Ricordi come il primo giorno

“Gli occhiali, dove sono gli occhiali? Come faccio senza i miei occhiali”.“Per favore torniamo, il mare si è ingrossato, pioverà, rientriamo dai”.“Ho bisogno dei miei occhiali, io devo sistemare i miei appunti, non vado da nessuna parte senza i miei occhiali”.Da nessuna parte. Ecco dove andiamo da nessuna parte.Mi rassegno, siedo sulla sabbia che mi accoglie dura mentre sbuffo, mi tuffo nel ristoro di una … Continua a leggere Ricordi come il primo giorno

Vita e morte di Mademoiselle Sagan

Negli ultimi tempi, Eléonore sostava sempre più spesso davanti allo specchio. Con un occhio ispezionava il suo viso, l’altro lo puntava sull’immagine riflessa di Sébastien che immancabile poltriva sul divanetto alle sue spalle. Sono vecchia, rimuginava tra sé. Anche Sébastien ormai ha perso la sua freschezza, continuava a ripetersi a fil di voce, certa che il fratello non la stesse ascoltando. E adesso, come faremo? … Continua a leggere Vita e morte di Mademoiselle Sagan

Ronald M. Schernikau, lo scrittore morto troppo presto al di là del muro

La sera del debutto, Ronald tremava all’idea di salire su quel palco. Tremare, io? Ronald se lo ripeteva come una cantilena alla quale aveva dato il ritmo di un pezzo di Bowie. Non poteva avere paura, Ronald. Non aveva mai temuto niente e nessuno, lui. Sarebbe salito sul palco e si sarebbe esibito, un po’ Sally Bowles e un po’ Ziggy Stardust! Quello era il … Continua a leggere Ronald M. Schernikau, lo scrittore morto troppo presto al di là del muro

Elizabeth Taylor, la scrittrice che visse e morì al secondo posto

Quando Elizabeth aveva incontrato John per la prima volta, non aveva realizzato che sposandolo e acquisendo il suo cognome avrebbe dato origine a un bizzarro incidente del destino. Da giorni giaceva spossata nel letto della camera che divideva con John da quattro lunghi decenni e osservando la campagna inglese dalla sua finestra, ancora non le pareva possibile che di lì a breve avrebbe dovuto dire … Continua a leggere Elizabeth Taylor, la scrittrice che visse e morì al secondo posto

Il rifugio, ovvero come capita di non conoscersi

Chi gestisce alberghi di montagna, rifugi o agriturismi, si aspetta che si riempiano durante i giorni di festa. Ma non succede sempre. Una volta mi è capitato di andare in un albergo di montagna per l’ultimo dell’anno. Una grande tavola della sala da pranzo era piena di ogni ben di Dio. Ma gli avventori siamo rimasti per tutta la sera solo in due. Pare non … Continua a leggere Il rifugio, ovvero come capita di non conoscersi

Il demone e la musa. Vita breve e infelice di George Dyer e della sua ombra

Un istante prima di crepare, accasciato sulla tazza del cesso della lussuosa stanza di un albergo di Parigi, George la rivide davanti ai suoi occhi appannati, quell’ombra dal ghigno insolente che lo accompagnava da che era un bambino. Sentiva freddo, George. Le sue membra nude scosse dai tremori della febbre, i suoi vestiti gettati chissà dove in quel posto estraneo. George sorrideva senza accorgersene al … Continua a leggere Il demone e la musa. Vita breve e infelice di George Dyer e della sua ombra

Dopotutto, ci sono tante consolazioni

Il bar della nave non era ancora pieno di turisti. A giugno incominciava l’alta stagione e di lì a qualche settimana ogni singola fila di sgabelli si sarebbe riempita. Un gruppo di ragazze spagnole stava facendo colazione in un angolo vicino alle grandi vetrate. Erano vestite in maniera troppo leggera e si erano rifugiate sotto coperta, non se la sentivano più di rimanere sul ponte … Continua a leggere Dopotutto, ci sono tante consolazioni

La visione allegra e funerea della vita di Augustin Gomez Arcos

Quando Augustin poggiò il piede sul suolo spagnolo per la prima volta dopo più di due decenni, si accorse che era a corto di parole. Strano, pensò quasi sorridendo tra sé, dopotutto sono uno scrittore. Tuttavia, la lingua nella quale aveva ottenuto i massimi riconoscimenti non era quella che aveva acquisito alla nascita. E quando la dittatura che lo aveva obbligato a recidere i legami … Continua a leggere La visione allegra e funerea della vita di Augustin Gomez Arcos

La disperata strafottenza di Maurice Sachs

La marcia forzata durava ormai da tre giorni. Da quando i soldati tedeschi avevano sgomberato il carcere in cui era rinchiuso, Maurice non aveva fatto altro che marciare senza sosta e tacere. Questa volta non la scampo, questa volta crepo qui in mezzo a questo dannato nulla. Non faceva che ripetere questa litania, Maurice. Il frullo dei suoi pensieri tornava come un ossesso sopra a … Continua a leggere La disperata strafottenza di Maurice Sachs

La ribellione silenziosa di Sarah Kirsch

Da giorni Ingrid osservava le foto di Sarah. Non si era sentita bene di recente e aveva avvertito, come mai prima, il bisogno di tornare al suo passato. E a quello della voce che aveva creato per comprendere il tempo in cui le era toccato vivere. Rivedeva la canonica di Limlingerode in Turingia e respirava a fondo il ricordo dei profumi della campagna carica di … Continua a leggere La ribellione silenziosa di Sarah Kirsch

Il Colibrì

Il Colibrì è il nome di un bistrot che conoscevo, a Parigi, ed è anche il titolo di un racconto pubblicato sotto pseudonimo ad agosto del 2018, all’interno de La meccanica dei sentimenti. Nella camera 408 del decaduto Hotel Majestic, appena declassato da cinque a quattro stelle dopo i controlli annuali degli organismi di ispezione turistica, Galatea Gubernatis e Gio Marealto stanno progettando la vita. … Continua a leggere Il Colibrì

Manuela che era sempre stata un po’ fuori posto

“La sua cifra stilistica si muove attorno al bisogno di un’arte esperienziale e performativa; la ricerca dell’artista viene espressa attraverso un’indagine multisensoriale dello spazio, con l’intervento attivo dello spettatore, che diviene spettatore per un coinvolgimento totale sul territorio. L’investigazione su corpo e corpo-luogo, l’abito-corpo, l’abito-ambiente…Mi ascolti? Ti sta piacendo? Va bene quello che ho scritto?”“Sì, ma non credo di voler partecipare a questa mostra…”“La ricerca … Continua a leggere Manuela che era sempre stata un po’ fuori posto

L’amore sconfinato di Frank O’Hara

La botta giunse fulminea alle prime luci del mattino e lo scaraventò così lontano che non ebbe modo di capire cosa fosse accaduto. Ora Frank si trovava in un posto a lui ignoto. Non era sveglio, questo lo comprendeva. Udiva voci concitate muoversi attorno a lui, gli odori si fermavano a un passo dalle sue narici e un immobile fulgore ceruleo pareva aver preso il … Continua a leggere L’amore sconfinato di Frank O’Hara

Violette Leduc, la donna brutta, la bastarda, il deserto che monologa

Prigioniera in quel letto di ospedale, Violette provava nostalgia per la campagna che circondava Faucon. Curioso, pensava Violette. Non era Parigi a mancarle, non era Madame ora a invadere i suoi pensieri tenendola desta notte dopo notte. Stava morendo e avvertiva i morsi della paura. Stava morendo come era vissuta, in modo straziante. Eppure, un piccolo lucido frammento di sé ancora fremeva all’idea che Madame … Continua a leggere Violette Leduc, la donna brutta, la bastarda, il deserto che monologa

Il panno rosso è caduto ai piedi della donna zoppa e dell’uomo con la gobba

Sentì suonare. Nessuno aveva quell’indirizzo. Quando sbarcava era un fuggiasco, evitava di dire dove alloggiava, non aveva un recapito fisso. Amici e parenti ci erano abituati.Quando vuole, si fa vivo lui! dicevano.Ora che non c’erano più i genitori, era anche peggio. Era un immigrato nella sua città.Il citofono suonò con l’ingenuità di un bambino che entra in una casa senza sapere chi ci vive. Per … Continua a leggere Il panno rosso è caduto ai piedi della donna zoppa e dell’uomo con la gobba

Jaime Gil de Biedma, che aveva desiderato essere un poema

Jaime aveva desiderato essere un poema. Se ne ricordò all’improvviso quel mattino mentre il medico gli stava spiegando la natura del suo male. Sorrideva, Jaime. Sapeva con esattezza ciò che ormai da mesi fiaccava il suo corpo, conosceva il nome di quella malattia che tutti temevano. La morte sarebbe arrivata in fretta e non la temeva. In fondo, l’aveva corteggiata spesso senza successo. La morte … Continua a leggere Jaime Gil de Biedma, che aveva desiderato essere un poema

Quel tipo di passaggio che comprava le piantine

Il pomeriggio con le amiche non era stato granché, noiosetto, anzi no, non vedevi l’ora di tornartene a casa a pensare a cosa preparare per cena, qualcosa che non fosse il solito spaghetto al pomodoro, magari un risotto, sì un risotto per quella sera ci stava bene, lui ne sarebbe stato contento. Così quando vi siete salutate dandovi appuntamento al prossimo mese, sì tu e … Continua a leggere Quel tipo di passaggio che comprava le piantine

Su Josephine Hart. Nella ricerca del buio ritrovare la luce

Malgrado cercasse di non dare nell’occhio, Bethesda sentiva gli sguardi dei suoi compaesani sfiorarla con insistenza. Non si chiedeva mai perché la tenessero d’occhio, lo sapeva e basta. Si alzava molto presto al mattino. C’era la casa da governare, poi sua madre a cui prestare attenzione. Da tempo la madre di Bethesda non era più in grado di badare a se stessa, così la figlia … Continua a leggere Su Josephine Hart. Nella ricerca del buio ritrovare la luce