Presentare un libro che hai tradotto, insieme all’autrice e alla psicologa che l’ha aiutata a scriverlo

Ieri a Montevideo, presso l’Istituto Italiano di Cultura, abbiamo presentato Sopravvissuta, il libro di Silvana Marconi che ho tradotto dallo spagnolo. Un libro che parla di violenza contro le donne. E siamo arrivati alla conclusione che qualsiasi aggettivo aggiungiamo accanto a questo termine lo limita, lo circoscrive a una categoria, o a un luogo preciso, come le pareti domestiche, dietro le quali, purtroppo, si consuma … Continua a leggere Presentare un libro che hai tradotto, insieme all’autrice e alla psicologa che l’ha aiutata a scriverlo

Tradurre un romanzo è un lavoro di ascolto

Portava i capelli corti, un taglio da uomo che si faceva fare espressamente da un barbiere del Panier, rue de l’Evêché, accanto al forno della grossa signora marocchina, dove da bambina rubava le navettes all’anice, Marsiglia, città di gente libera e di capelli liberi, fino all’età di vent’anni non li aveva lasciati crescere. Come tradurre la parola navettes senza spiegare che sono dei biscotti? Perché nel testo … Continua a leggere Tradurre un romanzo è un lavoro di ascolto

Tradurre vuol dire tradire: riflessioni sulla traduzione letteraria

Quando parliamo di traduzione, lo facciamo spesso pensando alla nostra lingua, il nostro paese, il nostro piccolo mondo, e poi alla lingua del testo originale. Ci poniamo cioè in una posizione di non-originalità, come se tradurre, importare un testo, significasse un po’ rubarlo dal suo universo linguistico e prostituirlo al nostro. Ciò che non facciamo così di frequente è pensare a quel testo come a … Continua a leggere Tradurre vuol dire tradire: riflessioni sulla traduzione letteraria