Inferno
Casa che ha
Sapore dell’ infelicità
Che la madre affoga nel cibo
E la figlia vomita dalla bocca
Per ripulirsi dall’antico trauma mai ancora superato
Padre indigesto, feroce e meschino come Asmodeo
Prende tutto per non dare in cambio nulla se non frammenti di amore malmesso
E Cristalda che fa? Cristalda scrive, canta, balla per crearsi l’illusione di un suo Paradiso
Non lo sa quando uscirà dall’Inferno
Non lo sa
Porta in tasca tutte le mattine la speranza di un futuro diverso
Rose rosso sangue
Fioriscono nel petto
Le morti taciute
Per andare avanti con la routine
Lacrimano rugiada di sangue
Nascoste dall’avidità
Si fanno grandi risate
Per seppellire ricordi
Liberano vortici di parole nefaste
Per far spazio ad abbracci spensierati
È così che si diventa felici?
Cristalda, luglio 2024
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