Una notte, al telefono con Joan Baez
Il telefono squilla. Joan accende la luce, guarda la sveglia e maledice chiunque la stia chiamando. Continua a leggere Una notte, al telefono con Joan Baez
Il telefono squilla. Joan accende la luce, guarda la sveglia e maledice chiunque la stia chiamando. Continua a leggere Una notte, al telefono con Joan Baez
Così, mentre Carlo era sul punto di tornare indietro, tirando calci ai sassi sparsi qua e là, dei passi si affrettavano per la via. Era l’inconfondibile rumore di tacchi che tante volte aveva udito in casa, quando la madre e la sorella rientravano da lavoro. Continua a leggere L’amore della Vecchia
La piazza a quell’ora del giorno era quasi vuota. Le panchine erano per lo più occupate dai vecchi che discutevano di quanto fosse sporca e mal ridotta quella zona, inammissibile continuare a tollerare tanta incuria nella gestione dei luoghi pubblici. Continua a leggere Abramo entra in chiesa
Per disgrazia o per fortuna “raccatto” libri, li prendo dovunque: dalle biblioteche quando sono in omaggio, dai mercatini, online, offline, dai siti dell’usato, in prestito, in regalo… Insomma, dovrei cominciare a darmi una regolata. Continua a leggere Marina Cvetaeva: Fuori dal tempo, in ascolto…
La campagna, vista dal treno, era una imponente macchia verde e gialla, che a Goffredo Parise ricordava alcuni vecchi quadri visti tanti anni prima a Parigi, in una viuzza che aveva l’odore stagnante della povertà e della malattia. Continua a leggere Fuori da tutto. Sulla figura anticonformista di Goffredo Parise
Solitamente la fine di una serie tv, di un film o di un romanzo produce in me una strana apatia che segna quel momento proprio di ciascuno che termina una storia: Continua a leggere La fantascienza come desiderio di un altrove o etichetta di genere?
Ho terminato di leggere L’edera di Grazia Deledda nella Cattedrale di San Marco, a Latina. Era una giornata grigia e l’idea di leggere le ultime trenta pagine in completo silenzio mi affascinava perché sentivo che il tema ben si accordava con l’atmosfera che sempre mi dona un luogo spirituale. Continua a leggere Il problema di Dio
Leggere due delle ultime raccolte di Umberto Saba – Uccelli del 1948 e Quasi un racconto del 1951– fa male. Spesso ce lo raffiguriamo con la coppola e la pipa, proprio come dovrebbe essere un poeta. Ma su Youtube c’è un video che risale al 1956, in cui l’autore triestino legge il proprio Canzoniere. Potrebbe essere una persona qualsiasi: vecchio, stanco e malato. Potrebbe essere … Continua a leggere La visione ornitocentrica di Umberto Saba
In un mite ottobre di qualche anno fa, un professore di filosofia disse che i filosofi non dovrebbero scrivere romanzi, perché i risultati potrebbero essere davvero pessimi. Pronunciò queste parole con fare beffardo e ironico, compiaciuto della propria battuta.Quel professore si guardò intorno cercando consenso tra gli stimati colleghi, i quali, in nome di una pacifica convivenza, decisero di sorridere e annuire. Chi sa cosa … Continua a leggere Superare i limiti della filosofia grazie alla letteratura