Franco Malanima
L’usignolo impaurito si sbatte nel nido di rovi
piange, cerca la linguetta veloce della madre
ma la madre non verrà
è caduta nel grosso cespuglio delle rose
poi è riuscita a liberarsi, era ferita
e il gabbiano affamato l’ha afferrata
ed è sparito dietro i tetti.
Tu esisti come esistono i morti nelle rose
io mangio caramelle e leggo nelle poesie degli altri
quelle chiare braccia incrociate intorno al libro
i binari dei treni, sempre gli stessi di ferro e legno
le pietre nei muri, le bottiglie: lampadine fulminate
l’odore degli uccelli vivi, il becco nudo di vermi e paglia
io bacio,
sulla via del ritorno ti cerco
ma tu non ci sei
e la puzza delle rose marce e il piscio dei gabbiani
mi fanno compagnia.
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Che merdata
Grazie Saverio, per la disamina approfondita e ben argomentata.
f.m.
Forte. E bella
Grazie Manu ❤️