Elogio del tran tran

Poche figure del mito appaiono più benigne dei Re Magi. Guidati da un prodigio nel firmamento, portano doni al pargolo divino. Ma per quale specifico portento hanno intrapreso il lungo viaggio? La versione dominante, tutta sbalordimento e giubilo, presenta la nascita stessa come l’evento meraviglioso. In una poesia del 1914, I Magi, il poeta anglo-irlandese W.B. Yeats esprime il suo dissenso: Nei loro freddi abiti … Continua a leggere Elogio del tran tran

Tutti vogliono essere manager

Per te che vai, non esistono strade, solo scie di vento sul mareAntonio Machado Ogni uomo che si innamora cade, scivola, affonda, subisce il masochismo affermativo di un innamoramento avulso dalla morsa del narcisismo. Diventa femminizzato perché innamorato. Non più speculatore accorto, hipster reazionario affamato di credenziali ecologiche che gioca con il veganismo e la diversità rimanendo tuttavia truffatore in tutto e per tutto, confondendo … Continua a leggere Tutti vogliono essere manager

Londra, la mia antica sposa e amante, vestita a festa, ma la festa è finita

Blu abbacinante e le stelle sbiadite in quest’alba d’autunno. Poche persone per strada. Rispettare vuol dire guardare di nuovo. La bellezza degli altri – pendolari all’uscita della stazione, fruttivendoli che scaricano il camion all’angolo; l’uomo barbuto che porta a spasso il cane all’angolo di Park Hill Road; la ciclista che anticipa il traffico a Fleet Road. Potrei disporre l’orologio alla regolarità di tali apparizioni. L’albero … Continua a leggere Londra, la mia antica sposa e amante, vestita a festa, ma la festa è finita

Il Rimbaud di Brooklyn, o di questi geroglifici, l’unica prova di essere stato al mondo

Sarton mi racconta di come la gentrificazione è iniziata alla grande a New York dopo l’attacco alle torri gemelle. L’orrore, frenesia e solidarietà intense di quel giorno fecero di lui un newyorkese. È una domenica calda e ventilata a Wagner Park North. Da qui si gode una splendida vista del porto. Condivido una pizza con Sarton, organizzatore del congresso di psicologia, che ora si corregge. … Continua a leggere Il Rimbaud di Brooklyn, o di questi geroglifici, l’unica prova di essere stato al mondo

Il poeta di Perdido Street e la sua relazione con Simone De Beauvoir

Simone de Beauvoir era intimidita dalle emozioni. Mentre nei suoi numerosi saggi e romanzi queste appaiono stentate, le lettere al suo amante di Chicago Nelson Algren rivelano ben altro. Parigi m’annoia, è buia e monotona – scrive il 18 maggio del 1947, dopo la loro prima separazione – forse è il mio cuore ad essersi bloccato. Il mio cuore è ancora a New York, all’angolo … Continua a leggere Il poeta di Perdido Street e la sua relazione con Simone De Beauvoir

Non te l’ho detto, ma sono sposata, e non è la prima volta che mi innamoro di una donna

Dunque, da dove cominciare? Il mare è infinito. E questa nostra storia, si chiede Jackie, come è iniziata? Forse quel venerdì mattina nella galleria d’arte, a guardare i dipinti di quel tizio belga i cui genitori avevano una profumeria. Amava Fritz, questo pittore, ma non raggiunse mai le vette estatiche della gioia, dice Jackie; dipinse invece raffiche di vento su coste desolate. Sylviane invece pensa … Continua a leggere Non te l’ho detto, ma sono sposata, e non è la prima volta che mi innamoro di una donna

La congiura degli orfani: Albert Camus e lo stato di abbandono

Il manoscritto della prima bozza di Le Premier Homme, 150 pagine autobiografiche, fu trovato in una borsa nell’auto di Albert Camus dopo l’incidente stradale che l’uccise a 46 anni, nel gennaio del 1960. Era l’inizio d’un romanzo storico sull’Algeria, dall’arrivo dei coloni francesi nel 1840 fino alla seconda guerra mondiale e oltre. Intessuto di ricordi, sulle orme dell’alter ego Jacques Cormery alla ricerca dei primi … Continua a leggere La congiura degli orfani: Albert Camus e lo stato di abbandono