Anaïs Nin: Resteremo così tra fogli e lenzuola

di Stefania Castella “Non vediamo le cose per come sono. Le vediamo per come siamo” Amabile Parigi ha un’aria ovattata e un suono ancestrale che culla, che sale dal ventre della terra e che avvolge. Il vento carezza, la sua compagnia non mi lascia mai, non mi fa mai sentire da sola. Alzo la testa ed il cielo è più basso e più scuro, il … Continua a leggere Anaïs Nin: Resteremo così tra fogli e lenzuola

Sylvia Plath, “Parlo a Dio ma il cielo è vuoto”

di Stefania Castella Ci sono urla che non trovano spazio, restano incollate dentro, tra le pareti della propria anima, rimbalzano da una parte all’altra. Molte come onde sugli scogli, sbattono così forte da creare piccole fratture e allora può succedere che si riversino fuori, che inondino un altrove, che riescano a trovare una forma umana diventando sinuosa musica, qualche volta pasta densa su una tela, … Continua a leggere Sylvia Plath, “Parlo a Dio ma il cielo è vuoto”

Alda Merini: Non sapevo cosa fosse un manicomio prima di varcare quella soglia

di Stefania Castella Sono qui, al buio, nel momento mi sento più felice. È molto tempo che il buio mi rende felice ed è strano perché per tanti anni avvolgersi nel buio, cercare la quiete, magari il dormiveglia m’è sempre sembrato uno spreco di tempo. Oggi il tempo ha un altro valore, un altro suono, altri odori, altre dimensioni, oggi nel buio che non è … Continua a leggere Alda Merini: Non sapevo cosa fosse un manicomio prima di varcare quella soglia