L’invisibilità di Napoli, città tentacolare


Dal cuore oscuro di Napoli, un romanzo che racconta marginalità, prostituzione e ingiustizia con lo sguardo impietoso e lucido di chi la cronaca nera, la vive e la scrive ogni giorno

di Caterina Ceccuti

Un palazzo fatiscente nel centro storico di Napoli, una giovane donna uccisa brutalmente, un giornalista precario con una gamba malata e un’insaziabile fame di verità. Inizia così La città tentacolare, il nuovo romanzo di Stefania Castella, pubblicato da Articoli Liberi e già disponibile in libreria. Giornalista napoletana e appassionata di crime, Castella torna in libreria dopo il successo del suo primo romanzo con un’opera ancora più aspra, spietata, necessaria.
Il romanzo è un noir potente, quasi un atto d’accusa, dove la trama si infittisce attorno a due omicidi di prostitute – Lamya e una giovane ucraina – avvenuti a pochi giorni di distanza, sullo sfondo di una città che, come un organismo vivo e corrotto, inghiotte i più deboli e protegge chi ha il potere. Il protagonista, Walter Brescia, giornalista di cronaca nera, è un uomo solo e ostinato che tenta di scorgere un senso in quella lunga catena di sopraffazioni, dolore e silenzi. Al suo fianco, Afya, una giovane donna nigeriana vittima di tratta, e Colette, un’enigmatica dottoressa di un centro antiviolenza: due figure femminili che rappresentano il coraggio di resistere dentro e fuori il sistema.
«Abitava in un appartamentino del secondo piano. Il nome sulla porta si leggeva a stento, era uno di quei segnali distintivi che davano a lei, e a tante come lei, la condizione primaria dell’invisibilità», scrive Castella. Ed è proprio l’invisibilità il filo conduttore del romanzo: quella delle donne sfruttate, quella di chi cerca riscatto tra le macerie di una società distratta, quella di chi, come Walter, continua a scrivere per raccontare verità scomode.
Il libro è attraversato da un ritmo cinematografico, fatto di flashback, colpi di scena e dialoghi asciutti, con uno stile narrativo che affonda nella carne dei suoi personaggi. L’autrice non si limita a descrivere la realtà, ma la scarnifica, la scompone, ci costringe a guardarla dritta negli occhi. E mentre la musica dei Nirvana accompagna le notti insonni del protagonista, il lettore si ritrova a percorrere le stesse strade, a sentire lo stesso fetore dei vicoli, a domandarsi, insieme a lui, se esista davvero giustizia per chi non ha voce.
La città tentacolare è molto più di un giallo. È una denuncia vibrante, una cronaca romanzata ma terribilmente reale, un pugno allo stomaco che lascia il segno.

Stefania Castella, La città tentacolare, Articoli Liberi 2025


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Un pensiero riguardo “L’invisibilità di Napoli, città tentacolare

  1. Ciao, mi chiamo Fedele Aula ed ho scritto anche io per Articoli Liberi. Se avessi bisogno, ho un mio scatto dedicato a Napoli che ha partecipato ad alcuni concorsi internazionali, potrei offrirlo ad illustrazione del tuo romanzo.

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