’inizio, poi ho chiuso gli occhi e ho immaginato che fossero le tue … Continua a leggere Le lettere segrete tra Camilla Faà e Ferdinando Gonzaga
Ricordo un volto fiero e una voce incisiva capaci di far vibrare le corde emotive degli appassionati di cinema di più generazioni. Continua a leggere Lillian Hellman, o del diritto di un artista di appropriarsi di qualunque storia per raccontarla
Misterioso, sfuggente, inclassificabile il protagonista della Meccanica dei sentimenti, Giò Marealto.Flâneur disincantato (“Un ricercatore di nulla” che gira per le strade della città in piena notte in attesa di una folgorante ispirazione); straniero a se stesso (come “l’Uomo di latta nella Città di Smeraldo” non ha un cuore e non sa costruirselo da solo); libertino incorreggibile (“[Marealto] mette il viva-voce. ‘Ti aspetterò già bagnata’, risponde … Continua a leggere Giò Marealto: “Un uomo solo e una città vuota sono gli amanti più onesti che si possano immaginare”
Gli occhi di nero disciolto nel trucco impastato all’umore, i capelli arruffati dal vento che parla e non smette, una mano tiene invano le ciocche che s’infilano tra le ciglia. Norma per sempre. Il bianco e nero di un artista ferma un attimo nel tempo tenendolo intatto per sempre. Marilyn è un nome che risuona nel vuoto mentre resistono tenaci sorrisi, niente abiti da diva … Continua a leggere Norma per sempre
Il Premio Goncourt 1975 è assegnato a Émile Ajar, per il romanzo intitolato La vie devant soi. La critica sembra sorvolare sul fatto che Ajar sia uno sconosciuto, anzi, che non sia neanche un uomo fisico. Émile Ajar… la stampa ha di lui soltanto una vecchia fotografia; è un selvaggio che sfugge ogni contatto, apparentemente nessuno l’ha mai visto di persona. Continua a leggere Romain Gary, Sono figlio di un uomo che mi ha lasciato per tutta la vita in uno stato di incompletezza
I Diggers sono stati un gruppo hippy e anarchico attivo a San Francisco dall’autunno del 1966 al Giugno del 1968, quando la summer of love finì nelle mani degli “hip capitalists”, che cominciarono a fare affari con la droga, con gli spettacoli, con i negozi. Continua a leggere Ricordando Lenore Kandel: libera e anticonformista
Esiste, a Palazzolo Acreide, in provincia di Siracusa, un luogo che pullula di poesia prima ancora che di storia, etnografia e antropologia. È la Casa Museo di Antonino Uccello, poeta siciliano. Amo definirlo poeta non perché scrisse dei versi, cosa che pur fece, ma perché intrise la sua vita di poesia, se è vero che poesia significa innanzitutto poiesis, creazione. Quest’uomo, nato nel 1922, non … Continua a leggere La scomparsa del mondo contadino, “entromondo” sacrificato sull’altare dell’industria culturale
Chi è stato adolescente a cavallo degli ultimi due decenni del secolo scorso ricorderà di certo Enrico Ghezzi e Vieri Razzini. Chi poi da appassionato di cinema come me è nato e cresciuto in un piccolo centro di provincia nel quale l’unica sala esistente si trovava nelle salde mani di un parroco di non ampie vedute, sa benissimo che per assistere a film che avessero … Continua a leggere L’urgenza di essere Joe Orton
Le tegole Scroscia lentanella nottela pioggiadi Novembre. S’insinuatra le tegole rossedi quella casadove,piccolo grovigliodi capricci,ti aggiraviper i poggi desolati. T’incanti davantiai gatti chearrendevolisi scambiano sguardi. Ti meraviglidella lepre furtivache vorticosamentes’avvicinaal pollaio. Ogni anticorumoreappareper la primavolta. Bambino Bambino correvitra le distesedi rose,abbracciatoall’orodelle mimose. Piccola animaingenua,calpestaviil muschio ches’aggiravaselvatico. Muto,tra il castanodella terraspoglia. Raccontami ancora Raccontami ancoradi quando fanciullopasseggiavitra l’odoredelle moreselvatiche. Protesi alle nubigli occhitimorosi,presagio nefastodi labiligocce. Infinegiungevala … Continua a leggere Lettere al padre: versi scelti
Figura poliedrica, tracotante, esplosiva, lontana dai canoni di bellezza, investe su cosa sa fare Grassottella, dalla risata fragorosa, charmant, amava presentarsi, con i suoi immancabili cappellini, su una carrozza trainata da un cavallo bianco, a Napoli la conoscevano tutti. Fin da bambina dichiarava che non amava giocare con le bambole, preferiva di gran lunga le trottole perché rimangono in equilibrio tra sogno e passione, proprio … Continua a leggere Matilde Serao: un miracolo artistico ed esistenziale
La cosa che amo di più al mondo è la mia libertà(Virginia Oldoini Contessa di Castiglione) C’era una volta una bambina graziosa che si affacciava al mondo consapevole di quanto uno sguardo dosato bene avrebbe potuto essere potente quanto un’arma, e quell’arma imparò ad usare fino al percorso in cui come parabola discendente non cedette a sé stessa nascondendosi per dimenticare lo scorrere del tempo… … Continua a leggere Virginia Oldoini Contessa di Castiglione: la donna più bella del reame
Il noto scrittore e umorista Ennio Flaiano, mente brillante ed ironica del nostro secondo ‘900, sosteneva che si potesse leggere un libro in tre modi. Con disattenzione per ingannare il tempo di un viaggio o per colmare un vuoto temporale che ci rende ansiosi, noia, abitudine oppure orrore del vuoto, fate voi. Se si tratta di un libro di successo che avremmo voluto scrivere, la … Continua a leggere Il tempo della lettura o la lettura del tempo
Le donne di Tiziano: una riflessione sul potere e il suo canone estetico.Il canone che definisce l’idea di bellezza si è continuamente modificato nel corso della storia. Quello rinascimentale è probabilmente il punto più alto che sia stato raggiunto, tanto che l’armonia delle forme, il colore vivido dei tratti, il porre la figura umana al centro, ha costituito un punto saldo non solo della storia … Continua a leggere La donna e il suo corpo nella cultura patriarcale
Esistono voci ficcanti in grado di far vacillare le pareti del conformismo più celato, sguardi sottili capaci di valicare i veli più minuti dell’ipocrisia che le nostre convenienti narrazioni hanno messo in piedi per preservarci dal cambiamento e quando una di queste voci si incarna nella scrittura insofferente e nervosa di un talento fuori del comune, non si può fare altro che allacciare le cinture … Continua a leggere Janet Malcolm: oltre l’etica, il diluvio
In questo ultimo periodo i miei bambini sono stati ammalati e, proprio come quando erano neonati, mi sono fermata a riflettere sul carico di superpoteri che viene richiesto a una madre. Mi sono ritrovata a riflettere, accompagnata dalla lettura di Circe (di Madeline Miller), sulla forza, la tenacia e l’inarrestabilità che le mamme riescono a tirar fuori, come coniglio dal cappello del mago, quando si … Continua a leggere Le mamme sole con partita Iva di Madeline Miller
Esiste nella memoria della mia infanzia di spettatore dei classici del cinema una immagine di bellezza spavalda che devo a Luchino Visconti. In Ossessione, suo film d’esordio del 1943, un giovane Massimo Girotti quasi vestito di stracci si presenta preso dai morsi della fame nella locanda di proprietà del marito di Clara Calamai: la cinepresa gli va incontro, quasi lo assale come se desiderasse divorarlo … Continua a leggere La morte della bellezza, il romanzo dimenticato di Giuseppe Patroni Griffi
“Non vediamo le cose per come sono. Le vediamo per come siamo” Amabile Parigi ha un’aria ovattata e un suono ancestrale che culla, che sale dal ventre della terra e che avvolge. Il vento carezza, la sua compagnia non mi lascia mai, non mi fa mai sentire da sola. Alzo la testa ed il cielo è più basso e più scuro, il lungosenna grigio rimane … Continua a leggere Anaïs Nin: Resteremo così tra fogli e lenzuola
Una zona di Napoli, un groviglio di case costruite ai limiti delle paludi, con le vie sporche e buie, i vicoli che formavano un intrico di incroci, anditi, portici scuri che si incastravano torcendosi come un budello: era questo il “Buvero”, il Borgo di Sant’Antonio. Poco lontano Piazza Mercato, un enorme slargo di forma semicircolare sovrastata da una cupola, circondata da edifici che ospitavano a … Continua a leggere Bernardina Pisa: virtuosa, rivoluzionaria, peccatrice
Il volto di Anna Magnani, sguardo profondo e attento, borse e occhiaie perenni, un sorriso raro, che quasi sempre sfocia nella sua nota risata, specchio di umanissima unicità, non può che essere amato.Anna Magnani era una diva sui generis in primo luogo per la sua fisicità. Fianchi larghi, seno abbondante, capelli corvini, risata ruggente, naso pronunciato, occhi nerissimi. Poi per il suo carattere guerrigliero che … Continua a leggere Anna Magnani, una donna invasa dalla furia di dare, di amare e di essere amata
Noi napoletani, si sa, siamo uno dei popoli più superstiziosi in Italia. La nostra cultura trasuda di proverbi, di credenze, di scongiuri e anche di figure mistiche che vanno al di là del pensiero logico. La Napoli di sotto, la Napoli di sopra, i tanti vicoli, accolgono leggende e racconti fatti di tenebre, esoterismo e misticismo che vengono tramandati di generazione in generazione. Una leggenda … Continua a leggere Da Meridiana a Bella ‘Mbriana per l’ora più luminosa del giorno
Ero da tempo un appassionato lettore dei romanzi di Muriel Spark quando dieci anni fa ebbi l’occasione di incontrare per lavoro un editor che l’aveva conosciuta. Saputo della mia infatuazione per i libri dell’autrice, una sera a cena in un ristorante di Bologna questo signore mi raccontò di come, prima della scomparsa di Muriel Spark, fosse solito passare i sabati pomeriggio nella casa toscana in … Continua a leggere Le donne fiere, indipendenti e consapevoli di Muriel Spark
Ci sono urla che non trovano spazio, restano incollate dentro, tra le pareti della propria anima, rimbalzano da una parte all’altra. Molte come onde sugli scogli, sbattono così forte da creare piccole fratture e allora può succedere che si riversino fuori, che inondino un altrove, che riescano a trovare una forma umana diventando sinuosa musica, qualche volta pasta densa su una tela, altre volte ritmo … Continua a leggere Sylvia Plath, “Parlo a Dio ma il cielo è vuoto”
Un bruco che si trasforma in farfalla, Ovidio e le sue Metamorfosi storia del mondo che racconta l’infinita successione di forme nella realtà, dal Caos primordiale fino ai suoi giorni, un Gregor Samsa che si risveglia al mattino trasformato in scarafaggio in un celebre racconto di Franz Kafka, l’acqua che diventa ghiaccio o le sostanze chimiche che variano nella loro composizione con la formazione di … Continua a leggere La bellezza della natura e dell’essere umano come vera arma di transizione
Il blues è uno stato d’animo, una forma poetica ed espressiva, una struttura musicale, e solo in seguito un genere musicale che ci fa pensare a B.B.King, Elmore James, John Lee Hooker, Skip James, Buddy Guy, Howlin’ Wolf, per citare alcuni nomi.Il blues nasce dallo sfruttamento e dalla segregazione razziale degli Stati Uniti. Nei campi di cotone, sottoposti a un lavoro massacrante, vittime di violenze … Continua a leggere L’esorcismo musicale dei diavoli blu
PremessaQuincas Borba era un folle visionario, un personaggio letterario memorabile perché delle sue idee, anzi, da tutte le sue parole, traspare qualcosa che ormai non esiste più: l’individuo, con le sue manie, le sue paure e la sua incredibile capacità di non prendere nulla sul serio.Quello che segue è un breve estratto della sua storia, o di quella del suo cane, se preferite, che portava … Continua a leggere Quincas Borba: “Ai vinti odio o compassione; ai vincitori, le patate”
La donna che non accetta, che dice no, è questo il significato recondito del nome della scrittrice camerunense Geneviève Makaping, è lei stessa a svelarcelo all’inizio del suo saggio autobiografico dal titolo incisivo di Traiettorie di sguardi. E se gli altri foste voi? Geneviève Makaping è una donna perfettamente integrata nella realtà italiana, nella quale vive dal 1988, qui ha conseguito il dottorato di ricerca … Continua a leggere Geneviève Makaping come Jhumpa Lahiri, per raccontare in italiano lo sguardo migrante al femminile
Quando Pirandello incluse alcune pagine dedicate al Don Chisciotte nel suo saggio L’umorismo, lo fece in un capitolo intitolato L’ironia comica nella poesia cavalleresca.Egli rintraccia nell’opera di Cervantes il sentimento del contrario posto alla base dell’umorismo. Don Chisciotte, nota Pirandello, è animato da un’unica aspirazione: la giustizia. “Coraggio a tutta prova, animo nobilissimo, fiamma di fede; ma quel coraggio non gli frutta che volgari bastonate; … Continua a leggere Che rapporto abbiamo con la nostra coscienza? Appunti sul Don Chisciotte
by Stéphan Lambadaris Is Frankenstein the work of one author alone? In that question, two words need defining: “work” and “author”. First, a work is not just a book, not just a novel; it is above all an entity composed of many things, including the productions derived from the original text. In the case of Frankenstein, the novel was the first version of the work. … Continua a leggere Authorship and authority: Frankenstein and its French translation
di Stefania Castella Sono qui, al buio, nel momento mi sento più felice. È molto tempo che il buio mi rende felice ed è strano perché per tanti anni avvolgersi nel buio, cercare la quiete, magari il dormiveglia m’è sempre sembrato uno spreco di tempo. Oggi il tempo ha un altro valore, un altro suono, altri odori, altre dimensioni, oggi nel buio che non è … Continua a leggere Alda Merini: Non sapevo cosa fosse un manicomio prima di varcare quella soglia
Ai miei cari amici Andrea e Rosaria La carpa è un pesce forte, un animale coraggioso che si batte fino alla fine, non come gli altri pesci, la sua forza è mentale, è nel coraggio, negli occhi piccoli che chiude per tirare più forte. La lotta è reale, è una questione di vincere la propria vita, da un capo e dall’altro della lenza: un giorno … Continua a leggere L’uomo e la carpa
«Ciao Franco.»«Che fai?»«Ho appena finito di cenare. E tu?»«Sto passeggiando. Ho incrociato Ludovico.»«Ah.»«Devi deciderti a lavorare come burocrate. Giusto qualche mese. Sarà meglio per te, ti faranno attraversare il muro. Hai capito, Gesualdo? Diventa burocrate, solo per pochi mesi.»«Grazie dell’interessamento, ma preferisco di no. Hai saputo della costruzione dei nuovi muri e della reclusione su tutte le isole?»«Boh… Non so.» La telefonata aveva guastato la … Continua a leggere La nave dei folli
Ciuffi di nuvole bianche punteggiano un cielo lindo che fuga ogni malinconia. Oltranze irriducibili di speranza, presagi favorevoli, puntuali fronde verdi che ondeggiano al vento. Che si canti la gioia ogni tanto, nell’armonia accesa di un vago sentore di sud che introduce le infiorescenze primaverili dell’anima. Il respiro di questo giorno entra nelle vene con la consueta sobrietà di un ritmo che si trascina, monotono … Continua a leggere Appunti per una rivoluzione sentimentale
Altri muri in costruzione, sparsi ovunque. Tra pochi giorni un nuovo muro avrebbe diviso il barbiere di Gesualdo dal suo quartiere. Doveva sbrigarsi, se voleva tagliare i capelli. Considerò l’ipotesi di lasciarli crescere a dismisura e diventare, come un ribelle dei tempi andati, un hippy, un capellone. Ma poi decise per una chioma più corta, almeno per il momento, e dunque doveva affrettarsi. Da lì … Continua a leggere I capelli crescono anche di notte
Incontrai per la prima volta Vincenzo Consolo a Sant’Agata di Militello nel 2004. Avevo appena compiuto 24 anni. Gli avevo scritto una lettera piena di passione dopo averlo scoperto, grazie a Giulio Ferroni, studiando il terzo corso di letteratura italiana all’università. Mi rispose, certo grazie all’aiuto di sua moglie Caterina, con un’email commovente; email che ancora conservo. Mi infatuai immediatamente della sua scrittura, che mi … Continua a leggere Vincenzo Consolo, “La letteratura è sempre politica”
Viviamo in epoca postmoderna. Trovo che una teorizzazione e definizione completa di postmodernismo si debba a Frederic Jameson, autore del libro Postmodernismo. Ovvero la logica culturale del tardo capitalismo, in cui l’autore non solo definisce storicamente il tempo in cui viviamo, ma ne traccia un quadro culturale completo. A caratterizzare l’epoca del libero mercato è la frammentazione dell’individuo: “la società dei capitali e il trust … Continua a leggere Postmodernismo, ovvero la logica omologante del tardo capitalismo
Quando si parla di reale ci si deve soffermare in prima linea sul triplice significato che questa parola ha al suo interno. Il reale, infatti, è costituito, come magistralmente afferma Agnés Varda (regista e fotografa belga) durante un’intervista con Cecilia Mangini (prima documentarista italiana) da: reale stesso, realtà e rappresentazione del reale. Giorgio Caproni, poeta novecentesco troppo spesso dimenticato dalle antologie scolastiche, sapeva perfettamente cosa … Continua a leggere Giorgio Caproni: Tutto è relativo, la realtà è la più grande delle utopie
Mi chiamo Silvana, ho trentanove anni e vivo a Montevideo, più precisamente nel barrio Nueva París. Qui sono nata e cresciuta, e qui ho trascorso momenti terribili e meravigliosi.È un quartiere molto umile, ma grazie alla solidarietà del vicinato ho imparato ad amarlo così com’è: un simbolo della produttività di altri tempi, con le sue fabbriche e le sue concerie ormai chiuse. Un letto per … Continua a leggere Io sono il nido della vita, sono il seme inviolabile, sono il cuore millenario della mela
Al numero 777 della Piccola Biblioteca Adelphi corrisponde un titolo che mi sta molto a cuore, Sotto gli occhi dell’agnello, di Roberto Calasso, pubblicato postumo. Ho letto diverse opere dello storico direttore di una delle poche vere case editrici italiane, e li ho sempre custoditi in un angolo privilegiato della mia biblioteca piccola. Ho cercato di seguire il suo esempio dedicandomi a questo mestiere maledetto, … Continua a leggere Il libro postumo di Roberto Calasso apre un varco tra il bene e il male
Letizia Battaglia non si definiva fotoreporter, né tantomeno fotografa di mafia. A dire il vero, lei non si definiva nemmeno fotografa, ma, semplicemente, una persona che scatta fotografie. La sua umanità traspare in ogni fotogramma. Scattava senza teleobiettivo avvicinandosi il più possibile al soggetto, usando, magari, il grandangolo. E per fare questo, stabiliva un legame empatico con i protagonisti dei suoi scatti, che sono soprattutto … Continua a leggere Palermo la rossa, la bambina. L’arte di Letizia Battaglia
“Una possibilità alternativa è quella di incontrarci nel parco oltre la vallata, quello con in basso dei pini e il torrente.”“D’accordo, ti chiamo tra poco, così ci mettiamo d’accordo meglio.”Gesualdo, dopo aver letto l’email di risposta, guardò il telefonino accanto al computer in attesa che Margherita lo chiamasse. L’aria chiusa non era più sicura e così le aveva proposto un luogo all’aperto, un boschetto isolato … Continua a leggere Colui che sceglie
Occorre amare i viaggi e coltivare il desiderio dell’Altrove, non sarà allora difficile trovarsi a Parigi, in un viaggio che soltanto dopo apparirà nella sua luce effettiva. Accade a un giovane Tabucchi che studente di Filosofia alla Sorbona di Parigi decide di rientrare in Italia per seguire studi letterari a lui più congeniali. Per questo viaggio acquista su una bancarella un libro da leggere in … Continua a leggere Antonio Tabucchi, “Mi piacerebbe avere diverse possibilità di esistere in questo mondo”
«Gesualdo!»Gesualdo, seduto su una panchina del lungomare, tolse le cuffie dalle orecchie. Il suo vecchio amico Giovanni era di fronte a lui.«Ciao Giovanni.»«Cosa ascolti?»«Il Mondo della Luna di Haydn. Sto leggendo questo libro di Paul Auster, il brano è citato lì.»«Hai pranzato?»«Sì. Ristorante La panchina… Ho comprato, in un locale oltre la strada, del dentice in umido con cipolla dolce. L’ho mangiato in una vaschetta, … Continua a leggere Il Mondo della Luna
Nedzad Maksumic è un poeta sopraffino.Il disincanto e l’ironia che contraddistinguono i suoi versi sulla guerra lo rendono unico, a tratti spietato, a momenti lucidamente, beffardamente e consapevolmente cinico.Nel proliferare pubblico di versi sulla o contro la guerra, in questo momento storico in cui ci preoccupiamo, e giustamente, per le vicende russo-ucraine, il fenomeno della tautologia da tastiera imperversa nelle raffiche di significanti sparate senza … Continua a leggere Nedzad Maksumic, ovvero la poesia è una roba serissima, quella di guerra è quasi sacra
Oggi spero di essere leggera ed esilarante come lo scrittore di cui vorrei parlare, mirando dritto al cuore della cultura irlandese. Flann O’Brien è ahimè poco noto in Italia, benché sia stato pubblicato varie volte da alcuni colossi della nostra editoria. Lo scoprii meno che ventenne, e lo trovai gustoso e pericoloso, per la dipendenza che può creare, esattamente come una pinta di Guinness. Autore … Continua a leggere Flann O’Brien: La sostenibilità della leggerezza
Sono Niara. Sono africana. Sono nera.Il mio nome è di origine swahili, significa “colei che ha grandi propositi”, e ne avevo, prima che il mio padrone mi uccidesse. Fui venduta moltissimi anni fa a dei bianchi che mi tennero come schiava in una missione europea, in Spagna più precisamente. Lavoravo notte e giorno, ricordo che ero giovane e bella, e vedevo con molta pena le … Continua a leggere Storia di Niara, schiava vergine venduta ai bianchi
La primavera non l’ho trovata tanto nei campi o, diciamo, in un Botticelli quanto in una piccola icona rossa della Domenica delle Palme.Così pure un giorno, l’ho sentito il mare guardando una testa di Giove. Quando scopriamo le segrete relazioni dei concetti e li penetriamo sin nel profondo arriviamo a un’altra forma di chiarezza che è la Poesia.E la Poesia è sempre una, come uno … Continua a leggere Torna Ulisse, alle tue radici
Ho quarant’anni, ho sonno, mi fa male la schiena, a volte soffro di allucinazioni. Mi guardo nello specchio dell’ingresso, mentre i vicini corrono su e giù per le scale come stambecchi isterici col sale sulla lingua, e mi sfilo la cravatta con tutta la pesantezza del mare che mi porto in corpo. Questo era il pensiero fisso, ogni mattina, quando tornavo a casa, vivo per … Continua a leggere Estetica del veilleur de nuit
La fotografia ha rivoluzionato il modo in cui l’essere umano si esprime artisticamente. È un fatto. Ma, soprattutto, ha sollevato la questione relativa alla definizione di arte e oggetto artistico. Qual è il confine tra arte e tecnica? Una questione quanto mai attuale in un’epoca in cui la tecnica e la scienza fanno da padrone e in cui, allo stesso tempo, si moltiplicano gli artisti, … Continua a leggere La fotografia come arte della tecnica
«Sai come sta andando?»«Dicono che costruiranno altri muri.»«Dove?»«Un po’ ovunque. Ma le notizie certe si sapranno stasera.»«Eh, il regalo per la notte dell’Epifania.»«Già. Povera Befana, la cara vecchia strega.»«Epifania… Ciò che si manifesta… La divinità che appare.»«Qui invece appaiono i mostri. E di nuovo, a proposito della Befana, è caccia alle streghe.»«Aggiungici pure il sacrificio del capro mandato fuori dalla comunità, nel deserto, per espiare … Continua a leggere La strega e il capro
Perché Van Gogh firmava le sue tele soltanto col nome? Perché rifiutò di integrarsi in una società che, così come lo distrusse, avrebbe potuto dargli la gloria artistica che meritava? E perché, dopo aver venduto un solo quadro nell’arco della sua carriera, quest’artista non ottenne niente di meglio che un anonimo e solitario suicidio? Continua a leggere Vincent Van Gogh, Non sono stato bravo neanche ad uccidermi
Nel cuore dell’Europa, oltre due secoli fa, la Grande Armata di Napoleone e l’esercito russo dello zar Alessandro I di Russia si fronteggiarono in quelle che vengono ricordate come le guerre napoleoniche, lunghe ed estenuanti. Ad Austerlitz nel 1805 vinse il primo, nel 1812 la vittoria di resistenza dell’esercito russo guidato dal generale Michail Kutuzov a Borodino, oggi in Repubblica Ceca. Eppure, oltre al dato … Continua a leggere Sanzioni culturali alla Russia. Dalla cultura che abbatte i conflitti alla cultura del conformismo intellettuale
La musica Jazz, insieme al Blues, è stata, nella storia, un punto di crocevia di culture, epoche e credenze, di grandissima importanza.Haruki Murakami, nel 2017, ha reso pubblica la sua personale playlist su Spotify contenente la sua collezione privata di brani Jazz. 220 ore di ascolto.Murakami non ha certo bisogno di presentazioni, ma per chi non lo conoscesse è importante sapere che nella sua vita … Continua a leggere Il Jazz nella scrittura di Murakami e Pavese. Ispirazione, fragilità e bellezza
John Coltrane era un musicista umile, che a lungo si fece le ossa suonando rhythm and change, un genere derivato dal blues. Suonò con Gillespie in epoca bebop, ma fu con Miles Davis che gettò le basi di un futuro volto a lasciare un segno indelebile nella storia della musica e dell’immaginario collettivo, quando fu chiamato a sostituire al sax tenore Sonny Rollins. Non intendo … Continua a leggere La carica spirituale nell’amore supremo di John Coltrane
Finnicella fu la prima fattucchiera sul suolo italico a essere bruciata poiché sospettata di essere una strega. Correva il giorno 28 giugno 1424.Naturalmente la location ideale per cominciare una mattanza, basata quasi esclusivamente sul pregiudizio e sulla superstizione, non poteva che essere Roma. La città eterna, sì, ma non per tutti, evidentemente, specie per coloro che erano in odore di combutta col diavolo. La procedura … Continua a leggere Dante Alighieri e le fattucchiere
Mentre Milan Kundera scriveva che la vita è altrove, Bohumil Hrabal riusciva a rappresentare questo “altrove” attraverso il rumore invisibile delle parole, e queste diventavano materia pesante sulle spalle del protagonista del suo libro più tuonante: Una solitudine troppo rumorosa.Quando, nel 1976 circa, Hrabal ha scritto questo racconto, non si è accontentato della prima stesura, né della seconda. L’ha scritto dapprima con lo stile del verso libero di Apollinaire, … Continua a leggere Bohumil Hrabal, o il movimento fondamentale del mondo
Sguardo dolce e acuto, capelli bianchi, eleganza semplice, una piccola signora d’altri tempi, abbiamo imparato a conoscerla così, schiva alle domande dei giornalisti, decisa a rimanere in silenzio, un’assenza di suono che ritroviamo nelle sue poesie, come parte fondante della loro creazione poetica: «Per me la poesia nasce dal silenzio», quello del foglio bianco. Dieci anni fa moriva Wisława Szymborska, nata a Kórnik in Polonia … Continua a leggere Wisława Szymborska: La poesia del silenzio stupefatto
Correva il 2020, quando Carmelita Moroni, carneade umbra della letteratura di genere avventuroso, nata intorno al 1667, si prendeva la sua inaspettata ribalta guadagnandosi la prima pagina ligure de La Stampa, oltre a un bello spazio nelle pagine interne. Carmelita, chi era costei? L’ennesima figlia di un corsaro. La seconda di quattro eroine letterarie tutte riconvertite dalla comoda vita di corte ai mari infestati dai … Continua a leggere Com’è donna, l’avventura
Paul Éluard è un surrealista atipico, che non si lascia sedurre dalle lusinghe del sogno, dell’inconscio, né dai giochi di parole. Marxista utopista può essere definito dal punto di vista politico, ma senza perpetuare l’errore di critici e intellettuali novecenteschi che, intruppati in un’ideologia irrigiditasi nel suo percorso storico, non riuscirono a leggere fino in fondo la carica rivoluzionaria della poesia eluardiana. L’ideologia non è … Continua a leggere Paul Éluard: L’amore è scandaloso, è un azzardo, un salto nel buio
Aperta, onesta e lucidissima è stata la testimonianza di Pasolini, con il suo impegno di uomo e di intellettuale in difesa e affermazione della sua radicale diversità, spesso anche in dibattimenti pubblici e giudiziari. Continua a leggere Il valore della verità e della realtà: L’ultima lettera di Pasolini a Eduardo
di Franco Malanima Juan Rodolfo Wilcock era uno scrittore argentino, amico di Borges, Bioy Casares e Silvina Ocampo. Ecco come parla di loro in una sua nota del 1967: «Borges rappresentava il genio totale, ozioso e pigro, Bioy Casares l’intelligenza attiva, Silvina Ocampo era tra quei due la Sibilla e la Maga, che ricordava loro in ogni sua mossa e in ogni sua parola la … Continua a leggere Juan Rodolfo Wilcock, o della sprezzatura per i beni materiali
Il linguaggio è il mezzo della comunicazione quotidiana e, al contempo, dell’espressione artistica. Assumerlo acriticamente significa porsi nel solco della cultura del potere, significa consumare lingua, produrre lingua, come si consumano e producono tante altre merci; significa porre il fatto artistico sotto l’egida del potere. Assumere acriticamente un genere letterario, senza la coscienza della sua evoluzione, senza contestualizzarlo, senza storicizzarlo, significa mercificarlo. Un autore siciliano … Continua a leggere Responsabilità linguistica, ovvero l’arte come coscienza e incoscienza, tessuto e strappo
Il 29 marzo 2020, al tramonto, ho cominciato a scrivere queste righe, seduto al tavolo di casa, in Toscana. Di fronte a me vedo la costa tirrenica, il golfo e un piccolo molo, e il mare un po’ increspato, di un azzurro metallico. Qualche gabbiano in cielo. La vicina strada e la spiaggia sono deserte. Silenzio e vuoto vissuti nelle trascorse settimane in una sorta … Continua a leggere Inspirazione espirazione: Il flusso della vita
Premettendo che nei libri di scuola si parla per centinaia di pagine del Manzoni e del Leopardi e si dedica sì e no un paragrafo e mezzo a questo movimento che si oppose in realtà al perbenismo degli autori romantici italiani, alla loro attaccatura morbosa alla donna intesa come oggetto e alla loro maniera di trasformare ogni amore in una specie di tragedia, mi sono … Continua a leggere Follia fantastica nella Scapigliatura milanese
In questo momento a dir poco distopico della nostra storia, non ci è permesso di dire molto. Qualunque battaglia personale, anche la più nobile, è una battaglia inutile, perché viene incanalata in altre direzioni per servire ciniche logiche di potere e di mercato. Continua a leggere La poesia come forma di resistenza
Portava i capelli corti, un taglio da uomo che si faceva fare espressamente da un barbiere del Panier, rue de l’Evêché, accanto al forno della grossa signora marocchina, dove da bambina rubava le navettes all’anice, Marsiglia, città di gente libera e di capelli liberi, fino all’età di vent’anni non li aveva lasciati crescere. Come tradurre la parola navettes senza spiegare che sono dei biscotti? Perché nel testo … Continua a leggere Tradurre un romanzo è un lavoro di ascolto
Si parla da un po’ di anni della fine del romanzo come genere letterario. Ciò costituirebbe un problema evidente: il romanzo, sin dalla grande invenzione dell’ “io” e della sua ricerca, a incominciare forse dal Don Quichotte di Miguel de Cervantes, ha rappresentato per l’Europa e per noi europei uno specchio del reale, uno specchio non fedele e colmo di abbellimenti, di riccioli dorati e guance rosa, … Continua a leggere La fine del grande romanzo europeo
In questo momento particolarmente tragico della storia umana abbiamo ben altro a cui pensare. Il male che muove il complicato e illogico sistema in cui viviamo ci lascia poco spazio per l’immaginazione e per l’amore per le cose belle. Ci hanno insegnato il gusto per il brutto, l’odio, il razzismo, la competizione spietata, l’affannosa corsa verso l’eccellenza che poi alla fine non esiste (l’eccellenza è … Continua a leggere La letteratura è ribellione per stare bene, non costruzione per far stare bene
Su come scrivere, neanche il padreterno in persona può darti indicazioni. L’unica scuola per imparare a scrivere è leggere. Tutto il resto viene dopo. Continua a leggere Per chi scrive un romanzo
Da quando ho iniziato questo mestiere – intendendo per “inizio” la data della prima pubblicazione, tanto per sceglierne una – non c’è stato un solo giorno, un solo minuto, in cui non abbia dubitato di quello che facevo. Tutto ciò che ho scritto, è stato il frutto della mia paura di non riuscire a scriverlo. Non so se è chiaro il gioco di specchi. Non … Continua a leggere Per scrivere romanzi bisogna avere paura del buio
Quando parliamo di traduzione, lo facciamo spesso pensando alla nostra lingua, il nostro paese, il nostro piccolo mondo, e poi alla lingua del testo originale. Ci poniamo cioè in una posizione di non-originalità, come se tradurre, importare un testo, significasse un po’ rubarlo dal suo universo linguistico e prostituirlo al nostro. Ciò che non facciamo così di frequente è pensare a quel testo come a … Continua a leggere Tradurre vuol dire tradire: riflessioni sulla traduzione letteraria
Esistono due tipi di vite: una piena e una vuota. La vita letteraria è piena. Si coltiva lungo un sottile confine tra il reale e il verosimile, non è fatta di chiacchiere, è avventurosa, eretica, passionale Continua a leggere La vita e la letteratura del popolo di narratori sordi
di Franco Malanima Inizi quando hai l’età sufficiente per fare di testa tua e non ascoltare i consigli di chi dice di volerti bene. Ti chiudi in camera a contarti i brufoli e ti ribelli all’insensata ingiustizia che è calata su di te da quando hai compiuto quindici anni e nessuno al mondo riesce a comprendere quanto è devastante il male di cui devi liberarti. … Continua a leggere La solitudine degli scrittori italiani
Secondo Edmund Wilson, non esistono due persone al mondo che abbiano letto lo stesso libro. Non solo. Col passare degli anni, la stessa persona sviluppa con questo strano oggetto una relazione differente Continua a leggere “Il sole dei morenti”: Quel confine sottile così
Madre, morta da solamadre, che ridevi con gli occhi gonfiche rassicuravi i tuoi pazientimentre toglievi il disturbo, discreta. Madre segreta di un popolo interomadre silente, madre penosamadre, che aspettavi il tuo turno senza paura. Nei campi al paese ora corrisulla tua bicicletta di onice e avorio nei vicoli antichi di pietre e ortichescivoli forte col tuo bel viso. Madre tra tutte la più premurosache mi curavi … Continua a leggere Poesia per mia madre
Oggi mia madre è morta, oggi è morta l’umanità, mi ripetevo. E la gente, con quelle faccione gonfie dopo il cenone di capodanno, rideva, ve lo giuro, rideva Continua a leggere Oggi mia madre è morta, oggi è morta l’umanità